Hotel Rigopiano, slavina Pescara/ Ultime notizie e nomi vittime: morti assiderati i 2 camerieri morti? (ultime novità di oggi 25 gennaio 2017)

- La Redazione

Hotel Rigopiano, slavina Farindola (Pescara): ultime notizie e novità soccorsi con aggiornamenti live. News live di oggi 25 gennaio 2017, ancora 12 dispersi. Bilancio vittime e polemiche

neve_soccorsi_hotelrigopianoR439
Immagini di repertorio (LaPresse)

Mentre proseguono le ricerche degli ultimi 5 dispersi della slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano, emergono dettagli inquietanti sul tipo di morte che ha raggiunto una delle 24 vittime accertate della valanga. Come riferito dall’Ansa, Gabriele D’Angelo, il cameriere dell’albergo di Farindola sarebbe morto assiderato e non per ipotetici traumi derivati dal crollo della struttura. A dichiararlo è stato il medico legale di parte della famiglia D’Angelo, Domenico Angelucci, sottolineando che “non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali – spiega il medico -. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato”. A detta del medico di parte, come riporta Il Messaggero, la medesima sorte potrebbe essere toccata anche al maitre Alessandro Giancaterino dal momento che i due sono stati ritrovati vicini e nelle stesse condizioni. Dopo le due ore, ha spiegato Angelucci, “ogni soccorso sarebbe stato inutile”.

All’Hotel Rigopiano sono ora morte ufficialmente 25 persone, mentre scende a 4 il numeri dei dispersi ancora non ritrovati sotto la coltre di neve e macerie di quel che rimane nell’hotel sotto il Gran Sasso. È stata ritrovata la 25esima vittima, una donna non ancora identificata ma che purtroppo va ad aggiungersi alle altre 24 vittime che hanno perso la vita sotto l’Hotel Rigopiano e la slavina che ha distrutto tutto. Nel frattempo il procuratore aggiunto di Pescara ha affermato che non ci sono indagati al momento e che non sono state effettuate perquisizioni importanti finora. Il procuratore Cristina Tedeschini ha fatto anche il punto finora delle prime autopiste effettuate alle vittime giunte all’ospedale di Pescara: «Casi di esclusivo schiacciamento, con morti istantanee, e per altri concorrenza di cause, tra quali ipotermia e asfissia. Sono questi, fin qui, i motivi delle morti delle sei persone sottoposte ad autopsia: ha confermato il pm. Finora sono state effettuate 6 autopsie e altre 6 sono in programma». 

L’impiegata della Prefettura che ha inizialmente bollato come una bufala la telefonata di Quintino Marcella, il primo ad informare che una slavina aveva fatto crollare l’Hotel Rigopiano, non ci sta ad addossarsi le colpe dei ritardi nei soccorsi. Sentita in esclusiva da La Repubblica, la funzionaria spiega:”Ci saranno modi e tempi per chiarire tutto. L’importante è avere la coscienza a posto, e io ce l’ho. Tutto il resto, le polemiche di questi giorni, non m’interessa”. La donna non ha intenzione di diventare l’intero capro espiatorio della vicenda:”Mercoledì ero appena rientrata in ufficio da una malattia. Prima è scoppiata l’emergenza neve, poi quella del sisma. C’era bisogno di gente nell’unità di crisi e ho dato la mia disponibilità”. E al giornalista che le chiede delucidazioni sulle telefonate di quelle ore, chiarisce:”Non devo dare spiegazioni a lei… Nella sala operativa eravamo in tanti, non c’ero solo io”. Più tardi, dopo essere stata convocata dagli investigatori spiegherà:”La storia della stalla me l’ha ricordata, mentre ero al telefono, qualcuno più alto in grado che era con me”. Si dice che ad averla portata fuori strada sia stata una dirigente di primo livello della Prefettura. A dover stabilire la verità sarà la Questura.

Sono ancora da identificare gli ultimi corpi estratti dall’hotel Rigopiano. Dal cantiere in cui sono in corso le operazioni di soccorso stanotte, come riferito da La Repubblica, sono stati recuperati i corpi di tre uomini e questa mattina sono stati estratti i corpi di due donne e di un altro uomo, non ancora identificati. Tra i corpi estratti questa notte dalle macerie dell’hotel Rigopiano distrutto da un slavina una settimana fa ci sono quello dell’amministratore dell’albergo Roberto Del Rosso e del receptionist Alessandro Riccetti. Nelle ore precedenti, tra le vittime dell’hotel Rigopiano, erano stati identificati anche i corpi di Paola Tomassini, Stefano Feniello, Marco Vagnarelli e Piero Di Pietro. Il bilancio delle vittime è al momento di 24 persone: altre 5 mancano ancora all’appello e sono quindi ancora disperse. Gli ospiti dell’hotel Rigopiano che sono stati tratti in salvo dai soccorritori sono restano dunque finora 11 e con il passare dei giorni si affievolisono le speranze di trovare ancora qualcuno in vita.

