HOTEL RIGOPIANO, SLAVINA / Ultime notizie video e nomi 29 vittime: sindaco, “mai arrivata allerta valanghe” (novità di oggi, 26 gennaio 2017)

- La Redazione

Hotel Rigopiano, slavina: ultime notizie e nomi vittime. Sono 29 i morti accertati, trovati gli ultimi 2 dispersi. Le novità di oggi, 26 gennaio 2017, e tutti gli aggiornamenti in diretta

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Immagini di repertorio (Foto: LaPresse)

Novità sull’hotel Rigopiano sommerso dalla slavina a Pomeriggio 5 in onda su Canale 5 e condotto da Barbara D’Urso. In collegamento da Farindola, in provincia di Pescara, il sindaco del comune, Ilario Lacchetta, dichiara che dalla Prefettura non è mai arrivata una mail di allerta valanghe per quanto riguarda il giorno della tragedia, il 18 gennaio scorso. L’inviata del programma ha mostrato la mail arrivata dalla Prefettura al Comune il giorno 24 gennaio scorso con l’allerta valanghe relativo al giorno stesso. Dunque secondo le dichiarazioni del sindaco di Farindola non sarebbe mai arrivata dalla Prefettura la comunicazione di rischio valanghe nella zona dell’hotel Rigopiano poi distrutto dalla slavina. Nella tragedia hanno perso la vita 29 persone e ora si cerca di capire, con un’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara, se ci siano delle responsabilità e se il disastro si sarebbe in qualche modo potuto evitare. Il sindaco di Farindola ha anche affermato, sempre in collegamento con Pomeriggio 5, che l’sos dall’hotel sarebbe arrivato troppo tardi, solo quando è stata ripristinata la corrente dopo il black out.

Nell’inchiesta sulla slavina all’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, aperta per accertare eventuali responsabilità nel disastro che ha provocato la morte di 29 persone, il Codacons ha deciso di costituirsi parte offesa. L’associazione a difesa dei consumatori rende noto di aver depositato formale costituzione di parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara in qualità di associazione rappresentativa degli utenti e organizzazione nazionale ambientalista. “Abbiamo deciso di nominare due nostri consulenti per partecipare a tutte le attività di verifica della magistratura – spiega l’associazione – Vogliamo infatti capire perché l’hotel non sia stato evacuato, e accertare se vi siano state responsabilità o ritardi da parte di istituzioni ed enti locali che abbiano potuto in qualsiasi modo contribuire alla tragedia. I cittadini hanno il diritto di inserirsi in procedimenti come questo che attengono alla pubblica incolumità, alla salute e alla sicurezza, perché se emergeranno errori e/o omissioni, sarà possibile per gli utenti rivalersi sui responsabili che saranno individuati dalla Procura”.

Sono tante le piccole tragedie all’interno della massima strage che la valanga del Gran Sasso ha provocato sull’hotel Rigopiano ormai una settimana fa: il terremoto del 18 gennaio, la slavina di quel pomeriggio, le polemiche sui soccorsi e il salvataggio miracoloso di 11 persone. Sono però 29 le vittime ufficiali di questo ennesimo capitolo difficilissimo per la regione Abruzzo: nelle ultime ore si assiste alla fase di identificazione delle ultime vittime estratte dalle macerie del Rigopiano. Tra loro, anche un’altra coppia di giovani fidanzati, identificata stamani dai parenti: Marco Tanda, il pilota 25enne della Ryanair originario di Gagliole, e la fidanzata Jessica Tinari, di Lanciano, ritrovati senza vita nella sala tv dell’albergo distrutto. A identificare Marco è stato il fratello Gianluca: “Ora che Marco non c’è più – sono state le sue uniche parole – è il momento del silenzio”. Sono i fidanzatini di Macerata che per giorni avevano suscitato nelle Marche la speranza e le preghiere di ritrovarli ancora vivi sotto la neve della valanga. Purtroppo l’amara scoperta e il dramma di dover ripartire per amici e parenti; come loro anche le altre 27 famiglie, una tragedia che merita non solo rispetto ma anche profondo e commosso silenzio.

Dopo la tragedia dell’hotel Rigopiano distrutto da una slavina che ha causato la morte di 29 persone, il Movimento 5 Stelle esprime sul blog di Beppe Grillo “rabbia e dolore” per quanto accaduto ma chiede che ora si trovino “i nomi dei responsabili”. “In questi giorni di emergenza, dramma e dolore, il M5S esprimere la vicinanza commossa e sincera alle famiglie delle vittime del crollo dell’Hotel Rigopiano – si legge sul blog – così come alle famiglie delle altre vittime causate dal maltempo. E’ a loro che vanno i nostri pensieri e alle migliaia di uomini e donne che da giorni lavorano senza sosta per salvare vite umane e per portare soccorso alle tante famiglie ancora isolate: i volontari della Croce Rossa, del Soccorso Alpino, della Protezione Civile, cittadini, medici, infermieri, e tutti gli operatori meritano solo ammirazione, plauso ed è un dovere stringersi intorno a loro”. Poi il M5s pone alcune domande al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: ” 1 – Sono state predisposte senza indugio tutte le misure e le attività previste a seguito delle allerte pervenute? 2 – Quali informazioni sono state comunicate fra i vari livelli relative ai rischi valanghe? 3 – Quali motivazioni e responsabilità ci sono sulla insufficienza di mezzi? 4 – Quanti mezzi effettivi ed attrezzature sono a disposizione sia di enti locali che nazionali, nonché di tutti i Corpi di Polizia Civili e Militari e Corpi di Soccorso per situazioni di questo genere? 5- quali sono stati i motivi, le cause delle interruzioni e del mancato tempestivo ripristino di erogazione dell’energia elettrica alle utenze anche per 7 giorni? 6 – quanti investimenti relativi alla manutenzione delle linee e della rete di distribuzione elettrica vengono fatti?” (clicca qui per leggere tutto). 

