Diga di Campotosto/ Grandi Rischi: effetto Vajont? Ingegnere, “dighe progettate per resistere terremoto M 7.0” (ultime notizie oggi, 23 gennaio 2017)

- La Redazione

Diga di Campotosto, la Commissione Grandi Rischi lancia l’allarme per il rischio crollo, causato da faglie attive nel sottosuolo del Centro Italia (oggi, 23 gennaio 2017).

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Terremoto (Lapresse)

La diga di Campotosto è sempre al centro delle attenzioni in questi ultimi giorni di emergenza sismica in Abruzzo e per questo motivo molti esperti sono stati invitti ad offrire uno spunto e un parere sulle reali pericolosità dell’area sotto il Lago di Campotosto per eventuali e probabili futuri forti terremoti. All’Ansa è intervenuto l’ingegnere esperto di costruzioni idrauliche dell’Università Sapienza di Roma, Francesco Napolitano, dove ha spiegato il suo particolare punto di vista sulla vicenda della diga nelle zone terremotate; «a presenza di una faglia a 300 metri dalla diga non costituisce un pericolo e ricorda che il terremoto de L’Aquila nel 2009 ha avuto un epicentro più vicino rispetto a quelle degli ultimi mesi. Dopo il terremoto del 2009 a L’Aquila – ha spiegato Napolitano – le verifiche indicarono l’esistenza di una faglia che correva a 300 metri dalla diga di Campotosto, ma si tratta di una distanza di sicurezza. Anche in caso di movimento di quella stessa faglia, la diga non correrebbe pericoli». Secondo l’esperto, le dighe italiane sono tutte progettate per mestiere a terremoti anche con magnitudo M 7.0 Richter e i vari versanti ella diga sono anche monitorati, come nel caso di Campotosto, per evitare possibili effetti-Vajont (caduta frana nel lago ed esondazione). «Ho letto in questi giorni – ha aggiunto Napolitano – che secondo alcuni colleghi non si possano escludere fagliazioni superficiali che possano interessare il corpo della diga”, ossia ‘diramazioni secondarie’ della faglia che vadano a creare una crepa esattamente sotto la diga. “Ma su questo non si sa nulla di certo, non conosco studi a questo proposito», chiude Napolitano.

È intervenuta anche la Protezione Civile nella difficile situazione attorno alla Diga di Campotosto, dopo l’allarme della Commissione Grandi Rischi sollevato ieri su presunti altri terremoto di forte magnitudo che potrebbe generare un effetto devastante sui comuni già colpiti dall’emergenza sismica. «Campotosto è un impianto importante. La diga già dopo il sisma del 2009 è stato oggetto di valutazioni. Esiste una procedura che dopo ogni sisma richiede controlli, ed è avvenuto ogni volta. L’allarme generato da alcune dichiarazioni del presidente della Commissione Grandi Rischi ci ricorda che il problema esiste e che si deve continuare a tenere sotto osservazione questa criticità». È quanto ha detto il direttore dell’Ufficio emergenze del Dipartimento della Protezione civile, Titti Postiglione, parlando dalla Dicomac di Rieti; in aggiunta, sempre nel punto stampa dedicato all’emergenza terremoto, la Postiglione è tornata sui rischi della diga di Campotosto, «In linea teorica se si dovesse svuotare velocemente comporta effetti importanti. Ma questo è uno scenario di riferimento e , come ha detto la Commissione, non si tratta di un allarme immediato. Enel ha inteso procedere con un ulteriore svuotamento dell’invaso nell’ambito di questo contesto emergenziale».

La diga di Campotosto resta un fattore di forte allerta, nonostante le riassicurazioni di Enel e la parziale correzione sulla Commissione Grandi Rischi sulla possibile riattivazione della faglia sismica sotto il Lago di Campotosto dove domina la diga alta 44 metri. Il paragone sollevato con il Vajont, la tragedia immane dove morirono 1900 persone nel secolo scorso, purtroppo non è casuale: «il lago di Campotosto, in un’area dove risiedono oltre 700 persone su tre comuni, è il secondo invaso in Europa con il suo bacino da 300 milioni di litri, è stato costruito a 1.313 metri d’altezza, ha una profondità di 35 metri e i sue tre sbarramenti (la diga di Poggio Cancelli a nord-ovest, quella di Sella Pedicate a sud, quella di Rio Fucino)», sottolinea il report degli esperti sul Mattino di Napoli. Le dighe sono state realizzate in terra battuta con ferro e cemento, oltre che il calcestruzzo, ma il vero problema non è la stabilità della diga in sé ma l’estrema emergenza della faglia sismica dei Monti della Laga potrebbe portare danni irreparabili alla diga profonda 15 metri e lunga 30 che finora non ha registrato tensioni particolari. I sismologi però la considerano attiva e con “terremoti che potrebbero scatenarsi fino al grado 7 Richter”, come ha riportato la Commissione Grandi Rischi: allarme eccessivo o rischio calcolato?

