PAPA/ L’intervista: meglio gli Stati laici, ma no al laicismo che chiude alla trascendenza

- La Redazione

In una intervista rilasciata a un settimanale cattolico belga papa Francesco ha parlato di mezzi di informazione, laicismo e terrorismo nel nome di Dio

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Immagine dal web

Papa Francesco ha rilasciato una intervista a un settimanale cattolico belga, Tertio. Una lunga intervista che tocca molti temi, dalla pace all’Europa ai mezzi di informazione. “Una cosa che può fare molto danno nei mezzi di informazione è la disinformazione: cioè, di fronte a qualsiasi situazione dire solo una parte della verità e non l’altra. Questo è disinformare. Perché tu, all’ascoltatore o al telespettatore dai solo la metà della verità, e quindi non può farsi un giudizio serio. La disinformazione è probabilmente il danno più grande che può fare un mezzo, perché orienta l’opinione in una direzione, tralasciando l’altra parte della verità” ha detto al proposito. Aggiungendo che il male dei mezzi di informazione è anche la coprofilia, gridare sempre allo scandalo, parlare solo delle cose brutte, influenzando la gente. A proposito della laicità, ha detto che “In generale, uno Stato laico è una cosa buona; è migliore di uno Stato confessionale, perché gli Stati confessionali finiscono male. Però una cosa è la laicità e un`altra è il laicismo. Il laicismo chiude le porte alla trascendenza, alla duplice trascendenza: sia la trascendenza verso gli altri e soprattutto la trascendenza verso Dio; o verso ciò che sta al di là. E l`apertura alla trascendenza fa parte dell`essenza umana. Fa parte dell`uomo. Non sto parlando di religione, sto parlando di apertura alla trascendenza”. A proposto del terrorismo, ha detto che “Non si può fare la guerra in nome di Dio o in nome di una posizione religiosa. Non si può fare la guerra in nessuna religione. E perciò il terrorismo, la guerra non sono in relazione con la religione. Si usano deformazioni religiose per giustificarle, questo sì. Per esempio, tutte le religioni hanno gruppi fondamentalisti. Tutte. Anche noi. E da lì distruggono, a partire dal loro fondamentalismo. Ma sono questi piccoli gruppi religiosi che hanno deformato, hanno ‘ammalato’ la propria religione, e da qui combattono, fanno la guerra, o fanno la divisione nella comunità, che è una forma di guerra. Ma questi sono i gruppi fondamentalisti che abbiamo in tutte le religioni. C`è sempre un gruppetto”. Infine un richiamo all’Europa: “Quel ‘Mai più la guerra!’ credo che è una cosa che l’Europa ha detto sinceramente, l’ha detto sinceramente: Schumann, De Gasperi, Adenauer… lo dissero sinceramente. Ma al giorno d’oggi mancano i leader, l’Europa ha bisogno di leader che vadano avanti”.



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