Stefano Feniello/ Vittima all’Hotel Rigopiano: il sindaco di Valva proclama il lutto cittadino (oggi, 25 gennaio 2017)

- La Redazione

Stefano Feniello, vittima all’Hotel Rigopiano: il racconto della fidanzata Francesca Bronzi e le accuse del padre. Ultime notizie oggi, 25 gennaio 2017

neve_soccorsi_hotelrigopianoR439
Immagini di repertorio (LaPresse)

Tra le storie della tragedia dell’hotel Rigopiano c’è sicuramente quella di Stefano Feniello che ha lasciato tutti senza parole. Il ragazzo di ventotto anni di Valva, in provincia di Salerno, è stato trovato nella notte del 24 gennaio senza vita. Della situazione ha parlato il sindaco di Valva Vito Falcone ha proclamato il lutto cittadino e sottolineato come riportato dalla versione online della Repubblica: “Siamo in attesa degli eventi, ma data la tragedia che ha colpito un meraviglioso ragazzo di Valva noi proclameremo il lutto cittadino. E’ una notizia che non avrei mai voluto ricevere. Eravamo consci che con il passare dei giorni le possibilità di ritrovarlo in vita sarebbero state sempre di meno. La speranza di un miracolo però c’era. Purtroppo non abbiamo potuto festeggiare il suo ritorno“. Come riporta sempre il sito del quotidiano Stefano Feniello era conosciuto in tutta la cittadina come una brava persona e un grande lavoratore.

E’ tra le vittime dell’hotel Rigopiano Stefano Feniello, il 28enne originario di Valva in provincia di Salerno e fidanzato con Francesca Bronzi che invece si è salvata. Il riconoscimento del corpo, come riportato da Il Messaggero, è arrivato ieri sera ed è stato possibile per un tatuaggio sul corpo del giovane. La speranza che Stefano Feniello potesse essere ancora viva c’è stata fino all’ultimo. La fidanzata ha raccontato di essere stata sbalzata dalla neve e di aver perso il contatto fisico con il giovane: facendosi luce con il cellulare Francesca Bronzi riusciva però a vedere un braccio di Stefano Feniello. Questo il racconto fatto dalla ragazza alla trasmissione di Rai 1 Porta a Porta proprio mentre avveniva il riconoscimento della vittima: “C’era buio, freddo, fuliggine, c’era una trave grossa sospesa sul divano dove eravamo noi. Abbiamo sentito almeno cinque scosse…Noi clienti eravamo spaventati e volevamo andare via. Ci hanno detto che la struttura era sicura, aveva retto a tanti terremoti. Poi ho sentito un’esplosione. Non ho capito nulla….è uscito qualcosa dal camino che mi ha travolta e spinta per molti metri. Ero in poco spazio con le ginocchia al petto, potevo girarmi solo sui fianchi”.

Quando Stefano Feniello era ancora uno dei dispersi tra gli ospiti dell’hotel Rigopiano il padre aveva lanciato un’accusa pesante nei confronti di chi non aveva permesso alle persone di lasciare l’albergo. Come riportato da Tgcom24, Alessio Feniello ha dichiarato: “Sono stati uccisi, quelli che ancora non rientrano sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti vicino al caminetto come carne da macello”. Secondo il padre di Stefano Feniello dunque la responsabilità sarebbe “delle autorità”. L’ultimo messaggio audio Stefano Feniello ha inviato al padre il giorno prima di morire era di spensieratezza: “Ci sentiamo dopo che andiamo alla spa. E’ pieno di neve. Nevica però questa Panda è uno spettacolo. Siamo saliti senza catene”. Un messaggio inviato dal ragazzo appena arrivato all’hotel Rigopiano con la fidanzata Francesca Bronzi. E il padre aveva risposto: “Ok ci sentiamo dopo. State attenti e buon divertimento”. Poi la tragedia della slavina caduta sull’hotel Rigopiano fino al ritrovamento del corpo di Stefano Feniello ormai senza vita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori