PALAZZO CAPROTTI / Via del Lauro a Milano al centro della contesa tra gli eredi (oggi, 25 gennaio 2017)

- La Redazione

Palazzo Caprotti, via del Lauro a Milano: la contesa dell’eredità del patron di Esselunga investe anche la storica casa di famiglia. La battaglia tra figli di primo letto e la seconda moglie

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Bernardo Caprotti (Foto: Lapresse)

-L’eredità di Bernardo Caprotti, il patron di Esselunga scomparso il 30 settembre, continua ad essere tema di scontro tra la moglie Giuliana Albera e la figlia Marina Sylvia, alla quale è stato assegnato il 70% del patrimonio, e i figli di primo letto Violetta e Giuseppa. Perfino Palazzo Caprotti, la storica abitazione di via del Lauro, 4 a Milano è destinata a fare il suo ingresso in una contesa che l’imprenditore lombardo ha certo di evitare fino all’ultimo dei suoi giorni. Come riportato da La Repubblica, infatti, la casa di famiglia è iscritta nel bilancio della Dom 2000, società immobiliare di cui amministratrice unica è proprio Giuliana Albera. Analizzando i conti della società, si apprende che la residenza viene valutata 16 milioni di euro, una stima che secondo i figli di primo letto non ne rispecchia il vero valore. E in effetti, aggiunge La Repubblica, chi ha avuto l’onore di visitare il Palazzo, parla di migliaia di metri quadri “senza contare i cortili, le cantine e le soffitte”. A questo si aggiunga che la srl che gestisce l’aria condizionata di Palazzo Caprotti, solo nel 2015 ha speso 65mila euro, mentre l’impianto satellitare della tv ha determinato una spesa di 15mila euro. A confronto la spesa per il personale di servizio: 76mila euro compresi tfr e oneri sociali è quasi irrisoria. Il dossier, però, ormai è pronto e la speranza di Bernardo Caprotti, che nelle sue ultime volontà scriveva:”Auspico che non ci siano ulteriori contrasti e pretese”, è stata disattesa.

Anche Palazzo Caprotti in via del Lauro a Milano, la storica casa della famiglia che ha fondato Esselunga, finisce al centro della disputa per l’eredità di Bernardo Caprotti, il patron scomparso il 30 settembre scorso. Come riportato da Il Corriere della Sera, la decisione dell’imprenditore di Albiate in fase di testamento era stata quella di suddividere il suo patrimonio per il 70% alla seconda moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina Sylvia e il restante 30% diviso in parti uguali agli altri due figli, Violetta e Giuseppe. Sono proprio loro, però, ad aver preso nuovamente le iniziative, convinti che sia stata lesa la quota di eredità legittima che per legge spetta agli eredi di primo letto. Come riferisce La Repubblica, nel mirino di Violetta e Giuseppe sono finiti nello specifico gli immobili di proprietà di Capriotti: dalle ultime volontà dell’imprenditore sarebbero state infatti escluse la Dom 2000, società immobiliare proprietaria di una dozzina di locali in affito per gran parte ad Esselunga, e soprattuto la Edilizia del Lauro srl, società che gestisce Palazzo Caprotti in via del Lauro, 4 a Milano. Secondo i consulenti di Giuseppe e Violetta Caprotti, assistiti dagli studi legali Casati e Bonelli Erede, i valori dei beni controllati dalla società sarebbero in realtà sottostimati rispetto al loro reale valore di mercato. Questo sarebbe il caso dell’immobile occupato attualmente dall’Esselunga di via Solari a Milano, valutato 35 milioni di euro ma che secondo il dossier presentato dai fratelli Caprotti per dimensioni e quotazione della società varrebbe molto di più. La guerra per l’eredità, quella che Bernardo Caprotti voleva scongiurare, continua.



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