ELICOTTERO 118 CADUTO/ Aw 139, L’Aquila: gli ultimi momenti prima dello schianto (Campo Felice, ultime notizie oggi 25 gennaio 2017)

- La Redazione

Elicottero 118 caduto a Campo Felice: modello Agusta AW 139 precipitato a Lucoli, L’Aquila. Ultime notizie di oggi 25 gennaio 2017, news live, sei vittime. Due erano soccorittori a Rigopiano

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Elicottero 118 caduto (LaPresse)

Purtroppo non c’è stato nulla da fare: dal momento che l’elicottero del 118 ha toccato il costone del Monte Cefalone dopo il recupero del ferito a Campo Felice, per l’equipaggio di sei membri del soccorso alpino non è stata possibile più vedere la speranza di ritrovarli vivi. Scontro troppo forte, un boato hanno raccontato i primi testimoni nelle vicinanze, anche se resta il mistero su come possa essere successa la caduta del velivolo del pronto soccorso. Gli ultimi istanti sono stati raccontati ieri da Loris Fucetola, istruttore di sci di fondo che ha dato l’allarme dopo lo schianto avvertito: «Volava basso e piano, c’era molta nebbia e poca visibilità, seguiva la strada mentre andava verso la stazione di Campo Felice dal valico della Crocetta. Quando è tornato indietro ho prestato attenzione poi ho sentito un botto, un forte rumore, penso l’impatto con la montagna. Il motore ha continuato a girare per un minuto poi non ho sentito più nulla. Ho chiamato subito il 118».

La scatola nera dell’elicottero Aw 139 caduto ieri a Campo Felice durante una normale operazione di soccorso del 118 ancora non è stata trovata: lì dentro forse la verità su quanto avvenuto in quei tragici momenti dopo il recupero dello sciatore ferito sulle piste da sci abruzzesi di Campo Felice e la ripresa di quota per dirigersi verso l’ospedale di L’Aquila. Un errore umano condizionato dalla scarsa visibilità? Una semplice avaria al motore improvvisa? O lo spingersi troppo in bassa quota per provare a recuperare il ferito sciatore? Sono tutte domande che al momento non hanno risposta, e forse solo con la scatola nera dell’elicottero del 118 si potrà dare un motivo adeguato alla tragedia che ha di nuovo colpito l’Abruzzo. I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale dell’Aquila, con gli sciatori alpinisti dell’Arma giunti da Selva di Valgardena, si stanno occupando del recupero del registratore di volo dell’elicottero del 118 precipitato ieri mattina su un costone di monte Cefalone.

Dopo la tragedia dell’elicottero del 118 caduto ieri in provincia de L’Aquila con sei persone a bordo, tutte decedute, si cerca oggi la scatola nera del velivolo per effettuare gli accertamenti del caso. Ieri è stata data infatti priorità al recupero delle vittime. Le sei persone morte a causa dell’elicottero del 118 caduto sono, come riporta l’agenzia di stampa Ansa: Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota. L’elicottero stava trasportando Ettore Palanca, 50 anni, di Roma, maitre dell’Hotel Cavaliere Hilton, che si era fatto male sciando, procurandosi la frattura di tibia e perone. L’elicottero del 118 è caduto proprio dopo aver effettuato un intervento di recupero del ferito su un campo da sci a Campo Felice. Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica e la zona è formalmente sotto sequestro ed è presidiata dalla strada, la statale 696, dai militari.

In Abruzzo si intrecciano due tragedie a pochi chilometri di distanza: la caduta dell’elicottero del 118 ieri a Campo Felice (lo schianto a Lucoli, L’Aquila) durante alcune operazioni di soccorso di uno sciatore ferito e poi la tragedia dell’Hotel Rigopiano a Farindola (Pescara). Dopo lo schianto sul canalone di neve nessuno purtroppo si è salvato, con le ipotesi ormai probabili di un’azione al limite della praticabilità, sotto una fitta coltre di nebbia che probabilmente ha causato la caduta del velivolo Agusta Aw 139. Lelicottero del 118 è caduto dopo aver recuperato un ferito su un campo da sci a Campo Felice in una zona fortemente innevata e montuosa a circa 1.600 metri di quota in corrispondenza del km 14 della Strada statale 696. A bordo sei persone, tra cui 2 membri del Soccorso alpino, un medico e un operatore. Sono purtroppo tutti morti, come affermano i soccorsi che in questi minuti hanno portato via i corpi dal luogo della sciagura a Lucoli sulle ambulanze destinate all’ospedale di L’Aquila. In particolare due operatori sull’elicottero del 118 lasciano ancora più attoniti noi normali commentatori e attenti osservatori: Walter Bucci e Davide De Carolis, due dei tre operatori del Soccorso alpino nazionale morti nell’incidente di elicottero nell’Aquilano, avevano partecipato nei giorni scorsi alle operazioni di soccorso all‘hotel Rigopiano. Bucci, medico rianimatore, aveva lavorato due giorni tra le macerie dell’albergo, mentre De Carolis, tecnico dell’elisoccorso, avrebbe lasciato la zona del Pescarese soltanto lunedì. Uno scherzo del destino quasi che ha travolto chi poco tempo prima aveva quasi dato la vita per scavare e salvare i pochi superstiti della sciagura all’hotel abruzzese.

Sono quasi le 12 della giornata di ieri, quando un elicottero del 118 è sparito dai radar mentre aveva appena recuperato uno sciatore dalle piste di Campo Felice, vicino al Gran Sasso.  L’apparecchio – un Aw 139 – sarebbe scomparso dai radar in provincia de L’Aquila. Il velivolo avrebbe lanciato il segnale di crash mentre si trovava in località Casamaina, nel comune di Lucoli, nei pressi della piana di Campo Felice. Drammatica la testimonianza del gestore delle piste di Campo Felice, Andrea Lallini: «lo schianto è avvenuto una manciata di minuti dopo il decollo. L’elicottero era atterrato, non aveva neanche spento le pale, ha caricato il ferito ed è decollato di nuovo. Poi la tragedia». Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha comunicato i nomi e le identità di tutti e sei i morti precipitati durante un’azione di salvataggio. Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota. L’elicottero stava appunto trasportando Ettore Palanca, 50 anni, di Roma, che si era fatto male sciando, procurandosi la frattura di tibia e perone.

L’elicottero del 118 caduto in Abruzzo in località Campo Felice si è schiantato in un punto in cui “anche i mezzi dell’Aeronautica guidati da piloti molto esperti hanno avuto qualche difficoltà”. A dichiararlo è stato l’ingegnere Marco Cordeschi, esperto consulente del Comune dell’Aquila nell’ambito della Commissione Valanghe, sottolineando che con ogni probabilità “lo schianto sia avvenuto a causa della nebbia perché questo è un itinerario conosciuto”. Nel frattempo il magistrato titolare dell’inchiesta, Simonetta Ciccarelli, ha dato disposizioni di acquisire immagini del relitto e del luogo diventato teatro di una strage dell’incidente. A tal proposito una squadra composta da tre vigili del Fuoco è partita all’indirizzo della località montana abruzzese a piedi e tenterà di far innalzare un drone munito di telecamera con cui cercare di reperire informazioni importanti dall’osservazione dei rottami. Il successo dell’operazione è legato alle condizioni meteo, che a causa delle forti raffiche di vento e della nebbia fitta, complicano non poco il tentativo.

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