DIARIO AMATRICE/ Non solo ricostruzione: Mattarella e la nazione che si è persa

- Fabio Capolla

Ieri Mattarella si è nuovamente recato in visita nelle zone terremotate, dove ha incontrato grandi e piccoli. L’emergenza terremoto “una priorità avvertita in tutta Italia”. FABIO CAPOLLA

mattarella_casco1R439
Sergio Mattarella (LaPresse)
Pubblicità

E’ la voce dei bambini, quelli che hanno ripreso la scuola dopo il terremoto che ha devastato i paesi di Marche, Lazio e Umbria. Voci di ragazzi che sono positivi, speranzosi, fiduciosi. Sicuramente convinti che la loro amicizia supererà ogni disastro e che insieme torneranno a vivere la vita quotidiana dei loro paesi. E questo è quello che ha visto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di nuovo in visita nei paesi terremotati. “Ammiro il vostro coraggio, e anche la vostra serenità”, ha detto il presidente agli studenti di Acquasanta Terme.”Non ci lasci, torni a trovarci” gli hanno detto alcuni ragazzi delle medie. I più piccoli hanno regalato al capo dello Stato dei disegni, le classi IV e III un lavoro sulla Costituzione intitolato “La legge che vorrei…”. Un senso di appartenenza che i grandi non hanno più, un senso di nazione che molto spesso si è perso nel corso degli anni.

Pubblicità

Il presidente della Repubblica ha fatto una prima tappa ad Amatrice, dove ha visitato la scuola di San Cipriano e il cantiere dell’area Food, poi si è recato al parco comunale per avere un minuto di raccoglimento presso la lapide commemorativa costruita per le vittime del terremoto. La presenza del presidente Mattarella è stata sicuramente un elemento che ha portato fiducia e speranza, segno che lo Stato non sta abbandonando le migliaia di terremotati, che adesso sono alle prese con il freddo dell’inverno, il lavoro che non c’è più, la ricostruzione che è ancora in fase preparatoria sulla carta. “Spero di non aver disturbato la vostra lezione interrompendo la vostra concentrazione. So che questo Natale e questo Capodanno saranno molto diversi da quelli passati. In questo periodo di feste è normale che il pensiero vada ai momenti difficili e duri che avete passato. Dovete avere fiducia nel futuro: e i Natale e Capodanno nei prossimi anni torneranno ad essere belli come quelli di prima”, queste le parole del capo dello Stato ai bambini della scuola di San Cipriano. Un Mattarella meno austero di fronte ai più  piccoli, sicuramente affabile e coinvolgente.

Pubblicità

Con i “grandi”, invece, gli argomenti hanno riguardato la ricostruzione. La visita del presidente è coincisa con il via libera del Parlamento al decreto terremoto. Un bellissimo segnale di consenso generale e un contributo concreto e importante per Mattarella. L’emergenza terremoto “è una priorità avvertita da tutti i nostri concittadini in tutta Italia e con un concorso che ha fatto sentire coinvolti tutti gli italiani. Quello che è indispensabile e che sarà fatto è non abbassare mai l’attenzione e l’impegno nel corso del tempo”. Parole che hanno ridato speranza e serenità  tra le popolazioni  terremotate. Impossibile visitare Arquata del Tronto, un paese messo in sicurezza ma pericolante. E proprio la ricostruzione di paesi che non esistono più ha lasciato perplesso il presidente della Repubblica. Bisognerà fare delle scelte ben precise, ma oggi è festa, si avvicina natale e i pensieri sono solo rivolti verso l’ottimismo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori