Anders Breivik in cella/ Strage Utoya, Norvegia: video, la causa già vinta dall’avvocato Storrvik (oggi, 10 gennaio 2017)

- La Redazione

Anders Breivik: il killer della strage di Utoya, in Norvegia, dove rimasero uccise 77 persone nel 2011, ha fatto il suo ingresso nell’aula di tribunale facendo il saluto nazista, video.

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Anders Breivik

Il killer della strage di Utoya Anders Berivik è tornato a far parlare di sè per il suo atteggiamento irriverente in aula quando presentatosi in abiti eleganti ha salutato tutti con il classico gesto nazista associato al regime totalitario imposto in Germania fino alla Seconda Guerra Mondiale da Adolf Hitler. Come riportato da Tpi.it il suo avvocato Oystein Storrvik ha vinto già una causa contro il governo norvegese perchè nei confronti del suo cliente sarebbero state violate due clausole fondamentali della Convenzione europea dei diritti dell’uomo per trattamenti che sono stati considerati degradanti e disumani. Come riporta il portale inoltre Breivik si sarebbe lamentato anche per cose più futuili come la cella poco decorata e senza vista, il caffè sempre freddo, il burro poco abbondante sul pane e il divieto di usare crema idratante.

Anders Breivik, il killer responsabile della strage di Utoya, l’attentato in Norvegia del 2011 nel quale rimasero uccise 77 persone, torna a far parlare di sé per il saluto nazista con il quale si è presentato in aula nel corso dell’ultima udienza che lo ha visto protagonista nella prigione di Skien. Com’è possibile notare nel video fornito da La Repubblica (visibile cliccando qui), Breivik, detenuto dal 2013 in un carcere distante due ore da Oslo, si è presentato in aula con un completo molto elegante e con un atteggiamento molto serioso prima di sfoggiare il saluto nazista. L’attentatore di Utoya lo scorso anno ha dato inizio ad un’azione legale nei confronti delle autorità statali della Norvegia e dei responsabili del carcere in cui è chiamato a scontare una condanna di 21 anni, lamentando le norme a suo dire troppo restrittive alle quali è sottoposto. Per contestare la sentenza di primo grado, per motivi opposti, sono ricorsi sia lo stato norvegese che Breivik. Quest’ultimo, tra le altre cose, ha denunciato il fatto di essere totalmente isolato dagli altri detenuti, nonché la presenza costante di una barriera durante i confronti con i suoi legali.



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