Il bilancio delle vittime dell’Hotel Rigopiano, distrutto da una slavina lo scorso mercoledì 18 gennaio, è salito questa mattina a 24: è questo infatti il numero di corpi che sono stati recuperati finora. Risultano quindi ancora disperse ancora 5 persone. Le operazioni di recupero continuano senza sosta a Farindola, in provincia di Pescara, dove è avvenuta la tragedia della slavina all’Hotel Rigopiano. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha difeso la macchina dei soccorsi. Il premier è intervenuto oggi in audizione al Senato sulla slavina e sull’emergenza in Centro Italia. Gentiloni ha dichiarato: “Credo sia stato messo in atto ogni sforzo possibile umano organizzativo tecnico, un sforzo che é ancora in corso, per cercare di salvare vite, trovare dispersi. Abbiamo mostrato una capacità di reazione del sistema all’altezza di un grande paese. Nella nostra memoria rimarranno impresse le immagini delle catastrofi e dei lutti che ci hanno colpito ma rimarranno le immagini anche dei soccorritori, cittadini italiani esemplari”. E sulle polemiche sull’arrivo dei soccorsi all’hotel Rigopiano ha sottolineato: “Ci sono stati ritardi, malfunzionamenti, responsabilità? Saranno le inchieste a chiarire questo punto. La verità serve a fare meglio, ma non ad avvelenare i pozzi. Condivido la ricerca della verità ma non la voglia di capri espiatori e giustizieri”.

Sale il bilancio delle vittime dell’Hotel Rigopiano: nella notte infatti sono stati recuperati altri 3 corpi e quindi i morti accertati della slavina sono al momento 21 e si cercano altri 8 dispersi. Secondo quanto riportato da Tgcom24 i Vigili del fuovo hanno recuperato stanotte due donne e due uomini. Le operazioni di recupero, secondo quanto comunicato dai soccorritori dovrebbero concludersi entro oggi. “Si va avanti, dobbiamo terminare il lavoro – ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio -. E’ un lavoro complicato e lo sapevamo fin dall’inizio, ma andiamo avanti”. Tra le vittime c’è Stefano Feniello, il 28enne originario di Valva in provincia di Salerno, era andato in vacanza insieme alla fidanzata, Francesca Bronzi per festeggiare il suo compleanno e i cinque anni di fidanzamento. A confermare la morte, riporta SalernoToday, è stato il padre, che ha riconosciuto il corpo del figlio da un tatuaggio. Intanto ieri sono stati dimessi dall’ospedale di Pescara i due fidanzati Vincenzo Forti e Giorgia Galassi, tra i sopravvissuti alla slavina che ha distrutto l’Hotel Rigopiano lo scorso mercoledì 18 gennaio. La ragazza, sul proprio profilo Facebook ha pubblicato un post di ringraziamento per tutti coloro che le sono stati vicino: “Volevo ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per me in questi giorni è che mi sono state vicino con il pensiero .. per me oggi è come una rinascita ! grazie a tutti..” (clicca qui per leggere). Tra i commenti al post ci sono anche però alcuni insulti: c’è chi chiede alla ragazza maggior rispetto per le vittime della slavina all’Hotel Rigopiano. 

