TRIFONE E TERESA / News, Giosuè Ruotolo: attesa per la prossima udienza, la parola ai consulenti (Oggi, 26 gennaio 2017)

- La Redazione

Trifone e Teresa, ultime news: le due importanti udienze del processo a carico di Giosuè Ruotolo, presto pronto a rilasciare nuove dichiarazioni spontanee.

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Trifone Ragone e Teresa Costanza

Il prossimo lunedì 30 gennaio si tornerà in aula, presso la Corte d’Assise di Udine, in occasione della nuova udienza per il duplice delitto di Trifone e Teresa e che vede unico imputato Giosuè Ruotolo. Il prossimo appuntamento non sarà meno importante dei precedenti in quanto interverranno al cospetto dei giudici della Corte i consulenti, in qualità di testimoni. Come rivela Il Gazzettino online, nel corso della prossima udienza l’esame si concentrerà sulla perizia più importante, ovvero quella che colloca Giosuè Ruotolo sul luogo del delitto la sera in cui l’ex commilitone e la sua fidanzata venivano freddati a colpi di pistola nel parcheggio del palasport di Pordenone. Ad intervenire in aula, su indicazione dei sostituti procuratori Pier Umberto Vallerin e Matteo Campagnaro, saranno i due ingegneri che si sono occupati della ricostruzione dei tempi di azione e fuga. Si tratta di Paolo Reale e Giuseppe Monfreda, la cui audizione ricoprirà un’importanza elevata. Non si esclude che vengano citati in aula anche i riscontri su mail e telefonate dell’imputato.

Il prossimo lunedì 30 gennaio si svolgerà l’ultima udienza del mese a carico di Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Le ultime due udienze, come abbiamo ampiamente ricordato, si sono concentrate sulle deposizioni dei due ex coinquilini, i ragazzi che hanno condiviso il medesimo appartamento sia con il militare ucciso che con il suo ex commilitone oggi imputato. Daniele Renna è stato l’ultimo a raccontare la sua “verità” in Corte d’Assise a Udine nella passata udienza del processo a carico di Ruotolo, ex militare 27enne di Somma Vesuviana. Sei ore e mezza di domande e risposte, spesso contrastanti e che hanno riguardato anche la presunta lite tra Trifone e Giosuè Ruotolo, dopo la scoperta da parte del primo dei messaggi molesti inviati su Facebook alla fidanzata Teresa ed attribuiti proprio all’ex commilitone. In merito il teste ha raccontato: “Quel giorno di novembre Giosuè rincasò con una ferita al labbro inferiore, uno zigomo tumefatto e una fasciatura al polso destro che indossò per circa una settimana”. Come riporta Il Messaggero Veneto, però, queste lesioni non sarebbero mai state notate da chi lavora a stretto contatto con l’imputato, tra cui Giovanni Sucato, militare a Cordenons, il quale confermò solo di aver notato la lesione al labbro, secondo il quale riconducibile ad una screpolatura da colpo di freddo. La verità su quanto accaduto il 17 marzo 2015, a distanza di 14 udienze del processo a carico di Ruotolo appare ancora molto lontana.

E’ in corso il processo per il delitto di Trifone e Teresa. Imputato di fronte alla Corte d’Assise di Udine per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza è Giosuè Ruotolo. Lunedì prossimo 30 gennaio è prevista la nuova udienza del processo nei confronti dell’ex militare di Somma Vesuviana. In attesa dell’udienza la criminologa Roberta Bruzzone fa il punto sulle novità del caso sulle pagine del settimanale Giallo. Riguardo al delitto di Trifone e Teresa, Bruzzone sottolinea che la dodicesima udienza del processo che si sta celebrando in Corte di Assise a Udine nei confronti di Giosuè Ruotolo è stata “di fondamentale importanza per mettere a fuoco il presunto movente dell’omicidio”. “Gli esperti del Ros di Roma – spiega Bruzzone – hanno esaminato i pc, i cellulari,le mail e i profili social di Ruotolo, nonché il cellulare della fidanzata, Rosaria Patrone, a processo per favoreggiamento. E’ emerso che esistono tre profili Facebook “Anonimo Anonimo” e non, come si credeva, solo uno, ossia quello creato nella caserma in cui lavorava Ruotolo e usato per perseguitare Teresa”. La criminologa aggiunge poi che “gli altri due sono stati individuati analizzando il profilo Facebook di Teresa Costanza e il telefonino di Rosaria”. E quindi ora “la posizione di Ruotolo, a mio avviso, è davvero compromessa”, conclude Bruzzone.

