‘NDRANGHETA IN LOMBARDIA / Si è consolidata e fa business: l’allarme del questore De Iesu. Tre arresti a Monza-Brianza (oggi 23 gennaio 2017)

- La Redazione

La ‘ndrangheta in Lombardia si è consolidata e fa business: l’allarme del questore De Iesu. Tre arresti a Monza-Brianza. Le ultime notizie di oggi 23 gennaio 2017 e tutti gli aggiornamenti

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Immagini di repertorio (LaPresse)

La ‘ndrangheta si è consolida e distribuita in Lombardia: la denuncia è del questore di Milano, Antonio De Iesu, secondo cui è molto difficile seguirne i flussi finanziari. L’obiettivo è affinare le competenze per togliere ossigeno alle mafie, il cui obiettivo è fare business. «Non spara e non uccide, oggi investe, gestisce usura. In molti casi gli imprenditori fanno il patto col diavolo» ha spiegato De Iesu, come riportato da Il Giorno. La Lombardia è la quarta regione ad insediamento mafioso in Italia dopo Sicilia, Calabria e Campania: lo ha annunciato la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi nei giorni scorsi. «Il numero delle locali di ‘ndrangheta in alcune zone è pari a quello di alcune provincie della Calabria» ha dichiarato, assicurando che l’attenzione resta alta su Milano e tutta la Lombardia. Canio Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei carabinieri di Milano, ha rivolto un appello agli imprenditori affinché denuncino per mettere le forze dell’ordine nelle condizioni «di tagliare subito i collegamenti che la ‘ndrangheta vuole stabilire in questo territorio».

Un’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nei confronti di tre calabresi che sono accusati a vario titolo di usura ai danni di due imprenditori: si tratta di Fortunato Bartone, 43enne bruciato, di suo cognato Marcello Stagno, 27enne commesso incensurato, e di Rocco Gatto, 50enne pregiudicato gestore di un’area di servizio a Carate Brianza. I tre, secondo le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, sono legati alla ‘ndrangheta calabrese: gli inquirenti ritengono che Bartone sia affiliato al clan Galati di Mileto attivo a Cabiate e collegato alla cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso di Limbadi. Stando a quanto riportato da Askanews, avrebbe gestito dal carcere il giro di usura con l’aiuto del cognato e sarebbe accusato anche di aver inviato nel 2013 una busta con tre proiettili alla direttrice del carcere di Monza. Rocco Gatto, invece, è accusato di spaccio di cocaina. I militari durante le perquisizioni hanno sequestrato circa 10mila euro in contanti, alcuni assegni in bianco e una decina di bombe carta.



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