Slavina o valanga? / Cos’è e cosa fare per sopravvivere: i rischi da evitare, un aiuto dalla realtà virtuale (oggi, 19 gennaio 2017)

- La Redazione

Slavina o valanga? Cos’è e cosa fare per sopravvivere: che differenza c’è tra le cadute di masse di neve. Tutte le informazioni utili per la sicurezza in montagna (oggi, 19 gennaio 2017)

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Quali sono i rischi da evitare in caso di slavina o valanga? Per tutti gli amanti della montagna la realtà virtuale può essere utile per capire come prevenire le cadute di masse di neve. Come riporta altoadige.gelocal.it, la startup Realer di Brunico ha realizzato il progetto Avalanche Vr che ricrea un’escursione in alta quota e i rischi da evitare. Si tratta di una simulazione finalizzata alla prevenzione delle valanghe. Attraverso un visore Vr e due controller l’utente può immergersi in uno scenario virtuale e simulare una gita scialpinistica, dalla preparazione all’uscita: in base a quante decisioni corrette o errate sono state fatte nella preparazione e nella salita, si distaccherà o meno una slavina “virtuale”. La particolarità del progetto di realtà virtuale Avalanche Vr è l’analisi dei dati: l’utente può consultare tutte le decisioni che hanno portato al “caso peggiore”. Secondo il fondatore di Realer Bruno Mandoles la realtà virtuale si sta evolvendo da prodotto di nicchia a fenomeno di massa.

Cosa fare per sopravvivere in caso di slavina o valanga? Partiamo dal presupposto che la slavina è un tipo di valanga che ha dimensioni e velocità ridotte, di conseguenza le probabilità di sopravvivenza variano. Statisticamente chi è travolto da una valanga ha 15 minuti: il sistema di sicurezza A.R.T.Va. prevede il disseppellimento in circa 11 minuti, quindi si tratta di un margine temporale utile per trarre in salvo una vita umana. Le indicazioni sono state fornite da Paolo De Luca, accompagnatore di media montagna e maestro di Sci. Al portale Sportfair ha evidenziato l’importanza dell’aiuto che può dare la tecnologia: sono disponibili, infatti, i bollettini nivometeorologici per conoscere le condizioni del tempo e l’eventuale rischio di valanghe, ma c’è anche il sito A.I.NE.VA e il servizio Meteomont curato dal Corpo Forestale dello Stato. Nella lettura dei bollettini bisogna tener conto della scala di valutazione del pericolo valanghe: il valore 1 indica un rischio debole, quello 5 invece un rischio molto forte.

In caso di slavina o valanga, anche se è il secondo il termine scelto per le cadute di masse di neve dall’Aineva, l’associazione delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino italiano, quali sno i soccorsi che si possono attivare? A rispondere è Paolo de Luca, accompagnatore di media montagna e maestro di Sci, in una recente intervista a Meteoweb.eu. Innanzitutto esiste L’A.R.T.Va., l’Apparecchio di Ricerca Travolti da Valanga. Si tratta, spiega de Luca, di “un ricetrasmettitore che consente l’individuazione di un travolto da valanga attraverso un segnale radio trasmesso su una frequenza convenzionale di 457 Khz. Tutti gli apparecchi in commercio devono rispettare la normativa Europea n. 300-718 che ne conferma l’omologazione”. Questo apparecchio deve essere messo sotto uno strato di abbigliamento, per non essere perso in caso di incidente: “il segnale A.R.T.Va. ha, per convenzione , una portata utile di 20m. ed è importantissimo, prima di effettuare la gita, controllare la trasmissione e la ricezione con il compagno di escursione”, sottolinea de Luca. Poi ci sono anche sonda e pala che possono essere usati se avviene una slavina o valanga. “La sonda – chiarisce de Luca – è un’asta telescopica che consente di “bucare” gli strati di neve accumulata, per individuare l’escursionista travolto. La lunghezza consigliata è di 240 cm. Per quanto riguarda la pala, strumento semplice da utilizzare, deve avere il manico estensibile e una benna voluminosa e rigida”.

Si può sopravvivere a una slavina o valanga? Dopo che 30 persone sono rimaste intrappolate sotto l’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, il tema della sicurezza in montagna torna in primo piano. Come ha spiegato in una recente intervista a Meteoweb.eu Paolo de Luca, accompagnatore di media montagna e maestro di Sci, se si è travolti da una valanga “la probabilità di sopravvivenza di un travolto da valanga è, statisticamente, di 15 minuti. Il sistema di sicurezza combinato con A.R.T.Va. , sonda e pala, permette il disseppellimento in circa 11 minuti: tempo utile per trarre in salvo una vita umana”. Dunque in caso di escursione in montagna, secondo de Luca, ci sono delle attrezzature che si devono sempre portare: “Nello zaino con air bag ( è una sorta di palloncino che esplode permettendo di “galleggiare” in caso di valanga) non devono mai mancare gli elementi base dell’autosoccorso: A.R.T.Va., pala e sonda oltre al casco protettivo, la piccozza e i ramponi. Sono strumenti indispensabili per tutti coloro che praticano attività fuori pista; obbligatori in Abruzzo e in diverse regioni dell’arco alpino” (clicca qui per leggere tutta l’intervista). 

Si parla di slavina o valanga in queste ore dopo quanto accaduto all’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, sommerso ieri sera dalla neve mentre 30 ospiti si trovavano nella struttura. Ma che cosa sono esattamente una slavina o una valanga? E c’è differenza tra i due termini? La valanga, secondo le definizioni dei dizionari, è una massa di neve o ghiaccio che si stacca dalla sommità di un monte e precipita a valle, accrescendosi di volume durante la caduta e trascinando con sé tutto quello che incontra. Anche la slavina è una massa di neve che scivola da un pendio montano ma a velocità inferiori e con dimensioni ridotte. Gli Uffici Valanghe Italiani dell’Aineva, l’associazione delle Regioni e Province autonome dell’arco alpino italiano costituita per coordinare le iniziative che gli Enti svolgono in materia di prevenzione e informazione nel settore della neve, hanno concordato di utilizzare un termine unico: quando si parla di una massa di neve in movimento lungo un pendio, piccola o grande che sia, si parla di valanga.

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