CASO ABU OMAR/ Castelli (ex ministro): l’Italia è uno Stato satellite dell’Impero Usa

- int. Roberto Castelli

Robert Seldon Lady, l’ex capocentro della Cia condannato a nove anni di carcere per il caso Abu Omar, è stato fermato ieri a Panama. Parla il Guardasigilli di allora, ROBERTO CASTELLI

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Abu Omar (Immagine d'archivio)

Robert Seldon Lady, l’ex capocentro della Cia condannato a nove anni di carcere per il caso Abu Omar, è stato fermato ieri a Panama. Nel 2003 l’imam Abu Omar era stato catturato a Milano dai servizi segreti americani ed era stato estradato in Egitto senza neppure informare le autorità giudiziarie italiane. Il paradosso è che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, su richiesta di Barack Obama di recente ha consesso la grazia a un altro degli agenti coinvolti, Joseph Romano, ma non a Seldon Lady. E, altro fatto degno di nota, il ministro Severino aveva richiesto l’arresto internazionale per lo stesso Seldon Lady, ma non per gli altri 23 americani che sono stati condannati per la vicenda. Ilsussidiario.net ha intervistato Roberto Castelli, ministro della Giustizia all’epoca del caso Abu Omar.

Qual è il significato del fermo di Robert Seldon Lady?
Quanto avvenuto è abbastanza strano, perché si verifica dopo che il presidente Napolitano ha concesso la grazia a Joseph Romano, la mente dell’operazione Abu Omar. Una serie di circostanze che dimostrano come vi sia una particolare attenzione nei confronti degli agenti della Cia. Ricordo che in base alle leggi Usa i protagonisti del caso Abu Omar non hanno commesso alcun reato, mentre hanno commesso reati in base alle leggi italiane. Vedremo come si svilupperà la vicenda.

Che cosa ne pensa del fatto che il ministro Severino abbia emesso una richiesta di ricerche internazionali nei confronti di Seldon Lady?
Il mandato d’arresto internazionale emesso dal ministro Severino era un atto dovuto, su questo non ci sono dubbi. Personalmente però non escludo che Seldon Lady sia caduto in disgrazia presso le autorità statunitensi e che queste ultime abbiamo in qualche modo deciso di punirlo. Di sicuro il nostro è un Paese suddito degli Stati Uniti, se accadono episodi come il fermo di Seldon Lady evidentemente è perché gli Stati Uniti li permettono. Ma è anche possibile che vi sia stato un errore da parte dell’autorità giudiziaria di Panama o che sia stato Seldon Lady a commettere una leggerezza uscendo dagli Stati Uniti.

Il nostro Paese è alleato degli Stati Uniti. Perché lei ha usato la parola “suddito”?
Basta vedere come sono andate le cose nella vicenda della moglie del dissidente kazako: mi sembra francamente difficile che i servizi segreti statunitensi non siano implicati in quanto è avvenuto. L’Italia è un Paese che ha perso la guerra e ancora oggi ne paga le conseguenze. Ricordo che ci sono ancora delle clausole ai trattati di pace tra Italia e Stati Uniti che sono segrete.

Lei era ministro della Giustizia quando avvenne il rapimento di Abu Omar. Che cosa ricorda di quella vicenda?

Avvenne in totale segretezza e veramente il governo non ne seppe nulla. Operazioni simili furono compiute in molti Paesi europei, e non soltanto in Italia, e furono giustificate dall’emergenza terrorismo. Dopo l’attentato contro le Torri Gemelle, sembrava che il mondo occidentale fosse sotto attacco a 360 gradi. Resta il fatto che fu rapito un cittadino in territorio italiano, e ciò rappresenta un episodio non bello per la giustizia italiana. Sicuramente io non ne sapevo nulla.

Lei ritiene che il caso Abu Omar documenti in qualche modo una prassi, o che si sia trattato di un caso isolato?
Il rapimento della persona è un fatto sicuramente eccezionale, ma si inserisce in un quadro generale da cui emerge una prassi. Di recente sono emerse notizie sulle cimici inserite dall’amministrazione americana in numerosi ambienti europei, un caso che è stato rapidamente archiviato da tutti con grande imbarazzo.

Come si giustificano vicende come il rapimento di Abu Omar?
La realtà è che gli Stati Uniti sono i moderni romani, dominano a loro piacimento l’Impero d’Occidente e l’Italia è la Numidia d’Europa. La storia si ripete sempre, Washington è la nuova Roma e poi ci sono gli Stati satelliti come il nostro. È questo il quadro generale nel quale va inserita la vicenda Abu Omar.

Che cosa fa sì che, dal punto di vista operativo, gli Stati Uniti possano agire indisturbati sul territorio italiano?
Di sicuro una parte degli apparati italiani “collaborano” direttamente con gli apparati statunitensi, giungendo al punto di prendere ordini da parte loro.

(Pietro Vernizzi)

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