LAURA TARONI E LEONARDO CAZZANIGA / Saronno: il medico sostituisce i legali, slitta interrogatorio? (Oggi, 8 dicembre 2016)

- La Redazione

Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, ultime news sul caso di Saronno: dalle carte d’inchiesta i dubbi sui numerosi spaventosi delle morti sospette, forse superiori ad 80.

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Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga

Sarebbero oltre 50 le cartelle cliniche sequestrate dai carabinieri nell’ambito del caso di Saronno che vede implicati – ed in arresto dallo scorso 29 novembre – i due amanti diabolici, Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga. Mentre procedono senza sosta le indagini, supportate anche dalle numerose intercettazioni shock relative alle conversazioni tra l’infermiera e l’anestesista, legati da un amore malato ma anche da tanto odio e dalla sete di morte, tramite Il Gazzettino apprendiamo che potrebbe slittare l’interrogatorio a Leonardo Cazzaniga, il medico che in reparto era conosciuto dai suoi colleghi per l’applicazione del cosiddetto “protocollo Cazzaniga” e che amava farsi chiamare “l’angelo della morte”. Lo slittamento sarebbe dovuto in seguito al cambio di collegio difensivo da parte del principale protagonista del caso di Saronno. L’uomo, da quanto si apprende, avrebbe rinunciato al suo legale di ufficio sostituendolo con altri due avvocati, come riporta TgCom24, ipotizzando anch’esso lo slittamento dell’interrogatorio previsto in settimana.

Le indagini sulle morti sospette in corsia e che hanno scosso l’intero ospedale di Saronno portando all’arresto dell’infermiera Laura Taroni e del suo amante, l’anestesista Leonardo Cazzaniga, proseguono senza sosta con qualche polemica. La prima, sollevata dal pm, è legata ad un gruppo Facebook realizzato al fine di prendere di mira l’infermiera killer. Ieri è stata depositata una denuncia nei confronti del social network ed il pm ha chiesto ed ottenuto l’oscuramento del gruppo, manifestando l’intento di rintracciare l’amministrazione dello stesso, il tutto finalizzato a tutelare i figli minori della Taroni. La Camera penale di Busto Arsizio, inoltre, ha denunciato l’incontrollato flusso di notizie sul caso di Saronno esploso dopo l’arresto di Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, in modo particolare la diffusione di notizie ed elementi di indagine, a partire dalle numerose intercettazioni. “Aberrante appare che persone indagate, non destinatarie di misure cautelari, apprendano dai media contenuto di intercettazioni e di atti di indagine ai quali gli stessi e i loro difensori non hanno accesso come previsto dal codice di procedura. Non vi è difesa possibile innanzi a tanto malcostume”, ha asserito duramente l’avvocato Roberto Aventi, che presiede il direttivo, come evidenziato dalla Prealpina.

Nella giornata di ieri, il direttore dell’ospedale di Saranno nel quale lavoravano i due amanti killer, Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, è stato protagonista di un lungo interrogatorio fiume davanti al pm, durato circa sette ore. Roberto Cosentina, come riporta La Stampa, è il primo tra i dirigenti dell’azienda ospedaliera a collaborare con i magistrati che indagano sul caso di Saronno, ma allo stesso tempo è anche indagato per omessa denuncia e favoreggiamento, in concorso con altri cinque colleghi. L’uomo, nella giornata di ieri e fino alle 22:00 ha risposto a tutte le domande al fine di provare la sua estraneità rispetto ai fatti che gli sono stati contestati. A differenza degli altri dirigenti, dunque, ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere. Ad aggravare la posizione di Cosentina, secondo i magistrati, sarebbe una intercettazione del 3 luglio 2015, nel corso della quale parlando al telefono con il direttore del polo ospedaliero di Saronno, Paolo Valentini, commentava le indagini in corso e dimostrava di conoscere l’appellativo attribuito a Leonardo Cazzaniga in reparto, ovvero “l’angelo della morte” e il fatto che facesse uso di cocaina per il quale il medico anestesista aveva chiesto un periodo di riposo per potersi disintossicare.

Le indagini sull’inquietante caso di Saronno e che dallo scorso 29 novembre vede in carcere Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, amanti e rispettivamente infermiera e medico anestesista, proseguono portando alla luce nuovi particolari shock. La trasmissione Pomeriggio 5, nella puntata di ieri ha rivelato come le morti sospette e che rientrerebbero nel così detto “protocollo Cazzaniga” potrebbero essere addirittura oltre 80. Un numero incredibilmente superiore, dunque, a quello inizialmente ipotizzato, quando si era parlato dei quattro decessi in corsia presumibilmente causati da Leonardo Cazzaniga, “l’angelo della morte”, oltre all’omicidio del marito di Laura Taroni, secondo l’accusa realizzato da quest’ultima con l’aiuto del suo amante diabolico. Ora però si starebbe indagando anche sulla morte del suocero dell’infermiera di Saronno, avvenuta nell’ottobre 2013. Anche in quel caso era stata notata una stranezza: qualcuno nel reparto di medicina dell’ospedale di Saronno nel quale il suocero di Laura Taroni era ricoverato ricorda che proprio in quei giorni Leonardo Cazzaniga era stato visto aggirarsi in borghese nella farmacia della struttura ospedaliera, come mai? A quanto pare il medico anestesista aveva fatto incetta di medicinali e siringhe, giustificando ciò con le presunte cure del suo cane. Ma ad incastrare ulteriormente i due amanti diabolici sarebbero soprattutto le intercettazioni, dalle quali emergerebbero maggiori dettagli sul modo in cui Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga applicavano il celeberrimo “protocollo”. I due amanti, come rivela Il Fatto Quotidiano, non avevano dubbi sul fatto che l’omicidio farmacologico fosse anche quello perfetto. Su questo aspetto i due si erano spesso confrontati telefonicamente, avanzando in modo esplicito nomi di farmaci, principi attivi, dosi ed addirittura sapori delle sostanze impiegate per uccidere. E così Cazzaniga snocciolava le sue conoscenze sul diverso gusto del Telofen rispetto all’Entumin, entrambi “sgradevoli” al palato. I due li assaggiavano per assicurarsi che le loro vittime non se ne accorgessero durante la loro assunzione. Dalle carte dell’inchiesta sul caso di Saronno sarebbero emerse altre importanti informazioni. A quanto pare, Laura Taroni voleva compiere i suoi omicidi nel modo più perfetto possibile, al punto da essersi iscritta a corsi specialistici sull’arresto cardiaco, al fine di uccidere meglio. Odio e professionalità, ma anche amore morboso nei confronti del suo amante. Il tutto all’insegna di macabre intercettazioni dove le risate si uniscono alle spiegazioni tecniche sui modi migliori per far fuori le varie vittime finite nel mirino del “protocollo Cazzaniga”.

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