Apollo 1 / “C’è un incendio in cabina!”: cinquant’anni fa la tragedia che costò la vita a tre astronauti (oggi, 27 gennaio 2017)

- La Redazione

Apollo 1: 50 anni dalla tragedia di Cape Kennedy che scolvolse l’America. La navicella spaziale si incendiò e uccise i 3 astronauti (oggi, 27 gennaio 2017)

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Una rampa di lancio
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Era il 27 gennaio 2017 quando ci fu uno degli incidenti che sconvolsero gli Stati Uniti d’America, ossia quello dell‘Apollo 1, la navicella spaziale che prese fuoco a causa di un incidente e che costò la vita ai membri dell’equipaggio presenti a bordo. Questo era composto dai tre astronauti Virgil I. Grissom, Edward H. White e Roger B. Chaffee: “C’è un incendio in cabina, stiamo bruciando!”, è il tragico messaggio che i tre astronauti mandarono prima di morire. Per loro non ci fu nulla da fare: a causa del materiale delle loro tute, del fatto che non potevano aprire il portellone (apribile solo dall’interno e con la capsula non pressurizzata), e a causa dell’ossigeno pressurizzato, l’incendio divampò e li uccise in meno di 15 secondi. I tre astronauti morirono durante una prova di conteggio mentre erano nella loro capsula sulla rampa di lancio degli Stati Uniti. Fu la prima volta che qualcuno morì in un incidente spaziale in America.

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A I tre astronauti dell’Apollo 1 non morirono bruciati, ma a causa delle esalazioni velenose che si sprigionarono nella navicella spaziale. Furono quelle a ucciderle prima del fuoco. Le cause dell’incendio sono state attribuite a un corto circuito, ma sono molte le colpe che vengono imputate a una mancanza di sistemi di sicurezza adeguati nelle navicelle: “La Commissione non fu mai in grado di stabilire con certezza le cause, ma gli indizi portavano a un corto circuito nel cablaggio sotto il sedile di Gus”, ha detto Walter Cunningham (equipaggio di riserva dell’Apollo 1) al quotidiano La Stampa. E Pete Conrad, che andò sulla Luna con l’Apollo 12, ha dato qualche indizio in più sui sistemi di sicurezza usati: “Furono trascurati molti aspetti importanti. Noi stessi, che collaborammo con la Commissione, suggerimmo subito che l’atmosfera interna di solo ossigeno era un errore, e lo avevamo detto fin da quando quella capsula arrivò a Cape Kennedy nell’estate 1966. E poi i cavi non erano protetti in modo sicuro cosi come l‘isolamento in teflon. Dai cavi erano possibili fughe di refrigerante combustibile e corrosivo”, ha detto l’astronauta a La Stampa. Oggi negli Stati Uniti sono organizzate manifestazioni per ricordare questa triste ricorrenza.

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