Non ci sono già corpi disperi all’hotel Rigopiano: questa purtroppo l’ultima novità della notte, dopo che tutte le 29 vittime sono state ritrovate da un’incessante opera di soccorso che ha coinvolto in tutto circa 300 uomini tra vigili del fuoco, soccorso alpino, 118 e Guardie Alpine. Non ci sono purtroppo stati altri superstiti oltre agli 11, già miracolo averli trovati, che nei primi giorni dopo la slavina terrificante sono riusciti ad uscire vivi dall’Hotel Rigopiano. La vera svolta nelle ricerche è arrivata lunedì mattina, quando i vigili del fuoco hanno aperto il varco arrivando all’area del bar, dove purtroppo risiedevano quasi tutti gli ospiti e il personale dell’hotel in attesa di andare via dalla struttura per l’emergenza neve e terremoto. Come riporta TgCom 24, da quelle 48 in poi, i vigili del fuoco hanno tirato fuori 18 vittime; 9 le hanno estratte martedì e le ultime 9 ieri. «Queste ultime sono sei donne e tre uomini: i loro corpi, come la maggior parte di quelli usciti da quell’inferno poche ore prima, erano incastrati tra pilastri, pezzi di cemento, neve e tronchi. Ed erano tutti in un unico ambiente: quello dove, prima che sul Rigopiano si abbattessero centinaia di tonnellate di neve, era il bar». Macerie, neve, pilastri e tronchi: tutto questo ha travolto con la furia della valanga il bar del Rigopiano, mentre chi era distribuito tra la sala da the e il biliardo, dove c’erano i bambini, si sono incredibilmente salvati. Qualcun altro, invece, lo hanno recuperato nella zona dove erano le camere: quattro piani venuti giù completamente e schiacciati uno sull’altro.

Per la tragedia dell’hotel Rigopiano, distrutto da una slavina mercoledì scorso 18 gennaio, è il momento dell’inchiesta dopo che a distanza di una settimana sono stati recuperati tutti i corpi degli ospiti dispersi sotto le macerie. I morti accertati in seguito al crollo dell’hotel sotto il peso della neve sono 29, 11 i sopravvissuti. Le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Pescara sono quelle di omicidio colposo e disastro colposo. L’indagine è volta anche ad accertare se ci siano stati ritardi nei soccorsi. Ma il lavoro degli inquirenti, riferisce Rainews24 ora sarà anche quello di capire chi non ha fatto evacuare l’hotel Rigopiano dopo l’allarme che era stato lanciato per il rischio slavina. Ieri, come riporta La Repubblica, il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini, ha sottolineato che nei primi sei casi di decessi gli eventuali ritardi nei soccorsi non sarebbero stati causa diretta di morte, visto che dai risultati delle autopsie è emerso che ci sono state “molti morti per schiacciamento, altri per varie concause concorrenti: schiacciamento, asfissia, ipotermia. Nessuno, a quanto ci risulta, morto per solo assideramento”. Sono comunque in programma altre autopsie i cui risultati saranno valutati caso per caso.

Sono terminate le operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano ad una settimana dalla slavina che l’ha travolto. Le vittime sono 29, di cui due recuperate nelle ultime ore e quindi ancora da identificare (si sa solo che si tratta di un uomo e di una donna), 11 invece i superstiti: questi i numeri ufficiali forniti da Protezione Civile e prefettura. Non risultano  I sopravvissuti sono il cuoco Giampiero Parete, la moglie Adriana Vranceanu e i loro due figli, il “tuttofare” Fabio Salzetta, Giampaolo Matrone, operato al braccio destro, Francesca Bronzi, Vincenzo Forti, Giorgia Galassi e i piccoli Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. Già nelle ultime ore si temeva che il bilancio sarebbe alla fine arrivato alle 29 vittime, poche speranze si nutrivano di trovare in vita i due dispersi, che si temeva potessero essere stati trascinati dalla valanga centinaia di metri più a valle o sepolti sotto 4-5 metri di neve. Termina quindi con una delusione amara il lavoro dei duecento uomini che li cercavano con la speranza di ritrovarli in vita. A lavoro c’erano anche sei tecnici della delegazione del Cnsas della Sardegna, arrivati ieri a Penne per dare il cambio ai colleghi del Corpo nazionale arrivati da altre regioni: si tratta di due tecnici di elisoccorso e quattro tecnici di Soccorso alpino.

I vigili del fuoco hanno diffuso un video realizzato grazie all’uso di un drone sull’area nella quale sorgeva l’hotel Rigopiano, travolto dalla slavina lo scorso 18 gennaio. In questo modo è stato possibile effettuare delle ricognizioni dall’alto per osservare con una visuale migliore l’area che in queste ore è ancora interessata dai soccorsi. Al momento sono due i dispersi che si stanno cercando. Nelle immagini si vede l’intera area nella quale i soccorritori stanno lavorando da diversi giorni, alcuni a mani nude e altri utilizzando escavatori e pale meccaniche. Il filmato, diffuso nella giornata di ieri, permette di osservare l’area circostante e quella “lingua” di neve tra gli alberi, che potrebbe coincidere con il percorso distruttivo della slavina, che ha travolto prima gli alberi e poi l’hotel Rigopiano di Farindola. Clicca qui per il video girato dai vigili del fuoco con l’ausilio del drone.

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