SPARATORIA A PLAYA DEL CARMEN/ Video, Messico: morto l’italiano Daniel Pessina, chi era lo chef di Milano (ultime notizie oggi 17 gennaio 2017)

- La Redazione

Sparatoria a Playa del Carmen, Messico: 5 morti, fra cui l’italiano Daniel Pessina ed una donna che sarebbe stata travolta dalla folla impazzita (oggi, 17 gennaio 2017).

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Immagine d'archivio (LaPresse)

Daniel Pessina è la vittima italiana della sparatoria avvenuta all’interno del locale Blue Parrot di Playa del Carmen, in Messico. Ma chi era davvero il nostro connazionale finito a cucinare in Sudamerica? Daniel, in poche righe sul web riportate da Il Giorno, si definiva:”Chef con anni di esperienza che ha lavorato in alcuni ristoranti di Milano e ha imparato da sua nonna le tradizionali ricette italiane”. E proprio a Milano sarebbe voluto tornare in estate, il 7 giugno, per andare a vedere il concerto dei Guns N’Roses a San Siro con il fratello Manuel, al quale aveva fatto questa promessa su Facebook non più tardi di un mese fa:”Manu, ti giuro che questo non ce lo perdiamo”, aveva scritto. Lo stesso fratello che ieri sera, appreso della sparatoria in Messico, aveva lanciato sempre su Facebook il suo appello disperato, confidando nel fatto che i suoi cattivi pensieri sarebbero stati allontanati da un momento all’altro da uno squillo di cellulare:”Daniel, rispondi a quel c…. di telefono!”. Daniel però non poteva farlo, era già morto nella sparatoria di Playa del Carmen.

La sparatoria all’interno del locale Blue Parrot di Playa del Carmen, in Messico, ha portato alla morte di Daniel Pessina, un italiano originario di Milano residente da tempo nello stato sudamericano, dove lavorava come chef. Non sono ancora chiare però, le cause che hanno portato alla sparatoria che ha portato alla morte di 5 persone durante il Bpm, l’atteso festival di musica elettronica in una delle località turistiche più ambite della Riviera Maya del Messico. Come riferisce l’Ansa, le autorità in questo momento si sentono di escludere la pista riconducibile ad un attentato di matrice terroristica. Più accreditata, invece, la ricostruzione che vede all’origine della sparatoria una discussione all’interno del locale stesso, avente protagonista magari un cliente che non voleva pagare il conto. Non è da escludere, secondo la stampa, la pista di una rappresaglia da parte dei trafficanti di droga, ai quali era stato negato l’accesso, e dunque lo spaccio, all’interno del Blue Parrot.

Un nuovo attacco ha colpito il Messico, dove un uomo armato è entrato nel club Blue Parrot di Playa del Carmen sparando sui presenti. Fra le vittime anche Daniel Pessina, un italiano originario di Milano, come confermato dalla Farnesina. I presenti si trovavano sul posto per assistere al Festival di musica elettronica, il BPM, uno degli eventi più attesi dei Caraibi. Uccisi anche altre quattro vittime, una donna di cui non si conosce la nazionalità, due canadesi ed un colombiano. Secondo le prime ricostruzioni, possibili solo all’alba, molte ore dopo la strage, la donna sarebbe rimasta schiacciata dalla folla impazzita, che cercava di darsi alla fuga per riuscire a sopravvivere. Il bilancio delle vittime parla anche di una quindicina di feriti, di cui otto si troverebbero ora in grave condizioni di salute. E’ ancora da accertare la possibilità che l’attentatore sia stato spalleggiato da alcuni complici. 

Clicca qui per vedere uno dei video della fuga dopo la sparatoria in Messico.

L’attacco al club di Playa del Carmen, in Messico, ha provocato un’ondata di confusione e panico fra i cittadini presenti al Festival, arrivato in quel momento alle sue battute finali. In base alle testimonianze, non sarebbe stato chiaro fin da subito che i rumori sentiti fossero dovuti ai colpi di arma da fuoco, scambiati da alcuni per fuochi d’artificio. La paura di un attentato alleggiava comunque nell’aria, a cui si devono aggiungere le sparatorie dei cartelli di narcotrafficanti, spesso impegnate in lotte con gruppi avversari. Non appena tutto è chiaro, sottolinea La Repubblica, la folla cerca di disperdersi in modo confusionario, mentre gli spari continuano. Una decina in tutto, come riportato dai tweet che alcuni presenti inviano nell’immediato. Secondo il sindco di Quintana Roo sarebbe da escludere la pista terrorista, ma potrebbe essere collegata ad una lite avvenuta alcuni minuti prima della sparatoria all’interno del locale e di cui non si conoscono ancora i dettagli. 

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