Notte di San Silvestro / Rompere oggetti vecchi a Capodanno: in Danimarca piatti contro le porte dei vicini (ultime notizie oggi 31 dicembre 2016)

- La Redazione

San Silvestro, primo Papa dopo la libertà di culto proclamata da Costantino: gli ortodossi lo festeggiano a gennaio. Le ultime notizie di oggi, 30 dicembre 2016, e tutti gli aggiornamenti

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San Silvestro

Le tradizioni che caratterizzano la Notte di San Silvestro sono tante e anche molto stravaganti. In Spagna, ad esempio, bisogna festeggiare il Capodanno con la bocca piena, quindi poco prima che arriva la mezzanotte – e più precisamente 12 secondi prima – vanno mangiati 12 chicchi d’uva, quindi uno per ogni rintocco della campana che scandisce il conto alla rovescia. Stando a quanto riportato da Il Messaggero, questa tradizione è cominciata nel 1909 e si dice che serva a portare 12 mesi ricchi di felicità e prosperità. In Germania, invece, ci si traveste nella Notte di San Silvestro e si mangiano dolcetti di marzapane rosa a forma di maiale, brindando con una bevanda di vino rosso, spezie, buccia d’arancia e rum (Feuerzangenbowle). Piatti e piattini inutilizzati finiscono in Danimarca contro le porte di vicini, parenti e amici. Altrettanto bizzarra è la tradizione svizzera secondo cui per propiziarsi fortuna bisogna far cadere un po’ di crema di gelato sul pavimento.

La notte di San Silvestro sta per arrivare. Ancora poche ore e saluteremo il 2016, sperando che il 2017 ci riservi maggiore serenità dell’anno appena trascorso. Tra i riti più diffusi in Italia, in particolare al Meridione, c’è quello di buttare via oggetti vecchi. C’è chi spacca piatti e bicchieri, chi lancia i vestiti fuori dalla finestra: insomma, l’importante è che il messaggio di dare un taglio netto all’anno vecchio arrivi forte e chiaro. Questa pratica, però, porta in dote “pesanti” rischi e l’auspicio che vi facciamo è quello di non fare la fine di Fantozzi. Il mitico ragioniere, infatti, nel primo film che lo ha visto protagonista nel 1975, all’uscita da un veglione incitava le persone in casa a buttare dalla finestra i propri vecchi oggetti. Non poteva sapere che a venire giù sarebbe stata addirittura una lavatrice e che questa sarebbe andata a infrangersi sulla sua auto nuova da 7 posti. Dunque tradizioni sì ma la fine di Fantozzi, quella proprio no: clicca qui per vedere il tragico Capodanno di Fantozzi!

La Notte di San Silvestro sta per arrivare con i suoi momenti di festa, le mega abbuffate del cenone di capodanno e quant’altro. Una notte magica che ovviamente non viene vissuta allo stesso modo in tutto il mondo. Mentre in Italia si mangia zampone e lenticchie allo scopo di augurarsi un anno ricco di soddisfazioni anche e soprattutto da un punto di vista economico in Sudamerica, ad esempio, le usanza sono molto differenti. Per la precisione in Argentina allo scoccare della mezzanotte si deve fare un piccolo passo in avanti con la gamba destra oppure quella sinistra nel caso si sia mancini, per iniziare l’anno nel migliore dei modi. Una piccola assonanza rispetto all’Italia è rappresentata dalla biancheria da indossare. In Italia è molto utilizzato il colore rosso, nei Paesi sudamericani occorre scegliere il colore in funzione di quello che si spera l’anno nuovo possa regalare (bianco per la pace, color oro per la ricchezza, il rosso per l’amore e via dicendo).

– Con i bagordi natalizi ancora da smaltire, ci si avvicina alla Notte di San Silvestro pronti per festeggiare a suon di canti e balli il Capodanno 2017. Il giorno dopo, però, ci si ritrova con una brutta cera, tra l’altro da mostrare con imbarazzo al pranzo del primo gennaio in famiglia. Il pranzo di Capodanno allora può assumere davvero i contorni di un incubo se dopo la Notte di San Silvestro abbiamo gambe e piedi doloranti, oltre che occhi arrossati. Ci sono, però, delle linee guida per affrontare al meglio il giorno dopo la Notte di San Silvestro e per eliminare quei segni di “sofferenza” che appaiono con evidenza. Il primo consiglio è di far riposare le corde vocali, sollecitate la notte urlando per superare la musica. L’umidità provocata dalla doccia calda riduce la raucedine, ma è importante anche bere molto, in particolare tisane. L’alcol e gli ambienti chiusi, invece, come riportato da CheDonna.it, aggrediscono la pelle, quindi bisogna lavare il viso e applicarci un siero antiossidante, poi reidratarlo con una buona crema. Una crema alla caffeina può essere utile per le occhiaie. Se il problema è il rossore degli occhi, un collirio antistaminico è più che utile per rinfrescarli. Stretching ai polpacci e massaggi sotto la pianta del piede con una pallina da tennis possono favorire la riduzione dei dolori alle ambe, ma un bel pediluvio è sicuramente un toccasana.