È passata l’ennesima notte di ricerche ormai disperate all’hotel Rigopiano dopo la slavina che il 18 gennaio scorso ha travolto il resort alle pendici del Gran Sasso, con una forza sovrumana scaraventata dalla montagna sulle inermi vite di 30 persone, bloccate in Hotel dall’emergenza neve. Fino alla tarda serata di ieri, 12 erano ancora i dispersi, 17 le vittime accertate e 11 i sopravvissuti miracolosamente all’interno del Rigopiano. Resta un ultimo muro da abbattere per i soccorritori – che intanto operano nella doppia complicanza delle condizioni meteo avverse e della tragedia dell’elicottero del 118 precipitato ieri nelle vicinanze di Campo Felice – che riguarda in pratica l’ultima vera speranza per i parenti dei dispersi all’hotel Rigopiano. «Un ultimo muro da abbattere, prima di alzare bandiera bianca e affidarsi solo ai miracoli: è dietro quel pezzo di cemento che si annidano buona parte delle speranze dei soccorritori, che da giorni si alternano su quel che resta dell’hotel Rigopiano cercando disperatamente qualcuno ancora in vita sotto il grumo di neve e macerie». Il muro raccontato dal Soccorso Alpino si tratta di quello che separa la cucina dal bar, un muro portante sesso 80 centimetri che i vigili del fuoco stanno cercando ancora in queste ore di aprire con un varco. «Dobbiamo entrare li’ dentro, e’ l’unica zona del corpo centrale dell’hotel, quella dove presumibilmente era la maggior parte delle persone, dove ancora non siamo arrivati. Speriamo che sia integro», raccontano i soccorritori al campo base di Penne. Una speranza piccolissima ma comunque esistente. 

Mentre proseguono le ricerche per i 12 dispersi all’Hotel Rigopiano, e si piangono le già 17 vittime accertate e recuperate, interviene nella complessa e tragica vicenda all’hotel Resort sotto il Gran Sasso il grande alpinista Reinhold Messner: «La vicenda Rigopiano? l’ho seguita in tv, ma vedendo la massa della neve che c’era quando il terremoto ha fatto partire la valanga, è ovvio che anche un Hotel può andare sotto. Forse è stato costruito in un posto in cui la garanzia di sicurezza non c’è?», si chiede il celebre l’alpinista; secondo Messner, quando si costruisce in montagna si devono calcolare i massimi pericoli. «Se poi cadono metri di neve qualunque posto in montagna è in pericolo. Io penso che in Italia ci siano tanti posti che non sono al 100% sicuri, cosa che vale anche per la Svizzera?. Non si può far nulla, dunque, contro la natura». Non è l’unico ad aver criticato l’operato dei soccorsi e per questo motivo sono in corso – e andranno purtroppo avanti per molti mesi ancora – le indagini sull’operato della Prefettura di Pescara e sulle prima fasi dell’emergenza slavina dopo le chiamate dei due sopravvissuti della prima ora, Giampiero Parente e Fabio Salzetta.

Mentre sembra destinato ad aumentare il numero delle vittime della slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano mercoledì scorso, nelle ultime ore le polemiche riguardano la prima telefonata di richiesta d’aiuto giunta alla Prefettura. A telefonare è Quintino Marcella, il ristoratore di Silvi Marina che si sente rispondere da un’impiegata del Centro di coordinamento dei soccorsi che l’albergo “non è crollato” e che “questa storia gira da stamattina”. La funzionaria è infatti convinta che il ristoratore si riferisca al crollo avvenuto alla stalla di Farindola di Pietropaolo Martinelli, dove la neve ha fatto venire giù il tetto. Quando Marcella risponde che del crollo dell’Hotel ne è certo, perché a dirglielo è stato una persona seria come il cuoco Giampiero Parete, l’impiegata si spinge ad ipotizzare che gli sia stato sottratto il cellulare, che si tratti di uno scherzo perché “la mamma dell’imbecille è sempre incinta”. Dinanzi all’ultima disperata richiesta di Quintino Marcella, che chiede al Ccs di mettersi in contatto con il direttore della struttura alberghiera, la risposta, come riferisce La Repubblica, è lapidaria:””Non so se si rende conto della situazione… Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei… Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci”.

L‘hotel Rigopiano, travolto il 18 gennaio scorso da una slavina, sarebbe stato costruito su colate di detriti preesistenti, compresi quelli di valanghe: la denuncia è stata fatta da Forum H20 Abruzzo, associazione ambientalista che ha svelato la mappa geomorfologica dei bacini idrografici della regione del 1991 e la mappa del piano di assetto idrogeologico del 2007, documenti reperibili sul sito della Regione Abruzzo. Per l’associazione l’hotel Rigopiano è sorto «proprio lungo la canna di un fucile che poi è stato caricato ed ha sparato». L’associazione, inoltre, ha fatto notare che le criticità potevano essere notate circa dieci anni fa, quando è stata effettuate la ristrutturazione principale per l’ampliamento delle capacità ricettive della struttura. «Sarà interessante verificare cosa vi è scritto» ha aggiunto Forum H20, riferendosi agli atti del procedimento amministrativo della ristrutturazione dell’albergo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori