EUGENIO SCALFARI/ La “questione seria” dei suoi 90 anni

- Gianni Mereghetti

Il 6 aprile Eugenio Scalfari ha compiuto 90 anni. Per l’occasione, GIANNI MEREGHETTI ricorda quella lettera che Papa Francesco inviò al fondatore de La Repubblica nel settembre scorso

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Eugenio Scalfari (Infophoto)

Carissimo Scalfari,
nel giorno del suo novantesimo compleanno le auguro di poter continuare ad amare la vita così come lei ha testimoniato in questi anni entusiasmanti, per quanto è accaduto e, spesso, in modo che non potevamo aspettarci. Lei una cosa ha testimoniato in modo indiscutibile, che ciò che accade è una sfida alla ragione e la smuove. Anche oggi lei ha voluto ribadire ciò che non è, che lei non è né comunista né credente, ma più interessante è quello che lei è, un uomo che sta facendo i conti con le sfide che la realtà gli pone, un uomo che si è sentito preso sul serio da papa Francesco, un uomo che ha il coraggio di guardare alle problematiche contemporanee con un approccio non ideologico, ma decisamente positivo.

Questo è ciò che mi affascina di lei: che in questi anni lei ha fatto un percorso, un cammino in cui la sua ragione ha accettato le sfide che le sono state poste e ha seguito le urgenze dei diversi problemi per aprirsi al vero. Devo riconoscerle una grande serietà nei confronti della vita, avevo sempre pensato che la sua fosse una posizione ideologica, ma mi sono pian piano ricreduto, perché lei mi ha testimoniato di saper cambiare.

Tante cose che lei sostiene non le condivido, altrettante le considero quanto mai vere, ma ciò che è accaduto con papa Francesco, con la lettera che le ha scritto, una cosa mi ha insegnato, ed è quella che il papa le ha detto, che la verità è una relazione. Qui sta la questione seria dei suoi novant’anni, che la sua vita documenta in modo esemplare. Lei, che non crede e che lo ribadisce ad ogni piè sospinto, è il testimone vivente di quello che dice il papa, che la verità è una relazione.

Sì, proprio lei che viene da una tradizione ideologica che ha avuto nella dialettica il punto di forza della sua posizione, che pensava all’uomo come ad un essere naturale condannato al nulla, che ha sempre privilegiato l’analisi, anche perché ne ha tutti gli strumenti per svolgerla in modo esaustivo, lei in questi anni ha testimoniato che la ragione trova ogni volta qualcosa di nuovo e così il suo orizzonte si allarga. Riconosco ciò che lei non è, ma le sono grato di aver ceduto a questa forza dei legami che conducono la ragione verso la verità cui tende senza fermarsi un attimo.

Caro Scalfari, in questo giorno di compleanno è quanto mai affascinante con lei riaffermare che la vita porta dentro una traccia di positività interessante e nel cui solco ci si apre al futuro. Questa conquista di uno sguardo positivo è un altro tratto del suo cammino. Quante volte di fronte alle questioni italiane o a quelle internazionali lei ha dato sfoggio delle sue capacità di analisi; devo riconoscerglielo, lei sa muoversi dentro l’intricato mondo della politica e dell’economia, e spesso ne svela gli ostacoli apparentemente insormontabili; nello stesso tempo devo ammettere che nulla riesce a fermarla. Leggendola, in questi anni, ho imparato che dentro tutte le situazioni, anche le più difficili, vi è uno spiraglio che apre le porte ad una soluzione nuova.

Questo è un tratto della sua personalità che ha conquistato in questi anni: non ha mai rinunciato all’analisi, ma è quanto mai evidente che non le basta, lei cerca sempre un pertugio attraverso cui passare per costruire un bene per la gente, per rispondere al suo bisogno.

Novant’anni sono un bel traguardo, oggi rappresentano il trampolino di lancio a scoprire qualcosa di nuovo e glielo auguro di cuore. Proprio perché la verità è una relazione, sono certo che ci aspettano sorprese che oggi nemmeno immaginiamo.

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