Continua il maxi processo in Corte d’Assise di Udine e relativo al duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza. La prossima udienza a carico dell’unico imputato, Giosuè Ruotolo, è fissata a lunedì venturo, 30 gennaio, ed andrà a chiudere un mese importantissimo per il destino giudiziario dell’ex militare di Somma Vesuviana. Nei giorni scorsi si sono svolte, a distanza ravvicinata, le udienze numero 13 e 14 del processo, le quali hanno avuto come protagonisti indiscussi i due coinquilini di Giosuè Ruotolo: Sergio Romano e Daniele Renna. Il primo giovane ha dominato la penultima udienza, rivelando dettagli sul rapporto con Trifone e sulle liti tra il militare ucciso e l’ex commilitone ora imputato nel processo. Sette lunghe ore e mezza di interrogatorio alle quali hanno fatto seguito, nell’udienza successiva, sei ore e mezza di deposizioni contrastanti da parte di Renna. Come rivela Il Messaggero Veneto online, quest’ultimo sin dalle prime battute ha manifestato una certa confusione, tanto da spingere il pm Vallerin a porgli una domanda più che giustificata: “Vuole coprire qualcuno?”. L’ex coinquilino di Trifone e Giosuè, dopo aver negato categoricamente ha tentato di spiegare il suo reiterato cambio di versione, per un totale di otto volte, non solo in riferimento alla sera del duplice omicidio di Trifone e Teresa ma anche sui mesi successivi. A sua detta, inizialmente era certo di aver visto Ruotolo giocare con il videogame. Non era sua intenzione coprirlo ma dopo gli input dei pm, improvvisamente ebbe un “flash” che lo indusse al cambio di versione. Le dichiarazioni di Daniele Renna, dopo aver contribuito in passato – insieme a quelle dell’amico Sergio Romano – a portare dritto in carcere Giosuè Ruotolo (come dichiarato da uno degli avvocati della difesa), in occasione dell’ultima udienza hanno rappresentato un ulteriore punto a favore dell’accusa. Il giovane teste ha infatti confermato di aver visto il suo inquilino uscire di casa la sera in cui Trifone e Teresa furono uccisi, il 17 marzo 2015. “Aveva un bomber grigio, pantaloni della tuta grigio acetato e scarpe ginniche. E non aveva il borsone da palestra”. Con queste parole, dunque, Renna avrebbe smentito le parole dell’imputato, il quale aveva dichiarato agli inquirenti di essere uscito quella stessa sera con l’intento di allenarsi. Le parole di Daniele Renna non sono passate del tutto inosservate all’imputato, il quale in aula è apparso visibilmente agitato, tanto da aver spesso parlato all’orecchio dei suoi legali. L’avvocato Giuseppe Esposito, che insieme all’avvocato Rigoni Stern rappresentano la difesa di Ruotolo, ha sottolineato come il proprio assistito, nel corso dell’ultima udienza, abbia partecipato in modo attivo alla difesa, “tanto da suggerire alcune domande”. Giosuè Ruotolo, a quanto pare, avrebbe ancora tanto da dire. E, come assicurano i suoi stessi legali, “lo farà anche prima dell’esame a cui sarà sottoposto. Rilascerà altre dichiarazioni spontanee”.

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