GABRIELLA FABBIANO / News, si cerca l’arma del delitto: sommozzatori tornano nella cava (Oggi, 12 dicembre 2016)

- La Redazione

Gabriella Fabbiano, ultime news: i dubbi degli inquirenti su arma, ora del delitto e assassino. Dietro l’omicidio della 43enne l’azione della criminalità organizzata?

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Gabriella Fabbiano

Restano ancora molti lati da chiarire in merito al delitto di Gabriella Fabbiano, la donna 43enne uccisa con un colpo di pistola e trovata senza vita lunedì 5 dicembre in una cava abbandonata a Cernusco sul Naviglio. Manca l’assassino, manca il movente e manca anche l’arma, identificata in una pistola calibro 22. E proprio su quest’ultimo aspetto che vertono le indagini, al punto da aver visto nella giornata di ieri impegnata una squadra di sommozzatori, come riporta Monzatoday.it. Gli esperti sono tornati nella cava dove il cadavere di Gabriella Fabbiano è stato trovato, zavorrato nelle acque del laghetto artificiale ed avvolto in un telo di cellophane. Il dubbio è che chi ha ucciso la donna si sia poi disfatto anche dell’arma, gettandola nella medesima cava, eppure i sommozzatori dei vigili del fuoco non avrebbero ancora trovato la pistola. Le indagini procedono anche in merito alle frequentazioni della donna, mentre in Procura finora avrebbero sfilato differenti persone, tra conoscenti ed amici di Gabriella, sottoposti ad interrogatorio.

Quello di Gabriella Fabbiano è un giallo che vede al momento aperte numerose piste. Il movente, infatti, non è detto che sia legato alla pista passionale, come inizialmente ipotizzato e che ha portato immediatamente all’iscrizione nel registro degli indagati di Mario Marcone, ultimo compagno della 43enne trovata in una cava abbandonata a Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano. Sicuramente l’attenzione è ora tutta concentrata sulle ultime frequentazioni di Gabriella Fabbiano. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Urban Post, e in modo particolare dello stesso indagato, Gabriella negli ultimi tempi frequentava “brutte persone”. Cosa significa esattamente? Il dubbio che dietro il suo delitto possa esserci l’azione della criminalità organizzata resta. Mario Marcone, intanto, respinge ogni accusa e si giustifica asserendo: “Ci siamo visti qualche volta, ma lei frequentava anche altre persone e quando io le chiedevo spiegazioni lei mi rispondeva “Che ti importa? Sono fatti miei’, io non so niente, non so niente”. Le indagini nel frattempo vanno avanti, allargandosi anche ad altre persone. Non è detto, infatti, che dietro l’assassinio della donna ci sia un solo soggetto.

Sono tanti i dubbi attorno al cruento delitto di Gabriella Fabbiano, la donna di 43 anni trovata senza vita in una cava abbandonata di Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano, lo scorso 5 dicembre. Gli inquirenti che indagano al giallo hanno ancora molti dubbi da sciogliere, a partire dall’orario esatto della morte della vittima, ma anche all’arma usata per uccidere (una pistola di piccolo calibro) ed infine, ma non per minore importanza, all’assassino di Gabriella Fabbiano. I sospetti, infatti, come riporta anche Il Giorno, sarebbero tutti ricaduti sull’ultimo compagno della donna, Mario Marcone, 42enne di origini pugliesi, indagato a piede libero sebbene continui a sostenere di non avere nulla a che fare con la morte della donna, in merito alla quale ha smentito che fosse la sua compagna parlando solo di una frequentazione amichevole. Nel mirino degli inquirenti, da alcune ore sarebbero finite altre due-tre persone e forse la verità sull’omicidio di Gabriella Fabbiano potrebbe non essere così tanto lontana.

Di certo c’è che negli ultimi giorni gli inquirenti sono stati impegnati nell’ascoltare decine di persone – non solo uomini -, interrogate sulla fine tragica della 43enne, rinvenuta avvolta in un telo di cellophane, stretta con alcune cinghie della tenda, in pigiama e scalza. Dopo aver accertato l’ampia ed eterogenea cerchia di conoscenze della vittima, gli inquirenti non possono allentare la presa su alcuna delle piste attualmente al vaglio, da quella passionale a quella dell’omicidio da regolamento di conti. I maggiori dubbi, tuttavia, verterebbero sull’ipotesi dell’azione della criminalità organizzata, anche alla luce delle modalità con le quali Gabriella Fabbiano sarebbe stata uccisa e dal successivo occultamento del cadavere.

Come emerso, infatti, la donna potrebbe essere stata colta nel sonno o forse stordita prima del colpo secco di pistola, dietro l’orecchio destro. Successivamente le sarebbero stati legati i polsi con del filo di ferro, quindi l’assassino tentato di occultarne il cadavere legandolo a dei blocchi di cemento al fine di mandarlo a fondo alla cava. Ma è qui che avrebbe compiuto il grande errore il suo killer (sebbene non si esclude che possa essere più di uno): se avesse usato la piccola imbarcazione a servizio del lago artificiale, il corpo di Gabriella Fabbiano sarebbe stato gettato al largo e non sarebbe stato trovato così rapidamente. Intanto restano i dubbi anche sull’ora e la data esatta della morte in quanto, a causa della temperatura dell’acqua della cava non è semplice stabilire se il decesso sia avvenuto giorni prima del suo ritrovamento o addirittura nelle ore precedenti. Infine, il lavoro degli inquirenti è reso ancora più arduo dalla difficoltà nel definire gli alibi dei possibili soggetti coinvolti.

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