KYENGE/ La polemica: L’Italia non è un paese meticcio, si compri un dizionario

- La Redazione

Polemica sulla definizione di Italia come paese meticcio da parte del ministro Cécile Kyenge. Un articolo sul Corriere della sera spiega che non è vero e che l’integrazione fallisce

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Il ministro Kyenge (InfoPhoto)

Un articolo a firma Giovanni Sartori sul Corriere della sera prende di mira il ministro Cécile Kyenge. L’argomento è fare chiarezza sul termine “meticcio”. Qualche giorno fa infatti il ministro durante un incontro con alcuni studenti del padovano aveva detto: “L’Italia oggi è un paese meticcio dove convivono tante culture e tante persone che provengono da tanti paesi”. Aggiungendo: “La forma di ius soli che si troverà sarà figlia della nuova fotografia dell’Italia”. Non è piaciuta a Giovanni Sartori la definizione dell’Italia come paese meticcio, tanto che ha invitato il ministro a comprarsi un dizionario. Meticcio spiega Sartori “significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no”. In Italia i matrimoni misti non si celebrano perché osteggiati proprio dagli islamici, dice ancora. Non ci va leggero Sartori: “Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini «integrati». Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell’Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali?”. Sartori spiega che nonostante un millennio circa di dominazione islamica indù e e musulmani non si sono mai integrati. Gli inglesi al termine della loro dominazione furono costretti a inventarsi uno stato islamico, il Pakistan e da allora quel paese e l’India sono da sempre sul piede di guerra. Nessuna integrazione possibile dunque. 



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