Non è bastata la retromarcia di Sergio Bertolucci, presidente della Commissione Grandi Rischi, che ha ridimensionato le sue frasi sul possibile effetto Vajont per la diga di Campotosto in Abruzzo, a far rientrare l’allarme della popolazione. Nonostante le rassicurazioni dell’Enel, che ha chiarito che malgrado i “recenti eventi sismici non si rileva alcun danno alla diga”, il ministro Graziano Del Rio ha dunque deciso di convocare un vertice chiamato a stabilire se la diga, costruita su una faglia sismica riattivata dalle recenti scosse, rappresenta o meno un pericolo per la popolazione abruzzese. Come riportato da intelligonews.it, in qualità di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Del Rio esercita una funzione di vigilanza tramite la Direzione generale specifica. Al summit, previsto per domani, parteciperanno la Protezione civile, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, le Regioni coinvolte e i gestori che hanno la responsabilità dei controlli.

Sulla diga di Campotosto e sul bacino idrico a cavallo di Abruzzo e Lazio, i Grandi Rischi hanno allertato ieri creando del panico piuttosto convulso tra i cittadini dei vari paesini colpiti dall’emergenza sismica di questi ultimi 5 mesi. Dopo l’allarme lanciato, l’Enel oggi ha provato a frenare l’allerta della Commissione Grandi Rischi sulle aree attorno alla Diga di Campotosto dopo gli studi e le analisi di questi ultimi giorni: «A seguito dei recenti eventi sismici non si rileva alcun danno alla diga di Campotosto. Il buono stato delle opere è confermato da tutti i controlli previsti eseguiti da Enel in questi giorni, compreso il volo con elicottero effettuato nella giornata di venerdì. Il volume attualmente invasato è di circa il 40%, quindi molto basso». La nota della società di energia che opera sulla Diga di Campotosto e sul sistema di Grandi Dighe del bacino abruzzese, si conclude con un avviso valido per tutti i cittadini e le istituzioni, «Alla luce della difficile situazione idrogeologica di questi giorni si è comunque deciso, come misura cautelare, estrema, di procedere ad una ulteriore progressiva riduzione del bacino», andando in direzione della Commissione Grandi Rischi senza però ulteriormente esacerbare l’allarmismo scatenato in questi giorni già piuttosto complessi per il terremoto e l’emergenza neve. 

La preoccupazione di questi ultimi giorni e mesi non riguarda solo il terremoto che sta colpendo in più battute il Centro Italia, ma anche le possibili conseguenze del continuo tremolio della terra. A lanciare l’allarme la Commissione Grandi Rischi, che in virtù della possibilità che le faglie attive in Centro Italia producano sismi di elevata potenza, parlano già di un “effetto Vajont”. Il riferimento è diretto verso Campotosto, al cui interno si trova il bacino più grande d’Europa e tre dighe. Una di queste, rivela il Presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, si trova “su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago”. Ha sottolineato tuttavia, durante l’intervita al Tg3, che il pericolo non sarebbe imminente, ma che la zona va tenuta sotto costante monitoraggio. L’intenzione è quindi quella di generare prudenza nei cittadini, che dal loro punto di vista possono fare molto a scopo preventivo, per esempio controllando la stabilità della propria abitazione con un ingegnere strutturista. Convocata intanto per oggi, lunedì 23 gennaio 2017 una riunione delle Grandi Dighe del Centro Italia, voluta dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, per vigilare la situazione a Campotosto. Le reazioni all’allarme sono state immediate, sottolinea La Repubblica, come si evidenzia nella decisione del Sindaco di Leonessa, in provincia di Rieti, di tenere le scuole chiuse. Tutto questo senza considerare il clima di paura che circola fra i cittadini, proprio in virtù del comunicato della Commissione. Secondo la relazione, stilata con il supporto della Protezione Civile, le zone che potrebbero essere colpite dal terremoto di 6-7 gradi della Scala Richter riguardano il settore che da Monte Vettore arriva fino a Monte Gorzano. La preoccupazione maggiore dei sismologi è che proprio in queste aree potrebbe essersi formata una zona in cui le faglie si trovano ancora sotto pressione. 

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