LAURA TARONI E LEONARDO CAZZANIGA / Saronno: l’infermiera era in cura da una psichiatra, chiesta visita medica? (Oggi, 12 dicembre 2016)

- La Redazione

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, ultime news sul caso di Saronno: ancora intercettazioni sulla coppia diabolica. Una conversazione confermerebbe omicidio del marito di lei?

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Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga

Se da una parte l’avvocato di Laura Taroni, l’infermiera implicata nel caso di Saronno insieme all’amante killer Leonardo Cazzaniga, non avrebbe avanzato alcuna istanza relativa a perizia psichiatrica per la sua assistita, dall’altra sarebbe invece stata avanzata la richiesta di una visita medica. E’ quanto reso noto da Varesenews.it accogliendo gli ultimi rumors sull’intricato caso che potrebbe vedere presto un elenco molto più fitto di decessi attribuiti alla coppia diabolica. L’autorizzazione ad una visita da parte di un medico sarebbe stata avanzata al fine di verificare le attuali condizioni di salute della donna, in carcere dallo scorso 29 novembre. Intanto, dalle carte dell’inchiesta condotta dalla procura di Busto Arsizio, come reso noto dal Corriere di Como online, l’infermiera ed amante del medico anestesista Leonardo Cazzaniga, era in cura da una psichiatra alla quale aveva confidato le sue pulsioni omicide senza tuttavia rivelare di aver ucciso il marito Massimo Guerra. E’ quanto emerso da una conversazione tra i due amanti intercettata, nella quale era lo stesso Cazzaniga ad affermare: “Ma lei non lo sa che l’hai fatto”, in riferimento proprio all’omicidio del marito.

Proseguono le indagini sul caso di Saronno, relativamente ai due principali protagonisti, Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, infermiera e anestesista, in carcere dallo scorso 29 novembre accusati di alcuni omicidi avvenuti in corsia e non solo. Nei giorni scorsi era stata annunciata la richiesta di perizia psichiatrica da parte del legale dell’infermiera indagata a carico della sua assistita, ma la notizia è stata prontamente smentita, come riporta il Corriere di Como online. Almeno per il momento, infatti, l’avvocato Laura Alberti che rappresenta la difesa della Taroni, ha negato di aver presentato istanze per chiedere una consulenza psichiatrica sulla mente della donna. “La mia cliente ha bisogno di calma e serenità, di certo non abbiamo depositato richieste e stiamo valutando il da farsi”, ha commentato. L’unica richiesta avanzata, stando a quanto reso noto dall’avvocato, sarebbe quella di poter vedere i figli, rispettivamente di 9 e 11 anni e che dall’esplosione del caso di Saronno sono stati affidati ad una struttura protetta.

Il desiderio di uccidere accomunerebbe Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, i due amanti diabolici protagonisti assoluti del caso di Saronno, che da giorni è esploso in seguito all’arresto dell’infermiera e del medico anestesista, rei di aver indotto diversi decessi attraverso l’applicazione del cosiddetto “protocollo Cazzaniga”. Giorno dopo giorno emergono le conversazioni shock della coppia, arrestata lo scorso 29 novembre ed alla quale è contestato il reato di omicidio volontario. Intercettazioni clamorose che evidenziano il livello di follia omicida ma anche la passione morbosa tra Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga.

Ora sarebbe spuntata una nuova conversazione, come riporta Fanpage.it, che contribuirebbe ad incastrare ulteriormente la coppia di amanti in merito all’omicidio di Massimo Guerra, marito dell’infermiera e deceduto a 46 anni stroncato dai farmaci che gli furono fatti assumere in quanto gli fu fatto credere che fosse malato grave di diabete. “Altro che l’omicidio di tuo marito”, avrebbe espressamente pronunciato Cazzaniga all’infermiera e sua compagna. Le sue parole avvalorerebbero, dunque, la tesi secondo la quale i due (o anche solo uno di loro) abbiano ucciso in concorso il marito della Taroni. L’intercettazione risale al 18 agosto dello scorso anno, a due anni dal decesso misterioso di Massimo Guerra. Inizialmente i due amanti diabolici conversano sulla ricerca di un potenziale paziente da “usare” come cavia per provare il taser, la pistola elettrica.

Il prescelto sarebbe dovuto essere un anziano, ovvero il “paziente-tipo” scelto da Cazzaniga per l’applicazione del suo protocollo presso l’ospedale di Saronno nel quale entrambi lavoravano. Successivamente l’attenzione si spostò sull’argomento “prostituzione”, in merito al quale il medico anestesista asserì che per gli sfruttatori della prostituzione, la soluzione a sua detta sarebbe stata “uno sterminio di massa”. A questo punto si inserisce la frase che potrebbe costare cara ad entrambi. “Altro che, come dire perdonami il paragone, altro che l’omicidio di tuo marito”, avrebbe asserito Leonardo Cazzaniga parlando con l’amante Laura Taroni. Frase che suonerebbe, oggi, come una vera e propria ammissione del gesto.

A compromettere ulteriormente la loro posizione, sarebbe stata una precedente dichiarazione, avvenuta sempre nel corso di una loro conversazione intercettata e oggi agli atti dell’inchiesta sul caso di Saronno, nella quale la donna ammetteva di avere ogni tanto il desiderio di uccidere, definendolo addirittura “un bisogno”. L’anestesista, dopo aver chiesto se ne avesse parlato con la sua psichiatra, aveva aggiunto: “Ma lei non lo sa che l’hai fatto”.

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