UDIENZA DEL MERCOLEDI’/ Papa Francesco: Gesù chiede misericordia non sacrificio

- La Redazione

All’udienza di oggi papa Francesco ha commentato il vangelo di Marco parlando di misericordia e di come viverla. Non conta il sacrificio, ha detto. Poi il viaggio a Lesbo

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Immagine di archivio

Si è tenuta stamane l’udienza del mercoledì di Papa Francesco, la sua catechesi a cadenze settimanali, al termine della quale ha lanciato un appello alla preghiera in vista della sua visita di sabato all’isola di Lesbo. La catechesi ha preso spunto dal brano di Matteo capitolo 9 versetto 13 dove Gesù rispondendo ai farisei dice :”voglio misericordia non sacrificio”. In questo brano della bibbia, dice Papa Francesco, Gesù sceglie Matteo un esattore di tasse perché diventasse suo discepolo e apostolo e va a mangiare a casa sua. Vedendolo i farisei puntano il dito accusando Gesù di volere la compagnia di peccatori ed è qui che Gesù risponde con questa frase.Papa Francesco spiega che in questo modo Gesù fa capire che ogni peccatore se pentito può diventare suo discepolo e ci ricorda che siamo imperfetti e che quindi è possibile che anche da discepoli possiamo sbagliare, l’importante è la condizione di cuore.

Poi cita un proverbio che dice:”non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro”, in questo modo Papa Francesco spiega che la Chiesa non è fatta di persone perfette, ma di cristiani con cuore sincero che vogliono fare la volontà di Dio e che ricercano nella loro condizione di peccatori, perdono da lui. Ma questo modo di ragionare non è ben visto da chi si crede giusto, perché pensa di non sbagliare mai, la superbia e l’orgoglio non fanno vedere ciò che Gesù vuole insegnare e non permettono di avvicinarsi alla misericordia di Dio.

Gesù è vicino ai peccatori in senso spirituale e dice :”sono gli ammalati che hanno bisogno di cura e non le persone sane”, quindi non esclude nessun peccatore se realmente pentito, anzi sta preparando un banchetto pieno di prelibate pietanze per tutti i popoli, e loro risponderanno “ecco siamo stati salvati da colui al quale abbiamo riposto fede”.

Ma se i farisei vedono nei fedeli solo il peccato non si avvicineranno a loro e nemmeno con Gesù. Nella Chiesa il banchetto arriva in due modi, il primo con la Parola, perché ciò che dice Gesù è verità, una verità che a volte può essere amara e pesante, ma è in questo modo che lui si rivela e ci considera come amici e lui non aveva paura di parlare con nessun peccatore infatti ha rivolto la sua parola di salvezza con esattori di tasse, prostitute, ladri e assassini. Il secondo modo è con l’Eucarestia che è una potentissima medicina, che ci rinnova continuamente la promessa della misericordia di Dio, è come se mangiassimo il corpo ed il sangue di Gesù unendoci a lui.

Con le parole: “voglio misericordia non sacrificio” Gesù riprendeva le parole profetiche di Osea che si rivolge a Israele il popolo di Dio che lo pregava solo in modo fittizio e non di cuore non capendo che l’adorazione deve essere una cosa profonda e non superficiale.

“Voglio misericordia” vuol dire avere il cuore che riconosce di essere nel peccato e si ravvede facendo pace con Dio, ” non voglio sacrificio” significa che senza un cuore pentito, tutti i sacrifici, anche quelli più grandi non si può essere accetti a Dio.

Poi Papa Francesco fa un esempio della fede di facciata dicendo che è come se ricevessimo un regalo e non guardassimo ciò che c’è dentro, ma che ci soffermiamo solo nell’incarto quindi all’apparenza, quindi conclude dicendo che tutti noi possiamo essere commensali al banchetto preparato da Gesù, dobbiamo solo rispondere al suo invito e sedere accanto a chi lui ha scelto come amico. Dopo aver esaminato il vangelo Papa Francesco rivolge il suo saluto a tutti i presenti nelle varie lingue, iniziando con quelli in lingua francese e sottolineando ancora una volta l’importanza della misericordia.

Ha parlatorio del suo prossimo viaggio che si terrà all’isola di Lesbo dove visiterà i profughi e i greci lodandoli per la loro ospitalità verso queste persone bisognose e chiede ai fedeli di pregare per lui: ““Andrò in Grecia per esprimere vicinanza e solidarietà, ai migranti e al popolo greco che li accoglie con tanta generosità”.

Per finire saluta i pellegrini italiani presenti e da consigli alle giovani coppie sposate dicendo loro di seguire gli insegnamenti di Gesù per avere un matrimonio stabile, ai giovani dice che solo Gesù può dare vera felicità e consola gli ammalati dicendo che la loro sofferenza trova sollievo nella resurrezione di Cristo.

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