SANTO DEL GIORNO / San Salvatore e la Trasfigurazione del Signore (oggi, 6 agosto 2015)

- La Redazione

Oggi, giovedì 6 agosto 2015, secondo la tradizione cattolica, si celebra la festa della Trasfigurazione del Signore. Vediamo la storia e il santi del giorno.

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(InfoPhoto)

Ricorre oggi, nel giorno della Trasfigurazione del Signore, il trentasettesimo anniversario della morte del Beato Paolo VI. Si tratta della prima ricorrenza dalla Beatificazione del 19 ottobre scorso. Secondo don Angelo Maffeis, presidente dell’Istituto Paolo VI intervistato da Alessandro Gisotti per Radio Vaticana, dopo la beatificazione assume “un significato particolare anche il giorno della sua morte, che coincide appunto con la festa liturgica della Trasfigurazione del Signore. Come dice nel pensiero ‘La morte’, Paolo VI desidera, terminando la vita, di essere nella luce. Credo che anche simbolicamente il fatto che la sua morte abbia coinciso con il mistero della Trasfigurazione diventi ancora più vero con la sua Beatificazione, che lo riconosce nella luce di Dio, ma lo indica anche come una fonte di luce che può illuminare il cammino della Chiesa”.

Il 6 agosto, secondo la tradizione cattolica, si festeggia la festa della Trasfigurazione del Signore. Secondo i vangeli di Marco, Matteo e Luca si narra che Gesù, dopo aver dato per la prima volta l’annuncio della sua passione, prese con sé i suoi discepoli prediletti, Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte sul monte Tabor per pregare.

All’improvviso fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto divenne risplendente come il sole e le sue vesti divennero bianchissime e candide come la luce. Erano presenti anche Mosè ed Elia, simbolo della Legge e dei Profeti, i quali discutevano con Lui del compimento del suo sacrificio in Gerusalemme.

L’evento straordinario fu poi sigillato dalla voce del Padre che dichiarava: “Questi è il mio Figlio Prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”. Dopo un breve smarrimento, i discepoli sollevarono lo sguardo e videro Gesù soltanto. Con questo segno Gesù intendeva mostrare ai suoi discepoli, subito dopo il suo discorso sulla sua imminente passione, l’aspetto glorioso che avrebbero assunto i giusti nel nuovo regno futuro. 

Cefalù e la Festa del SS. Salvatore della Trasfigurazione. La festa della Trasfigurazione del Signore è la tradizionale festa del Santo Patrono di Cefalù, una piccola cittadina siciliana situata sul mare nella parte settentrionale dell’isola e meta ambita da un gran numero di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 

Dedicata al Santissimo Salvatore, la cui immagine è rappresentata nella bellissima cattedrale cefaludese di origine normanna, questa festa viene celebrata solennemente il 6 agosto, ma i suoi festeggiamenti iniziano già dal giorno 2 con l’esposizione della bandiera, nella quale è impresso il volto del Cristo Pantocratore.

Il bellissimo mosaico in oro, nel quale è rappresentata la figura del Cristo, è ben custodito all’interno della cattedrale che domina il piccolo centro marinaro ed è posizionato nell’abside e in parte delle pareti laterali. Imponente monumento medievale, la cattedrale fu costruita da Ruggero II, nel 1131, per manifestare la potenza della casa d’Altavilla, che aveva riconquistato la Sicilia assumendone la corona. 

Sagra della Pasta a Taianu
In occasione della festa della Trasfigurazione di Gesù, nella cittadina di Cefalù viene organizzata la “Sagra della Pasta a Taianu”, una manifestazione dedicata ad una specialità del periodo arabo. Si tratta di un piatto unico realizzato con strati di pasta e ragù di manzo e agnello. La pietanza viene preparata in un recipiente di terracotta (da qui il termine “taianu” che vuol significare “taio-creta”) e condita con melanzane fritte sfilacciate e con del pecorino grattugiato. In questa festa dal sapore prettamente religioso, il folklore e il misticismo a Cefalù si fondono perfettamente in un mix di “sacro e profano”. Nata come festa di ringraziamento a Gesù Salvatore per aver salvato la città dal terremoto nel 1783, la celebrazione della Trasfigurazione del Signore si svolge tra suoni di campane, spari di mortaretti ed esibizioni di bande musicali. A fine serata, la festa si conclude con la tradizionale processione e con i magnifici e coloratissimi spettacoli pirotecnici. 

Santi e beati del 6 agosto
Il 6 agosto la Chiesa celebra il ricordo della vita di altri santi testimoni, come ad esempio quella di San Cremete Abate. Di questo santo eremita, divenuto in seguito abate, purtroppo non conosciamo molti dettagli della sua vita, ma sappiamo che visse intorno all’XI secolo, durante la dominazione saracena in Sicilia. Durante tale periodo, Cremete visse da eremita tra le rovine di un eremo posto tra la foresta di Placa e le pendici dell’Etna.
Dopo che il principe Ruggero I d’Altavilla nel 1101 sconfisse i musulmani e s’impadronì dell’isola, Cremete fece ricostruire il convento ottenendo dal sovrano il diploma di ricostruzione del monastero e della chiesa di Francavilla, entrambi poi dedicati al San Salvatore. L’abate morì nel 1099.
Il 6 agosto si venera anche il ricordo della Beata Maria Francesca a Iesu (Anna Maria Rubatto), fondatrice delle Suore cappuccine di madre Rubatto e dedita all’assistenza degli ammalati e all’educazione cristiana dei giovani. Dopo aver emesso i voti il 17 settembre 1886, assunse l’incarico di prima superiora dell’istituto mantenuto fino alla sua morte avvenuta il 6 agosto 1904. Ha dedicato parte della sua vita al servizio dei poveri di Montevideo, in America Latina, dove fondò l’Istituto delle Suore Terziarie Cappuccine. Fu proclamata beata a motivo delle sue eroiche virtù il 10 ottobre del 1993 a Roma da papa Giovanni Paolo II.
In tale data viene anche festeggiata la memoria del Beato Taddeo (Tadeusz) Dulny, un seminarista vissuto tra la prima e la seconda guerra mondiale (1914-1942). Dopo lo scoppio della grande guerra, il 7 ottobre 1939, Taddeo viene deportato in diversi lager tedeschi, insieme a diversi seminaristi e professori. Taddeo diviene strumento nelle mani di Dio, per donare sollievo ai suoi compagni di prigionia: procura cibo agli affamati e si offre volontario nel ricevere bastonate, sevizie e fatiche al posto degli altri prigionieri. Morì arso nel forno crematorio, dopo vari supplizi, a soli 28 anni.

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