ARMANDO CUSANI / Sperlonga, sindaco arrestato: maxi-operazione, 10 in manette per corruzione (Ultime notizie oggi, 15 gennaio 2017)

- La Redazione

Armando Cusani, ultime news: finito in manette il sindaco di Sperlonda dopo una maxi operazione ancora in corso. Altri dieci arresti esemplari per corruzione.

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Esplode un nuovo scandalo in seguito all’arresto di Armando Cusani, sindaco di Sperlonga (Latina), avvenuto oggi in seguito ad un blitz dei carabinieri nell’ambito di una maxi operazione. A finire in manette, infatti, oltre al primo cittadino di Sperlonga, nonché ex presidente della Provincia di Latina, sarebbero circa dieci persone, accusate di corruzione ed associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti. Stando a quanto reso noto da Today.it, l’arresto del sindaco è avvenuto nella mattinata odierna, dopo il blitz che si è consumato all’alba. Armando Cusani è stato così condotto in caserma a Latina insieme ad altre quattro persone anche loro arrestate, mentre sei sarebbero ai domiciliari. La maxi operazione ancora in corso e denominata “Tiberio”, come riporta Corriere.it, non riguarderebbe solo Latina ma anche altri comuni del sud pontino. L’arresto di Cusani ha rappresentato certamente il più esemplare dell’intera operazione in quanto nome di spicco della politica locale. Classe 1963, esponente di Forza Italia, il sindaco di Sperlonga eletto per la terza volta alle amministrative dello scorso giugno con il 58% delle preferenze, aveva ricoperto per due volte il ruolo di presidente della Provincia. Durante il suo incarico fu tuttavia sospeso per effetto della legge Severino dopo la condanna per abuso d’ufficio e abuso edilizio. Il nome della maxi operazione che non sembra essersi conclusa con l’arresto di Armando Cusani, prende spunto proprio dal nome dell’albergo sito a Sperlonga e di cui il sindaco finito in manette è comproprietario insieme al suocero. Qui sarebbero state registrate diverse anomalie che avrebbero portato all’avvio delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Valerio De Luca. Il Comune, secondo quanto emerso, non sarebbe intervenuto nonostante gli abusi edilizi legati alla realizzazione dell’hotel “Grotte di Tiberio”.



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