CAOS MIGRANTI/ Boniver: Renzi ha fallito, dovremo tenerceli tutti

Non c’è accordo sulle quote, salta il meccanismo di ripartizione europea. Risultato: l’Italia deve tenersi 24mila migranti. MARGHERITA BONIVER: quello di Renzi è un totale fallimento

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Angelino Alfano (Infophoto)

Non c’è accordo sulle quote, salta il meccanismo di ripartizione europea. Risultato: l’Italia deve tenersi 24mila migranti. Il ministero dell’Interno attua il suo piano B: ridistribuirli nel nord Italia. I numeri li ha forniti ieri il Corriere della Sera: 538 migranti spettano alla Sardegna, 350 alla Liguria, 485 al Piemonte, 520 alla Lombardia, 735 al Veneto; queste le quote più consistenti che toccano alle regioni del centro nord. “Siamo in presenza di un conflitto tra istituzioni di una gravità assoluta —dice al sussidiario Margherita Boniver, ex socialista, due volte ministro, poi sottosegretario agli Esteri dal 2001 al 2006 con Berlusconi premier —. Renzi non ha una strategia, questo è il suo fallimento”.

Boniver, che cosa sta succedendo?
Succede che l’Italia, fin da Mare Nostrum, ha agito con le migliori intenzioni, ma queste non bastano, serve la politica. Nei fatti abbiamo aperto il casello autostradale a un immane esodo umanitario di cui non si scorge la fine. Si è capito, anche se nessuno lo dice, che ipotizzare arrivi fino a uno o anche due milioni di persone di qui a poco tempo è una prospettiva quasi certa.

Il governatore della Lombardia Maroni ha detto di voler togliere fondi ai comuni che aprono le porte, Renzi ha detto di voler fare il contrario, premiandoli. Intanto, perfino nell’ospitale e rossa Toscana i sindaci chiudono le porte.
Non solo, anche Casson (candidato Pd a sindaco di Venezia, ndr) ora dice no. Assistiamo a un conflitto fra istituzioni di una gravità assoluta. Maroni, Zaia e Toti hanno torto nel merito, anche se hanno ragione sul piano politico, perché i dinieghi europei sono il risultato del fallimento politico di Renzi: le promesse e gli impegni strappati agli altri paesi europei erano fragili e si sono dissolti. Se le nazioni europee dicono di no, non deve sorprenderci che poi lo facciano le nostre regioni. 

Ma tutto questo perché?
Perché Renzi non ha alcuna strategia, eccetto le operazioni di salvataggio, contro le quali non ho nulla ma che strategia non sono. Ma soprattutto è inaudito che il governo non abbia niente che assomigli a un piano B, nulla di nulla. Con una battuta Maroni aveva detto “facciamo dei campi di smistamento in Libia”; in realtà, al di là dell’impossibilità di farli in Libia per i motivi che sappiamo, ha detto in fondo una cosa seria. Quantomeno potevamo avviare trattative per la costruzione di campi di accoglienza e smistamento provvisori in regioni che non sono territorio Schengen, come Egitto e Tunisia. Così, fino a che continueremo ad accogliere, l’Europa ci volterà le spalle. 

A proposito dell’Europa…
Fa una pessima figura, è chiaro, ma Gran Bretagna, Spagna, Francia sono tutti paesi con serissimi problemi di immigrazione disordinata, non sono paesi egoisti di per sé. 

Che cosa dovremmo fare?
Quello che ho detto: negoziare con i nostri vicini non Schengen.

Come le sembra che Renzi e Alfano stiano gestendo il problema? 

Malissimo. E’ vero che solo il governo centrale ha potestà in tema di immigrazione di cittadini non Ue, ha una visione di insieme e di conseguenza poteri decisionali in materia, ma per quale motivo le regioni dovrebbero continuare ad accogliere nella mancanza totale di un piano di contenimento?

Crede che questo caos sia pericoloso politicamente per Renzi?
Sì, molto. Anche se non siamo alla vigilia di elezioni politiche, la questione è estremamente insidiosa dal punto di vista politico generale, perché l’insofferenza degli italiani è destinata a crescere. Per esempio, nessuno del governo va in tv a dire che da settembre 2015 le nostre frontiere saranno sicure.

Nessuno lo dice perché nessuno è in grado di farlo. 
Appunto. Siamo ancora lì a giocare con l’ipotesi di un ok improbabile del Consiglio di sicurezza dell’Onu che ci permetta, un giorno, di affondare i barconi prima che partano. Vuol dire essere ancora al punto di partenza, alla casella zero.

Come mai la politica mediterranea di Renzi non dà i frutti sperati?
Renzi ha una politica estera? Non vedo una sua politica degna di questa definizione, qualcuno me la indichi. La nostra politica mediterranea è stata sacrificata sull’altare del partenariato europeo con l’est, dove oltretutto ha dato risultati pessimi, perché l’Ue, ha illuso paesi come la Georgia prima e l’Ucraina poi che l’Europa era vicina. No, l’Europa non è per niente vicina. Sono stati spacciati come pre-ingresso nell’Ue ciò che erano solo accordi di libero scambio. 

E adesso?
L’unica politica estera che ci resta è quella che vediamo. Ci sono i migranti? Per favore, prendetene anche voi… Per quanto riguarda ciò che accade in casa nostra, un ministro dell’Interno che si comporta così lascia esterrefatti.

Escluderebbe ripercussioni politiche nella maggioranza?
Credo che la maggioranza al suo interno stia soffrendo, non saprei dirle io se le minoranza antirenziane del Pd si possano coalizzare su questo. Se lo facessero, sarebbe una ulteriore tragedia, per tutti.

(Federico Ferraù)

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