SAN GIROLAMO EMILIANI/ Santo del giorno, l’8 febbraio si celebra san Girolamo Emiliani

- La Redazione

San Girolamo Emiliani, è il santo celebrato nella giornata di oggi, lunedì 8 febbraio. Nasce a Venezia nel 1486 ed è il fondatore dell’ordine dei Padri Somaschi. la sua storia

crocepietreR439
(InfoPhoto)

Nel giorno 8 febbraio il calendario liturgico della Chiesa Cattolica commemora un santo che oggi è noto soprattutto per aver fondato l’ordine dei Padri Somaschi, ma che nel corso della sua esistenza compì molte opere per la gloria di Dio e il miglioramento delle condizioni di vita degli uomini su questa terra. Si tratta di San Girolamo Emiliani, una energica e singolare figura di religioso che visse in piena epoca di Controriforma, e seppe riunire in sè non solo i valori della cristianità ma anche tutti i più alti ideali espressi dal Rinascimento. San Girolamo nacque in una famiglia nobile, ancorché ormai caduta in miseria. Suo padre era un senatore della Serenissima, e sua madre discendeva dai dogi; San Girolamo nacque quindi a Venezia nel 1486, ultimo di quattro figli. Di lui da giovinetto si dice che fosse generoso e forte, di buon carattere e di animo aperto; divenne in breve un importante esponente militare e combatté nelle lotte tra Venezia e la Lega di Cambrai. Nel 1511, durante l’assedio del castello di Quero, suo fratello Luca rimase ferito ed egli si fece carico della difesa del luogo, per quanto fosse disperata e in molti lo avessero abbandonato, fuggendo. Infatti il castello cadde e san Girolamo venne rinchiuso in carcere, avvinto in catene. Fu in questo drammatico frangente, che tanto ricorda le simili vicissitudini di Sant’Ignazio di Loyola, che san Girolamo cominciò a maturare una diversa visione della vita e la sua vocazione religiosa. Mentre era ai ceppi, così raccontò in seguito, gli apparve la Madonna che lo liberò.

La prima cosa che fece fu recarsi nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Treviso, dove depose le sue catene ai piedi dell’altare, stringendo in cuor suo un voto. Negli anni seguenti proseguì la sua attività militare, prendendosi nel frattempo cura dei figli dei suoi fratelli morti in battaglia. Fu così probabilmente che iniziò a sviluppare una particolare affezione nei confronti degli orfani. Stabilitosi a Venezia, si trovava in città quando nel biennio 1528-29 prese ad imperversare una terribile epidemia di peste. San Girolamo iniziò a vendere tutto ciò che possedeva per aiutare gli ammalati, e si adoperava per prestare il suo soccorso ovunque ve ne fosse bisogno. Infine si ammalò lui stesso, e si rassegnò ad accettare la morte che Dio gli mandava. Ma la sua missione era ben lungi dall’essere compiuta, anzi: doveva ancora cominciare. Guarì miracolosamente, e da quel momento cominciò ad occuparsi di tutti i reietti, degli orfani e degli anziani, delle prostitute ravvedute e di chi non aveva più nessuno. In particolar modo radunò un gruppo di ragazzi rimasti senza genitori e iniziò a dare loro una formazione cristiana, ma anche concreta, insegnando loro un mestiere.

Grazie al forte rapporto di fratellanza spirituale che san Girolamo Emilani strinse con san Gaetano da Thiene e soprattutto con il vescovo Pietro Carafa, che sarebbe diventato papa Paolo IV, in breve iniziò a replicare la sua opera oltre i confini di Venezia, girando per altre città italiane. In quel tempo si guadagnò il titolo di vagabondo di Dio: fu a Milano, a Bergamo, a Brescia. Fu a Somasca però, un paesino in provincia di Lecco, che egli volle fondare la sua confraternita, che all’epoca si chiamava Servi dei Poveri e poi divenne dei padri somaschi. San Girolamo continuò instancabile la sua opera; nel 1537, quando sarebbe dovuto andare a Roma, si ammalò nuovamente di peste e l’8 febbraio morì, contemplando la croce e raccomandando ai suoi di proseguire sulla strada della preghiera, della carità e del lavoro. 

Fu proclamato santo nel 1767, e nel 1928 è stato proclamato patrono degli orfani e della gioventù abbandonata. Le sue spoglie sono tumulate nel santuario di Somasca, dove ogni 8 febbraio si celebra una grande festa in onore del santo. 

Il giorno 8 febbraio ricorre anche la memoria di santa Giuseppine Bakhita, san Nicezio di Besancon, san Paolo di Verdun.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori