Stephen Hawking/ Volevano staccarmi la spina: fu mia moglie a impedirlo

- La Redazione

Nella sua biografia di prossima uscita l’astrofisico Hawking racconta di come nel 1985, mentre era in coma, i medici proposero alla moglie di praticargli l’eutanasia e di come lei rifiutò

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Stephen Hawking

In uscita tra pochi mesi un libro e un documentario che racconteranno la vita di Stephen Hawking, l’astrofisico britannico che pur affetto da una malattia degenerativa che l’ha costretto negli anni all’immobilità e l’ha privato della parola, è autore di un best seller da 10 milioni di copie, tradotto in 40 lingue diverse, Dal Big Bang ai Buchi Neri (A brief history of time, 1987).
Hawking, che nel 2009 ha ricevuto da Obama la Medaglia Presidenziale della Libertà, la maggior onoreficienza degli Stati Uniti d’America, ha rischiato nel 1985, a quattro anni dalla pubblicazione del suo capolavoro, che i medici staccassero le macchine che lo tenevano in vita mentre era in coma farmacologico a causa di una polmonite.
Come ha raccontato nella sua biografia: “Ero a Ginevra, in coma farmaceutico per provare a curare una polmonite, figlia della atrofia muscolare progressiva che mi ha ridotto in carrozzella. I medici pensavano che ci fosse poco da fare. E così hanno offerto a mia moglie la possibilità di farla finita”.
Jane Wilde, la prima moglie, dalla quale ha avuto tre figli, rifiutò la proposta e decise di portarlo a Cambridge, dove gli venne praticata una tracheotomia, un’incisione alla gola che lo privò della possibilità di parlare, ma che gli salvò la vita.  Di lì a pochi anni, nel 1987 il geniale cosmologo completò l’opera che lo rese famoso in tutto il mondo. 
Il libro, pur affrontando temi complessi come il Big bang, i buchi neri e l’orizzonte degli eventi, ha uno stile compositivo estremamente semplice e chiaro, appositamente scelto per poter essere comprensibile ad un pubblico di “non esperti”. Hawking nel libro evita  espressamente l’uso di formule fisiche e matematiche, a eccezione di E = mc², poiché gli venne spiegato che ogni equazione avrebbe potenzialmente dimezzato il numero dei lettori.

A trent’anni di distanza di quegli eventi, e dopo aver spiegato i misteri del cosmo, Hawking ha deciso di raccontare gli eventi che hanno coinvolto la sua vita e raccontare la “quasi morte” che l’ha sfiorato prima di poter comporre un’opera che ha fatto storia, rendendo comprensibile al grande pubblico la moderna teoria cosmologica.
Hawking dal 1979 al 2009 ha occupato la cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge (preceduto da nomi illustri, uno tra tutti, dal 1669, Isaac Newton), oltre ad essere divenuto membro della Royal Society (l’accademia nazionale britannica delle scienze), della Royal Society of Arts e della Pontificia Accademia delle Scienze.



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