RAGAZZA CINESE MORTA A ROMA / Zhang Yao: la posizione del macchinista indagato sarà archiviata? (Chi l’ha visto, oggi 14 dicembre 2016)

- La Redazione

Ragazza cinese morta a Roma, Zhang Yao: il padre della vittima si commuove durante la commemorazione svolta all’Accademia delle Belle Arti. Raccolta firme per trasferire centro immigrazione

Zhang-Yao
Zhang Yao

Si parlerà anche del caso di Zhang Yao, la ragazza cinese morta a Roma, del cui decesso non se ne capacita la famiglia, giunta in Italia nei giorni scorsi. Intanto, mentre si cercano i tre responsabili dello scippo – i quali saranno certamente accusati solo di rapina -, nel registro degli indagati risulta iscritto solo il nome del macchinista del treno. Come riporta Fanpage.it si tratta di C. C. di anni 37 e di origini abruzzesi, difeso dall’avvocato Diego Sabatino. L’accusa è quella di omicidio colposo ma si tratterebbe di un atto dovuto che accerterà quale parte avrà avuto il ferroviere nel terribile incidente. A quanto pare, tuttavia, sarebbe stato accertato che la velocità sostenuta dal treno regionale in quel tratto in cui è avvenuto l’incidente era del tutto nella norma. Quasi certamente, inoltre, la posizione dell’uomo sarà quindi archiviata. A La vita in diretta ascolteremo anche le parole del padre della ragazza morta lo scorso 5 dicembre mentre cercava di inseguire tre malintenzionati dopo averla scippata della costosa borsa.

Il caso di Zhang Yao, la ragazza cinese morta a Roma dopo essere misteriosamente scomparsa lo scorso 5 dicembre, vittima di un incidente mentre cercava di inseguire tre scippatori, sarà affrontato questa sera nel corso della trasmissione Chi l’ha visto. Come anticipa la trasmissione condotta da Federica Sciarelli, il padre della studentessa ventenne ribadirà il suo appello affinché possa essere fatta chiarezza sulle dinamiche e sulla triste fine della sua unica figlia. Nel frattempo, le ultime notizie sul caso riportate da Fanpage.it nell’edizione romana, parlano dell’iscrizione nel registro degli indagati del macchinista del treno regionale che l’avrebbe travolta, uccidendola, per omicidio colposo. I tre giovani sarebbero invece ricercati per rapina. La morte di Zhang Yao sarebbe avvenuta nel medesimo giorno in cui la giovane studentessa all’Accademia di Belle Arti della Capitale, dopo aver ritirato il suo permesso di soggiorno per motivi di studio presso l’ufficio immigrazione di Via Patini.

Ha suscitato tanta commozione la cerimonia svolta all’Accademia delle Belle Arti di Roma in ricordo di Zhang Yao, la ragazza cinese morta nella Capitale dopo essere stata investita da un treno mentre rincorreva tre malviventi che l’avevano da poco rapinata. Della ragazza si parlerà anche nella puntata di oggi di Chi l’ha visto, la trasmissione di Rai Tre che darà voce anche al dolore del padre della vittima, Gowen. L’uomo, presente alla celebrazione dedicata alla figlia, alla quale hanno partecipato in centinaia, come riportato da Corriere.it, non è riuscito a trattenere le lacrime:”Mia figlia per non preoccuparci troppo diceva che andava tutto bene e che l’Italia è un paese meraviglioso. Vi prego, ricordatevi di dire la verità alle vostre famiglie che sono il vero ombrello sotto cui proteggervi”. L’avvocato della famiglia Zhang ha anche ipotizzato che la comunità dei cinesi di Roma svolga sabato una manifestazione di massa in ricordo della povera studentessa ventenne: uno scenario che però al momento non sembra trovare conferme.

C’erano tanti ragazzi cinesi alla celebrazione in ricordo di Zhang Yao svoltasi all’Accademia delle Belle Arti di Roma di via di Ripetta, la stessa frequentata dalla studentessa morta poiché travolta da un treno mentre inseguiva i suoi rapinatori. E adesso nella comunità cinese, come testimonia anche Chi l’ha visto, è forte la domanda di sicurezza, è vivo il desiderio che episodi come quello che hanno coinvolto Zhang Yao non si ripetano mai più. Per questo motivo è scattata una raccolta firme in calce che ha come obiettivo quello di spostare l’ufficio immigrati, ubicato nell’estrema periferia di Tor Cervara, in una zona più sicura. La comunità cinese non ha più intenzione di effettuare le routinarie pratiche di soggiorno in un luogo in cui la malvivenza è all’ordine del giorno, a pochi passi dall’accampamento rom. A testimonianza di come la questione sia sentita basta dire che nel giro di poche ore sono state raccolte già 600 firme. E al coro della comunità cinese si è aggiunto anche quello degli italiani, i residenti di Tor Sapienza che, come riporta Corriere.it, chiedono alla sindaca Virginia Raggi “più sicurezza e basta degrado”.

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