Siamo alla vigilia di San Silvestro, l’ultima notte dell’anno, ma è bene precisare subito che la festa del 31 dicembre è legata alla fine dell’anno solare e all’inizio di un nuovo anno, non alla figura del santo. Una semplice coincidenza, dunque, unisce la festa della notte che ci porta al Capodanno e il giorno in cui si celebra San Silvestro. La tradizione in Italia vuole che l’ultima notte dell’anno venga trascorsa a cena, ma in genere si fa il “veglione”, cioè si resta svegli ben oltre la mezzanotte con parenti e amici. Il piatto caratteristico del cenone di San Silvestro sono zampone e cotechino con lenticchie, poi la festa può proseguire, dopo aver brindato stappando uno spumante, in piazza per i tradizionali fuochi d’artificio. Sono diverse le usanze diffuse per richiamare a sé un po’ di fortuna in vista del nuovo anno: ad esempio, quando comincia il conto alla rovescia, potete tenere in mano, oltre al bicchiere di spumante, anche dell’uva e tre monetine diverse.

San Silvestro non è solo l’ultima notte dell’anno, ma anche quella più lunga: prima di entrare nel nuovo anno, e quindi di celebrare il Capodanno 2017, tutti gli orologi del mondo faranno un tic in più. Questo ritardo si chiama “secondo intercalare” ed è un trucco che permette di sincronizzare gli orologi con la rotazione del pianeta. Nessun ritardo per il brindisi, però, in Italia secondo l’Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), secondo cui per il fuso orario l’aggiunta del secondo avverrà all’una del primo gennaio. Il tempo che la Terra impiega per ruotare completamente non è, infatti, di 24 ore, ma di 86.400 secondi e quindi non può essere sempre regolare, infatti generalmente è di una frazione di secondo in più. Lo scarto è impercettibile, ma sommato arriva ad un secondo in meno di due anni. La decisione comunque spetta all’International Earth Rotation and Reference Systems Service (Iers) di Parigi. La nuova aggiunta è programmata per la mezzanotte del primo gennaio del fuso orario Utc, quindi in Italia un’ora dopo.

Sono varie le leggende legate a San Silvestro, il primo Papa dopo la libertà di culto proclamata da Costantino e che la Chiesa Cattolica celebra domani 31 dicembre. La leggenda più popolare narra che un terribile drago viveva in una caverna sul Palatino: con il suo alito era in grado di uccidere tutti i passanti. San Silvestro, che aveva già sconfitto un’altra belva simile a Poggio Catino, per porre fine alla strage, si recò dal drago. Disarmato, con il solo crocifisso in mano, alla vista del drago San Silvestro invocò l’aiuto della Vergine e il drago divenne mansueto, al punto che il Papa lo poté legare con un filo della sua veste e portare al guinzaglio al cospetto dei cittadini romani, che lo uccisero. I sacerdoti pagani dopo questo prodigio si convertirono. Il corpo del drago fu trascinato nel Foro Romano e seppellito nel tempio di Castore e Polluce. San Silvestro ordinò di edificare nei pressi la Chiesa di S. Maria Liberatrice.

San Silvestro non è solo il santo del giorno di Capodanno ma è un importantissimo Papa che nella storia della Chiesa risulta il reggente durante il Concilio di Nicea del 325 d.C e fu il primo pontefice a doversi scontrare con il problema e la vasta eresia dell’Arianeismo. Nella notte dell’ultimo dell’anno si ricorda dunque l’importante opera di evangelizzazione e di riconferma della fede cattolica in periodi difficili dove grazie anche alla conversione di Costantino Imperatore,la diffusione del cristianesimo potè essere svolta con forza e continuità nonostante le eresie che andavano diffondendosi. Nella Chiesa di Alessandria d’Egitto si andava in quel periodo affermando la predicazione di Ario, un presbitero che diffondeva una sua dottrina sulla Trinità. Affermava che Gesù era “adottato” da Dio come figlio, sostanzialmente negando l’essenza divina di Cristo. Nonostante la scomunica, la sua dottrina continuò a fare proseliti, soprattutto in Oriente tanto da costringere l’imperatore e il Papa Silvestro I a convocare il Concilio di Nicea. Secondo fonti storiche, l’opera del Papa non fu in prima linea visto che per limiti di età i suoi spostamenti erano ridotti e fu infatti il Vescovo Osio di Cordova a condurre il Concilio dove fu confermata la condanna dell’arianesimo, con la celeberrima formazione della preghiera principale del cristianesimo, il “Credo”.

Si festeggia domani San Silvestro, il primo Papa dopo la libertà di culto proclamata da Costantino. Negli Actus Silvestri, documento che riporta episodi leggendari della vita di San Silvestro, è riportata anche la leggenda del battesimo di Costantino I (Conversio Constantini). Costantino, divenuto imperatore dopo la morte di Licinio, pagano e promotore di persecuzioni contro i cristiani, si ammalò di lebbra. Secondo quanto riportato, i sacerdoti pagani gli suggerirono di bagnarsi nel sangue di tremila bambini per guarire. Ma Costantino, impressionato dal pianto delle madri, si rifiutò di uccidere tutti quei bambini per curarsi e nella notte gli apparvero in sogno i santi Pietro e Paolo. I due santi gli consigliarono di farsi battezzare e di richiamare il vescovo Silvestro, fuggito sul monte Soratte per timore delle persecuzioni. Guarito dal battesimo, Costantino riconobbe a San Silvestro lo status di capo di tutti i cristiani. La leggenda riportata è in contrasto con la versione storicamente più accredita del battesimo dell’imperatore, effettuato in punto di morte a Nicomedia dal vescovo ariano Eusebio di Cesarea.

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