UNIONI CIVILI/ La realtà si può negare, ma poi la natura si ribella

Cosa rimane del Family day? Innanzitutto il concetto di natura: Il dato di realtà può essere negato, ma tendenzialmente ciò lascerà il segno. DANIELA NOTARBARTOLO

05.02.2016 - Daniela Notarbartolo
familyday_cattolici_piazza1R439
Family Day (Infophoto)

Caro direttore,
le idee che mi sono rimaste impresse dal Family day sono poche, quattro o cinque, ma chiare. Innanzitutto il concetto di “natura”, che non è affatto un’evidenza condivisa su alcuni principi, quella sì crollata miseramente, bensì la risposta che la natura dà a un suo cattivo utilizzo. La natura infatti prima o poi si ribella. Quelli che hanno fatto la resistenza a regimi ingiusti semplicemente non tolleravano la riduzione della loro umanità. Succede lo stesso in altri campi: molti bambini concepiti in provetta hanno bisogno di sapere di chi sono, qual è la loro radice, se no stanno male. I bambini adottati hanno spesso problemi gravi di identità: la catena naturale degli eventi, quella che fa stare bene, è “generare e accogliere”, ma quando il secondo momento, quello dell’accogliere, viene meno, il benessere è compromesso. Probabilmente sarà lo stesso per quelli che sono il frutto di un ovocita e di un utero di due diverse “donatrici” ignote, le quali entrambe li hanno ceduti, stavolta per denaro. Già oggi i ragazzi hanno ansie da prestazione spropositate temendo di non essere all’altezza delle aspettative di genitori che li hanno concepiti: come sarebbe se li avessero pagati (tanto)? 

Fa parte del dato naturale anche la relazione intrauterina che determina uno scambio con la madre di emozioni ed esperienze precoscienti nel feto: la madre è un “fenomeno antropologico”. La puericultura moderna ne tiene molto conto (le musiche sentite mentre il bimbo era nella pancia continuano a calmarlo anche dopo). Anche i cuccioli di animale hanno lo stesso istinto (in Italia tutelato dalla legge: non si può togliere un cucciolo alla madre prima di un certo periodo). Il dato di realtà può ovviamente essere negato, ma tendenzialmente ciò lascerà il segno. L’uomo è un “essere desiderante” (come dice lo psichiatra citato da Gandolfini), che però deve fare i conti con il proprio limite pena la nevrosi: esiste un limite così reale che se lo si supera scatta la malattia psichica. Dunque le risposte della natura sono dolorose, fanno male, come sbattere il muso contro un muro che non si sapeva ci fosse: sono la risposta che la realtà maltrattata dà a chi la maltratta. 

Fra i dati di realtà c’è il bambino: c’è e ha bisogno di essere rispettato come persona. Invece nel mondo sedicente progredito può essere comprato, selezionato secondo certe caratteristiche, prenotato, consegnato, eventualmente rifiutato se non risponde alle caratteristiche della prenotazione. Può anche essere soppresso se è soprannumerario. La vendita di figli nati è fortemente sanzionata dalle leggi delle culture sedicenti progredite, mentre si ammetterebbe l’acquisto su ordinazione. La legge, che dovrebbe tutelare il bisogno primario di ciascun bambino (non essere un oggetto, sapere di chi è e da quale radice esce), invece garantisce l’adulto che paga, e lo chiama amore. 

Sì, ma sono cose di altri tempi, il mondo è cambiato, dicono. L’Italia però è un paese in cui le lobby mediatiche sono ancora contestate dalla cultura popolare. Come ha risposto una signora intervistata dalla tv: “Siamo il fanalino di coda dell’occidente?” – “Meno male, siamo ancora fortunati!”. Qui da noi si vive ancora in modo abbastanza umano, fa parte dell’Italian style, ci piace il bello, il buono (e magari il vero). Questo ci permette di stare in piedi in tempi di magra, con i nonni che si sbracciano per figli e nipoti, fratelli e zii che sopperiscono a fallimenti e a dissesti economici, vicini di casa che partecipano a gioie e dolori. 

Molto meglio, a confronto della percentuale di persone sole, povere di legami significativi, in certe società molto progredite. Non per niente in tutte le culture le famiglie sono tutelate, visto che sono fattore di coesione sociale. Anche se le famiglie oggi sono spesso disastrate, resiste la solidarietà reciproca fra i membri di quel che ne rimane. Va detto che quelle del Family day, che fanno parte per lo più del cosiddetto “laicato cattolico” (senza troppe sigle, presenti con modesti cartelli tanto per non perdersi il gruppo nella folla), i figli li fanno e mantengono vivo quel che resta dell’orientamento al futuro necessario alla convivenza civile. Semmai l’Italia è veramente il fanalino di coda ma in un altro senso, perché è il paese europeo che dà meno tutele sociali ai nuclei familiari. Tutto autofinanziato, senza sostegno, detrazioni, facilitazioni fiscali: famiglie eroiche che suppliscono alle carenze della società. 

Infine il valore della testimonianza personale (in questo caso di tante persone): è stato ricordato che il blocco comunista è caduto senza spargimento di sangue anche grazie a un manipolo di persone, magari oppositori isolati che hanno incrinato il sistema (ricordiamo “Il potere dei senza potere”). Non è vero che va avanti solo chi ha dietro la lobby, i giornali, le televisioni. Il piccolo può cambiare la storia anche solo essendoci, dicendo “io no!”, e — dico io — essendo di buon umore nel marasma! A Dio piacendo, però … è lui il Signore della storia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori