DANIELA ROVERI / News, le indagini ripartono dalle testimonianze della madre e dei conoscenti (Ultime notizie oggi, 26 gennaio 2017)

- La Redazione

Daniela Roveri, ultime netizie: resi noti i risultati su peli e capelli rinvenuti tra le mani della vittima, nessun Dna emerso. Brusca frenata nelle indagini sul giallo di Colognola.

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Daniela Roveri

Dopo la nuova brusca battuta di arresto nel giallo di Colognola relativa all’assenza di Dna dal capello ritrovato nelle mani di Daniela Roveri, le indagini ripartono dalle testimonianze di coloro che conoscevano la vittima. A darne notizia è Bergamonews.it, che indica come principale testimone proprio la madre della manager 48enne sgozzata nell’androne del suo palazzo. Le dichiarazioni di Silvia Arvati ad oggi sono state utili a fornire agli inquirenti il quadro di normalità e trasparenza nel quale viveva Daniela. Nei prossimi giorni potrebbero essere risentiti anche i vicini di casa nella speranza che qualcuno possa aver potuto vedere qualcosa di sospetto o abbia notato anche un minimo particolare in grado di fornire una nuova strada da seguire agli inquirenti, sia porima che dopo l’omicidio della donna. Al vaglio anche le deposizioni dei compagni della palestra che Daniela Roveri era solita frequentare, così come anche la documentazione dell’azienda nella quale lavorava da oltre 20 anni e dove ricoprire il ruolo di manager.

E’ possibile che Daniela Roveri abbia tentato di difendersi dal suo assassino o addirittura sia stata coinvolta in una sorta di colluttazione. E’ quanto emerge da alcuni elementi importanti riportati dal quotidiano Il Giorno, secondo i quali la manager d’azienda avrebbe potuto reagire alla inaudita violenza culminata nel suo delitto. Ad alimentare questo dubbio sarebbero in particolari due elementi: la rottura dei capelli che non hanno permesso di estrapolare il Dna ed una ferita rinvenuta sull’indice della mano destra della stessa Daniela Roveri, e che potrebbe indicare il fatto che la donna abbia istintivamente provato ad afferrare l’arma usata per sgozzarla. E’ quanto emerso da una prima drammatica ricostruzione del suo delitto avvenuto oltre un mese fa a Colognola, proprio nell’androne del suo palazzo, dove abitava con la madre. Ora che si conosce l’esito degli esami compiuti su peli e capelli e che non avrebbero portato ad alcun dato utile ai fini delle indagini, agli inquirenti non resta che aggrapparsi al materiale rinvenuto sotto le unghie della manager 48enne e dal quale potrebbe emergere del nuovo materiale biologico. Questo potrebbe rappresentare la nuova ripartenza in un giallo che finora ha incontrato solo muri di silenzio.

Gli inquirenti che indagano sul delitto di Daniela Roveri, la manager 48enne sgozzata a Colognola lo scorso 20 dicembre, erano certi di poter presto giungere ad una svolta importante nel giallo. Tutto sembrava ruotare attorno ad un capello, forse maschile, ritrovato dalla Scientifica nelle mani della vittima. Se solo fosse stato possibile estrarre un Dna, allora si sarebbe intrapresa una strada, alla ricerca della persona alla quale apparteneva. Anche per tale ragione si era proceduto alla raccolta del tampone salivare dei vicini di casa di Daniela Roveri e dei residenti del quartiere, da confrontare poi con il profilo genetico che sarebbe stato estratto dal capello, e che sin da subito era stato definito dotato di bulbo. Solo indiscrezioni e purtroppo senza alcun fondamento: cade così anche quest’ultima speranza. A darne notizia è il quotidiano Il Giorno nella sua versione online, che rivela come non sia stato possibile estrarre il Dna non solo dai capelli ma anche dai peli rinvenuti nelle mani della manager sgozzata. Tutti, infatti, risultavano spezzati, come se tra la vittima ed il suo assassino ci fosse stata una colluttazione. Capelli e peli rinvenuti sono risultati essere privi di bulbo, quindi non idonei a fare isolare un possibile Dna, forse proprio quello del killer della 48enne. I risultati ufficiali sono giunti nel pomeriggio dello scorso martedì ed hanno rappresentato il venir meno di un’ulteriore possibile strada da intraprendere nel giallo di Colognola, il quale ha assunto sempre più le sembianze di un delitto perfetto. Nessun movente valido, nessuna arma rinvenuta, nessuna traccia dell’assassino. Gli inquirenti erano estremamente fiduciosi, nonostante le opportune cautele, dei risultati attesi fino a poche ore fa, ma quanto rivelato dagli esperti che hanno eseguito tutti gli accertamenti del caso presso il laboratorio del Gabinetto regionale della Polizia scientifica di Milano, ha rappresentato una brusca frenata nelle indagini. L’ultimo appiglio per chi indaga sul complesso delitto di Daniela Roveri è ora legato al materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della manager 48enne, anche se si tratta di quantità piuttosto esigue e forse non sufficienti a dare risposte certe. Anche in questo caso, ad occuparsi degli accertamenti genetici sarà stata la stessa struttura milanese che si è occupata anche degli esami di peli e capelli, ed i risultati potrebbero giungere entro la prossima settimana. Le indagini, in attesa dei prossimi responsi, dunque, non si fermano, continuando a scavare nella vita privata della donna, dall’esistenza finora limpida, molto legata alla madre con la quale, oltre all’appartamento di via Keplero condivideva anche la passione per i viaggi.

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