DANIELA ROVERI / News, attesa per gli esami sul capello: potrà essere estratto il Dna? (Quarto Grado, oggi 20 gennaio 2017)

- La Redazione

Daniela Roveri, ultime news: il giallo di Colognola al centro della puntata di Quarto Grado. Gli inquirenti abbandonano definitivamente la pista del serial killer.

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Daniela Roveri

La trasmissione Quarto Grado torna ad occuparsi anche nel corso della nuova puntata del delitto di Daniela Roveri, avvenuto a Colognola un mese esatto fa. In questo arco di tempo le indagini non si sono mai fermate alla ricerca di piccoli indizi utili a risolvere l’intricato caso che potrebbe aver visto la mano di un vero e proprio professionista. L’unico appiglio per gli inquirenti, è rappresentato dal ritrovamento di un capello tra le mani di Daniela Roveri ed ora sotto la lente di ingrandimento degli esperti dei Ris. Come rivela BergamoNews.it, nei prossimi giorni potrebbero giungere i primi risultati su questo importante reperto che, secondo le indiscrezioni, sarebbe corto – quindi forse appartenente ad un uomo – ma soprattutto dotato di bulbo. Questo dovrebbe permettere di estrapolare il Dna che verrà quindi confrontato con quello ai vicini di casa e a tutte le persone intervenute sul luogo del delitto, al fine di restringere il campo di ricerca. Ma non è detto che sarà realmente possibile giungere ad un Dna e in tal caso per gli inquirenti il lavoro diventerebbe certamente più arduo e privo di altri appigli, almeno per il momento.

Il giallo di Colognola relativo al delitto di Daniela Roveri, la manager d’azienda 48enne sgozzata con un solo violento fendente la sera di un mese esatto fa, torna centrale nella trasmissione di Rete 4, Quarto Grado. Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi e con Elena Tambini farà il punto della situazione su uno dei casi più inquietanti dell’ultimo periodo e che ad oggi manca ancora di un movente e dell’arma del delitto (oltre che, ovviamente, del killer). Finora si era temuto la presenza di un terribile serial killer nella zona di Bergamo, capace di seminare vittime sgozzandole con la medesima arma. I dubbi erano sorti alla luce di quanto accaduto a distanza di pochi mesi dall’uccisione di Daniela Roveri. Quattro mesi prima, nella medesima zona ma questa volta a Seriate, si era consumato il delitto di Gianna Del Gaudio, l’ex professoressa anche lei sgozzata all’interno della sua villetta. La tecnica utilizzata dall’assassino delle due donne appariva molto simile e tale circostanza aveva diffuso il panico nell’intera provincia portando all’intervento della Procura che aveva a tal fine chiesto il confronto tra i due medici legali che si erano occupati delle autopsie sui corpi delle donne uccise. Nei giorni scorsi, come reso noto dal sito Bergamosera.it, sarebbe giunta l’attesa conferma da parte degli inquirenti: ad uccidere Daniela Roveri e Gianna Del Gaudio non sarebbe stata la stessa mano. E se ciò ha portato ad un sospiro di sollievo, lasciando cadere definitivamente la pista del serial killer, dall’altro lato ha posto gli inquirenti ad accelerare le indagini al fine di incastrare una volta per tutte i due assassini ancora a piede libero. I medici legali che hanno eseguito le autopsie, dunque, hanno confermato quanto già ipotizzato dagli inquirenti: i due omicidi non sarebbero collegati né collegabili. L’ex professoressa sarebbe infatti stata colpita più volte, mentre Daniela Roveri sarebbe stata finita con un solo violento fendente alla gola, inflitto in modo orizzontale (e non diagonale come la vittima di Seriate) e talmente in profondità da averle provocato una lesione della vertebra. Intanto, come evidenzia L’Eco di Bergamo, le indagini proseguono cercando di trarre dalla vita privata della manager 48enne indizi utili ad immettere gli inquirenti sulla buona strada. A tal fine, nei prossimi giorni potrebbero essere nuovamente convocati gli inquilini del palazzo dove si è consumato il delitto di Colognola e prelevati i campioni salivari per un confronto con l’ipotetico Dna che potrebbe essere ricavato dal bulbo del capello maschile trovato tra le mani di Daniela Roveri. Ad oggi, nessuno dei condomini si sarebbe rifiutato di sottoporsi al test.



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