MALEDETTO WEEK-END/ Come uscire dal cliché della domenica?

Come uscire dal cliché della domenica? Basta andare all’ Osteria Al Castelletto nella zona del Prosecco tra Pieve di Soligo e Farra di Soligo. Ne parla PAOLO MASSOBRIO

06.02.2016 - Paolo Massobrio
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(InfoPhoto)

Noi siamo quelli del lunedì. Gli impazienti della domenica, anzi per dirla tutta, quella che mal sopportano la domenica perché è un cosa un po’ troppo lenta. E poi un conto è la domenica in un bel paese di provincia, con la messa granda e l’aperitivo al bar del paese dove ti ritrovi dopo una settimana, un conto in città, nel grigio di una giornata che mette tristezza sia col sole e sia con il piuviscolo. Siamo dei malati, noi del lunedì. E l’unica speranza, per noi, è una domenica dove succede qualcosa fuori dal cliché e soprattutto fuori dal divano sprofondato. Eppure per noi che siamo sempre attivi, la domenica ci riserva i ristoranti chiusi, gli amici tristi che pensano all’inizio di una settimana piena di impegni e magari di vessazioni. Insomma di incognite sul lavoro. Ecco costoro si risvegliano soltanto il giovedì. Ma è tardi. A noi piace il lunedì, invece, se ancora non s’è capito: quando si accendono i motori, anche se il cellulare poi squilla solo il martedì perché chi ti deve chiamare al lunedì è depresso. Ma la depressione per questi è iniziata già la domenica sera con la pizza indigesta, accidenti, mentre l’uomo che si faceva chiamare lunedì fa una cena, la domenica sera, coi fiocchi, apre una bottiglia giusta, anche , altrimenti, non dormirebbe, tanto attende l’agone del lunedì. E la cena del lunedì è un altro premio, mentre poi si va a stecchetto dal martedì al sabato. Il tempo libero, insomma è il problema di questi tempi.

Non c’è tempo libero se non viene liberato dagli schemi. Questa è la verità. E lo schema codificato del venerdì sera aperitivo, sabato a casa degli amici e domenica pranzo è una prigione. Io vorrei essere la domenica sera con Clementina Viezzer, una signora di 71 anni che gestisce un’osteria a Pedeguarda di Follina. Si chiama Osteria Al Castelletto (tel. 0438842484), ed è nella zona del Prosecco tra Pieve di Soligo e Farra di Soligo. Andrei da lei solo per vedere il suo sguardo ironico, oltre che per mangiare quel risotto al radicchio e il filetto di carne con le patate che mi ha cucinato una di queste sere, col camino acceso in centro sala e una bottiglia di Prosecco di Primo Franco che mi ricordo ancora. A due passi c’è anche un comodo alberghetto, l’Hotel Villaguarda (tel. 0438/980814) dove quando arrivi ti dicono che nel prezzo è compreso un calice di Prosecco. E la mattina, che colazione fantastica! Tutti, nell’albergo e in trattoria, indossano il grembiule della birra Follina, che da quest’anno svetta fra le migliori birre del mio Golosario, e che a Golosaria a Milano s’è fatta conoscere.

Il patron Giovanni Gregoletto è un poeta, ha scritto anche un bellissimo libro, che porta in giro con la sua birra fantastica, che produce proprio su quella strada dove l’albergo, la trattoria e poco più in là le cantine mitiche del Prosecco, da visitare una ad una, come Duca di Dolle di Andrea Bacci, che offre anche ospitalità in una conca di vigneti emozionante, dove si erge la casa. Quanto ho da raccontare di una sera passata da queste parti. Questi sono gli eroi della domenica. E non c’è domenica più bella di quella che ti porta in queste trattorie, a chiudere una settimana, o meglio a celebrare il lunedì. Chi non ha vissuto queste emozioni, non può capire. L’osteria è la vera casa di noi del lunedì.

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