SAN GUIDO MARIA CONFORTI/ Santo del giorno, il 5 novembre si celebra San Guido Maria Conforti

- La Redazione

Santo del giorno, il 5 novembre la chiesa cattolica ricorda la memoria di San Guido Maria Conforti. All’età di 7 anni sente la vocazione per il sacerdozio. La sua storia

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Oggi, giovedì 5 novembre 2015, è il giorno dedicato alla commemorazione di San Guido Maria Conforti, arcivescovo cattolico italiano. Nato a Casalora di Ravadese, nel parmigiano, il 30 marzo 1865, San Guido sente la vocazione per il sacerdozio già a partire dall’età di 7 anni, mentre frequenta la scuola elementare dei Fratelli delle Scuole cristiane. Durante gli anni del seminario, la sua opera viene ispirata dalla biografia di San Francesco Saverio, il gesuita morto nel cinquecento. Fin da giovanissimo inizia ad avere problemi di salute, soffrendo di epilessia e sonnambulismo. Diventa amico di monsignor Andrea Ferrari, rettore del seminario, e viene fatto sacerdote a 23 anni. Nel 1896 diventa il vicario generale della Diocesi di Parma. Contribuisce alla creazione e al riconoscimento della Congregazione di San Francesco Saverio per le Missioni Estere. 

San Guido Maria Conforti è al tempo stesso vicario e missionario. Infatti, sceglie di inviare missionari per la Cina e consolida la sua Congregazione. San Guido fa erigere una nuova Casa Madre per il Seminario Emiliano e diffonde gli edifici saveriani in tutto il mondo. A 37 viene eletto Arcivescovo di Ravenna, anche se l’opera gli procura grossi problemi di salute e uno stress intenso, che lo conducono alle dimissioni dopo due anni. Viene trasferito alla Chiesa titolare arcivescovile di Stauropoli e diventa nel 1907 Arcivescovo di Parma, ritenendo di avere ancora pochi anni di vita nonostante si sia ripreso dai vecchi problemi di salute. Esegue ben cinque visite pastorali con qualsiasi mezzo ed è molto attivo anche nel suo Istituto, oltre che nella Diocesi che regge. Promuove l’Azione Cattolica, vuole far modernizzare la Chiesa e parla di immigrazione e lavoro. Viene nominato anche Gran Priore dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio. 

San Guido Maria Conforti sostiene la sua gente durante lo sciopero agrario del 1908 e condanna la violenza, auspicando la risoluzione dei conflitti tramite la diplomazia. Inoltre, agisce anche per aiutare le vittime della prima guerra mondiale, condividendo la tragedia di una città. Visita spesso gli ospedali militari e conforta i più poveri. Inoltre, sostiene lo spirito missionario della Chiesa Cattolica e contribuisce alla nascita dell’Unione Missionaria del Clero, della quale diventa presidente nazionale. Nel corso delle cosiddette barricate di Parma dell’agosto 1922, San Guido interviene con una mediazione efficace ed evita problemi peggiori nella perenne lotta tra le squadre fasciste e la sinistra. Importante è anche la sua missione in Cina nel 1928, nella quale scopre fino in fondo il significato della sua chiamata all’apostolato. Dopo questo viaggio, monsignor Conforti si ammala gravemente e muove nel suo Episcopio il 5 novembre del 1931.

I suoi funerali si svolgono con grande partecipazione da parte del clero e della gente nobile e comune, con il feretro che sfila lungo tutta la città di Parma. Oltre centomila persone scelgono di onorare un uomo che viene già considerato come un Santo. La sua salma viene inumata presso la cappella di Sant’Agata, nel duomo cittadino. Il suo stemma prevede il simbolo IHS con sopra la croce latina e dietro uno sfondo azzurro. Quest’ultimo illumina il mondo e simboleggia la sua infinita missione ed evangelizzazione. Nello stemma si vedono anche la mitria e il bastone pastorale. Nel 1942, la salma viene trasportata alla Casa Madre. Il 17 marzo 1996, San Guido Maria Conforti riceve la beatificazione da Papa Giovanni Paolo II e viene collocato al centro dell’abside. Gli vengono attribuiti vari miracoli in luoghi di missione, come il Burundi e il Brasile. In questi casi, due persone vengono miracolosamente salvate da una morte certa. Papa Benedetto XVI canonizza San Guido Maria Conforti il 23 ottobre 2011. Le sue reliquie vengono venerate anche a Gerusalemme.

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