TERREMOTO E NEVE IN ABRUZZO/ Nuova emergenza, il teramano si sta sbriciolando

- Fabio Capolla

Ieri c’è stato un rialzo di temperature e la neve ha cominciato a sciogliersi. Ma non è sempre una buona notizia, perché porta una nuova emergenza, quella delle frane. FABIO CAPOLLA

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Persone recuperate dalla protezione civile (LaPresse)
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Si scioglie la neve. E questa dovrebbe essere una bella notizia. Ma non è così dappertutto e non è così per tutti. Gli elicotteri adesso sono in volo per fotografare la situazione delle strade di montagna, perché diversi paesini sono diventati nuovamente irraggiungibili. Così in provincia di Teramo se la provinciale 52, a Valle Castellana, è tranciata in due da una frana e da una slavina in direzione Macchia da Sole con l’unico modo per raggiungere la frazione dato da una strada che allunga di molto la percorrenza ed è anch’essa a rischio frane, non va meglio sulla 23 di Atri Cellino, dove la situazione è particolarmente critica e si rischia l’isolamento di un’intera vallata.

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Ieri, in un altro sopralluogo aereo, i tecnici per il monitoraggio e la mappatura dei fenomeni franosi avevano sorvolato Castel Castagna, il Pilone, la Vallata del Fino, l’area Tordino-Vomano, Atri, Roseto, Mosciano, