SUICIDA PER TROPPO LAVORO/ Giappone, impiegata della Dentsu stremata dagli straordinari: il presidente dell’azienda si dimette (Oggi 29 dicembre 2016)

- La Redazione

Suicida per troppo lavoro in Giappone, impiegata stremata dagli straordinari: il presidente dell’azienda si dimette. Le ultime notizie di oggi, 29 dicembre 2016, sul caso che fa discutere

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Il presidente del colosso pubblicitario Dentsu Inc. ha dato le sue dimissioni dopo che è stata aperta un’inchiesta dall’ufficio del lavoro di Tokyo per il suicidio di una giovane impiegata. Il giorno di Natale dell’anno scorso Matsuri Takahashi si era lanciata nel vuoto al culmine di stress e depressione per le pressioni a cui era sottoposta e per gli orari impossibili di lavoro. Una vicenda per nulla inedita in Giappone, dove c’è addirittura una parola per definire la morte per eccesso di lavoro e si tratta di “karoshi”. La giovane impiegata aveva una media di 105 ore di straordinari al mese. Il presidente Tadashi Ishii ha convocato ieri una conferenza stampa per chiedere scusa alla famiglia della ragazza e per rassegnare le sue dimissioni. «Anche se abbiamo preso diverse contromisure, le condizioni di superlavoro non sono migliorate e per questo mi assumo la piena responsabilità dell’accaduto», ha dichiarato Tadashi Ishii.

È stata formalmente aperto un fascicolo sulla pratica che impone pochi limiti sulle ore di straordinario ai dipendenti. Il fenomeno degli orari massacranti di lavoro ha portato alla porte della 24enne Matsuri Takahashi. La ragazza, che si era laureata in una delle più prestigiose università del Giappone, si era lamentata spesso con la madre delle sue condizioni di lavoro. Accusata dal suo capo di non essere abbastanza brava e di non essere capace di gestire i carichi di lavoro, Matsuri Takahashi ha trovato la sua via d’uscita purtroppo nel suicidio. «Ora spero che in futuro non ci sia più un caso come quello di Matsuri» ha dichiarato la madre della ragazza, come riportato dal Corriere.it. Ma se l’ufficio del lavoro di Tokyo ha deciso di occuparsi del caso e di aprire un fascicolo è merito proprio della madre della ragazza, che con determinazione ha condotto una campagna mediatica per accendere i riflettori sulla vicenda.



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