Minorenne sviene a scuola / Non mangiava da 48 ore e viveva in condizioni di povertà estrema (oggi, 16 dicembre 2016)

- La Redazione

A Udine una ragazza minorenne sviene a scuola: non mangiava da 48 ore e vive in condizioni di povertà estrema e di disagio economico e sociale. Non è l’unico caso (oggi, 16 dicembre 2016)

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Immagine d'archivio
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Era digiuna da 48 ore la ragazza minorenne che si è sentita male mentre si trovava a scuola: svenuta per la fame e la mancanza di forze, i professori hanno immediatamente allertato il 118, che ha soccorso la ragazza portandola in ospedale. Lì avrebbe confessato che non mangiava da due giorni e che quella mattina si era fatta la doccia con l’acqua fredda: se confermato, vorrebbe dire che la ragazza – di cui ovviamente, essendo minorenne, non è stato svelato il nome – avrebbe vissuto fino a quel momento in disagiate condizioni familiari di tipo sia economico sia sociale. Il fatto è accaduto in una scuola media di Udine e ha destato molta preoccupazione soprattutto perché, stando a quanto detto dalla preside dell’istituto scolastico frequentato dalla ragazza, sarebbero molti i ragazzi che vivono in condizioni di povertà estrema: purtroppo sono in molti a non saperlo in quanto le famiglie, forse per un senso di vergogna, non chiedono nessun tipo di aiuto sociale.

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È stato il preside della scuola media di Udine frequentata dalla ragazza a parlare con la stampa e a rivelare che sono molti i casi di indigenza nell’istituto di Udine che, però, non vengono resi pubblici dai genitori. “Non è la prima volta che capita: di bambini che vivono senza riscaldamento o senza un piatto caldo, o non hanno i soldi per pagare i buoni pasto della mensa ce ne sono anche a Udine, e non solo qualcuno, solo che queste situazioni non vengono quasi mai denunciate”, ha detto ai giornalisti. “Non è l’unico caso che si verifica e negli ultimi anni sono, purtroppo, sempre più frequenti. Noi cerchiamo il dialogo con le famiglie e vogliamo aiutarle, ove possibile, ma si tratta di realtà delicate, in cui spesso anche gli stessi genitori non si affidano ai servizi per un senso di vergogna e pudore, e ignorano le agevolazioni e i supporti sui quali possono invece contare per ricevere qualche sussidio. Ci vorrebbe maggiore conoscenza di questi aspetti”, conclude. Per adesso non si hanno notizie sui genitori della ragazza, che sarebbe ancora ricoverata in ospedale.

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