Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga / Saronno: la cognata dell’infermeria, “Scherzava sempre sulla morte” (Oggi, 19 dicembre 2016)

- La Redazione

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, ultime news: il medico in arresto per le presunte morti in corsia è deciso a difendersi e ricorrerà al Tribunale del Riesame.

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Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga

Leonardo Cazzaniga è convinto della sua innocenza e quindi vuole uscire dal carcere, per questo mercoledì 21 dicembre affronterà il Tribunale del riesame. Il medico afferma di non aver commesso i cinque omicidi che la procura gli contesta, ma intanto il pm Maria Cristina Ria e i carabinieri nutrono sospetti anche su tre lutti familiari. Si vuole fare chiarezza sul decesso del marito di Laura Taroni, su quello della madre Maria Rita Clerici e del suocero Luciano. La cognata dell’infermiera, nonostante il fratello Massimo sia tra le vittime accertate, fatica a immaginarla come avvelenatrice seriale. «Scherzava sempre sulla morte, faceva dell’ironia. Noi però la conoscevamo ed eravamo tutti certi che fosse il suo modo per prendere le distanze dal lavoro che svolgeva, un metodo per esorcizzare. Io non so se lei e Cazzaniga siano davvero colpevoli, dovrà dirlo la giustizia. Certo è che siamo tutti sconvolti, allibiti. Increduli» ha dichiarato Gabriella Guerra, come riportato da La Prealpina.

La Procura di Busto non si ferma ma anzi prosegue dritta per la sua strada in merito al caso di Saronno che vede in carcere attualmente l’infermiera Laura Taroni ed il suo amante, il medico anestesista Leonardo Cazzaniga. Entrambi sono stati arrestati lo scorso 29 novembre nell’ambito del caso relativo ad una serie di morti sospette avvenute in corsia attraverso l’applicazione del “protocollo Cazzaniga”. Intanto, un’altra persona rischia ora l’arresto. Si tratta del primario del pronto soccorso, Nicola Scoppetta, il quale rivedrà i giudici con l’inizio del nuovo anno, in occasione dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame che discuterà sul ricorso avanzato dalla procura, che vorrebbe invece gli arresti domiciliari per il medico, dopo il “no” del gip. Intanto, come rivela IlSaronno.it, nei giorni scorsi sono continuati gli interrogatori di medici e personale sanitario della medesima struttura nella quale lavoravano Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga. Nello specifico, sarebbero stati sentiti dai magistrati due medici di reparti esterni al pronto soccorso, uno dei quali si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori riprenderanno subito dopo Natale, esattamente il prossimo 30 dicembre.

Il caso della coppia diabolica di Saronno formata da Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga continua a tenere alti i riflettori su di sé. In attesa del Riesame al quale ha fatto appello il medico anestesista arrestato lo scorso 29 novembre insieme alla sua amante, entrambi accusati di una serie di morti sospette in corsia, il nuovo anno potrebbe vedere importanti novità nel caso di Saronno. Intanto, come anticipa il quotidiano online Il Giorno, il prossimo 10 gennaio il Riesame di Milano discuterà il ricorso presentato nei giorni scorsi dalla procura di Busto Arsizio in riferimento agli arresti domiciliari per Nicola Scoppetta, il direttore del pronto soccorso di Saronno nel quale lavorava ed agiva attraverso il suo “protocollo” il medico Leonardo Cazzaniga. Il pm aveva infatti chiesto i domiciliari a suo carico ma gli furono negati dal gip, da qui il ricorso al Riesame. Prossimo appuntamento in vista di una serie di interrogatori che riguarderanno gli altri indagati nel caso di Saronno, riprenderanno prima della fine dell’anno, esattamente il prossimo 30 dicembre. Ricordiamo infatti che sono 15, in tutto – compresi Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga – i soggetti indagati e che potrebbero aver avuto un ruolo di favoreggiamento o occultamento delle prove nel caso di Saronno.

Le indagini sul caso esploso a Saronno in seguito all’arresto di Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, proseguono senza sosta, lasciando ipotizzare, giorno dopo giorno, clamorosi colpi di scena. Infermiera e medico anestesista, accomunati da un reciproco amore al limite della morbosità e dal desiderio di uccidere, dallo scorso 29 novembre sono in carcere. L’accusa è quella di aver ucciso quattro pazienti ricoverati presso la struttura ospedaliera nella quale lavoravano, e di essersi macchiati dell’omicidio in concorso del marito di lei, Massimo Guerra, deceduto in modo misterioso quanto anomalo. Dietro queste morti sospette, però, potrebbero celarsene altre differenti decine, ed è per questo che le indagini vanno avanti coinvolgendo anche altri medici dell’ospedale di Saronno, accusati di aver “insabbiato” o comunque taciuto quanto messo in atto dall'”angelo della morte”, come era noto Cazzaniga in reparto. Intanto, stando alle notizie rese note dal quotidiano Il Giorno online, proprio l’anestesista Leonardo Cazzaniga avrebbe ribadito di recente la sua linea difensiva. L’autore del cosiddetto “protocollo Cazzaniga”, ha deciso di giocarsi la carta del Tribunale del Riesame e resta in attesa del prossimo 21 dicembre, quando i giudici saranno chiamati a pronunciarsi sul ricorso avanzato dal suo legale, l’avvocato Ennio Buffoli. Quest’ultimo, nei giorni scorsi ha incontrato il suo assistito in carcere, a Busto Arsizio, e parlando di Cazzaniga ha riferito: “E’ determinato a difendersi”. Non cambia, dunque, la sua strategia, già intravista nel corso dell’interrogatorio di garanzia, durante il quale ha risposto a tutte le domande del gip in riferimento al chiacchierato “protocollo”, definito da lui una sorta di terapia, e respingendo le accuse legate all’omicidio del marito di Laura Taroni. “Per quello che ne sapevo era un malato e io mi regolavo di conseguenza”, si è difeso Leonardo Cazzaniga sul decesso di Massimo Guerra. Ma l’anestesista accusato insieme alla sua amante di orribili delitti, non è stato il solo a rivolgersi al Riesame. A farlo sono stati anche il procuratore di Busto Arsizio, Gian Luigi Fontana ed il pm Maria Cristina Ria, ma per motivi del tutto differenti. Entrambi, infatti, nella richiesta di ordinanza di custodia cautelare a carico di Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga avevano loro contestato anche altri reati minori che però non erano stati accolti dal gip. La procura, in merito, non sembrerebbe affatto intenzionata a mollare la presa.

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