ETEROLOGA/ Binetti: le Regioni tentano il blitz e “scavalcano” Renzi

- Paola Binetti

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il documento tecnico per l’introduzione della fecondazione eterologa nei centri pubblici e privati. E la legge? PAOLA BINETTI

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Ci sono mille ragioni per accelerare i processi di riforma nel nostro Paese e combattere le lungaggini di una burocrazia troppo spesso attestata su prassi inadeguate a rispondere ai bisogni delle persone. Ma l’accelerazione dell’iter sull’eterologa è davvero sorprendente e sembra rispondere a criteri che sfuggono sia a chi, come GianAntonio Stella, ha sollecitato proprio ieri dalle pagine del Corriere la discussione della legge per le adozioni, chiedendone una semplificazione!, sia a chi da diverse legislature sollecita invece la discussione sul disegno di legge “Norme per il sostegno e l’incremento della natalità”, presentato a mia prima firma il 15 marzo 2013, primo giorno della legislatura (ddl 92/2013). Su questi disegni di legge c’è un silenzio quasi tombale… ma per l’eterologa invece tutto risulta più facile e diretto! Nonostante ciò restano aperte ancora molte questioni che meritano davvero un approfondimento, che non si può evitare proprio perché si tratta di una questione molto delicata come quella di una vera e propria rivoluzione nell’ambito dei rapporti genitoriali. Con l’eterologa, come è ben chiaro a tutti, genitori biologici e genitori sociali entrano in un complesso circuito relazionale, che merita un’attenta riflessione, nell’unico ed esclusivo interesse del bambino. 

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato ieri in tempi velocissimi il documento tecnico per l’introduzione della fecondazione eterologa nei diversi centri, pubblici e privati, utilizzando la falsariga di quanto proposto dalla Regione Toscana e a Firenze oggi stesso partiranno le visite per le prime otto coppie che ne hanno fatto richiesta. 

Sempre oggi il documento verrà portato all’attenzione dei presidenti delle Regioni.

Sembra proprio che le Regioni non abbiano sentito alcun bisogno della legge di iniziativa parlamentare prospettata dal Presidente Renzi, quando aveva bloccato il decreto Lorenzin e che il ministro della Salute si era impegnata a far approvare entro l’anno. 

Questi i punti fondamentali delle linee guida sulla fecondazione eterologa approvati dagli assessori alla sanità intervenuti ieri nella Conferenza Stato-Regioni:

Inserimento nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), che prevede la gratuità dell’intervento, o tutt’al più un ticket;

Età fertile della donna ricevente;

Caratteristiche del nascituro il più simili possibili a quelle dei genitori, a cominciare dal colore della pelle e dal gruppo sanguigno, che deve risultare compatibile con quello dei genitori sociali;

Registro dei donatori e anonimato del donatore;

Precisi test ed esami clinici per i donatori;

Possibilità di conoscere l’identità del genitore biologico dopo i 25 anni;

Possibilità di risalire in qualunque momento al genitore biologico solo per seri problemi legati alla salute del soggetto nato dalla fecondazione eterologa.

Il ministro Lorenzin, intervistato dal TGcom, ha mostrato di apprezzare il dibattito che si è svolto tra i responsabili regionali della sanità ma ha sottolineato come comunque sia necessaria una legge per poter inserire la fecondazione eterologa tra i Lea anche perché allo stato attuale “non c’è nessun centro autorizzato” per l’eterologa. 

Di fatto se la recente sentenza della Corte ha ribaltato completamente i contenuti specifici della legge 40, non è però entrata nel dettaglio del come praticare l’eterologa, ha solo affermato che è legittimo il ricorso a questa pratica; spetta ora al legislatore individuare i modi più efficaci per risolvere problemi senza crearne altri e questo richiede un tempo concreto, che non può essere aggirato trasformando un desiderio in un imperativo categorico da soddisfare hic et nunc… Non ce n’è davvero bisogno. Non dimentichiamo inoltre che il registro dei donatori, per soddisfare le linee guida approvate oggi, dovrà contenere anche un catalogo con le principali caratteristiche fisiche, e forse non solo fisiche!, dei donatori. Il catalogo permetterà di soddisfare possibili preferenze di scelta dei genitori sociali, con costi diversificati, come già accade in molti altri Paesi… Ignorarlo non giova a nessuno, chiarirne le modalità può servire a tutti! Ma, per questo, attendiamo la legge.

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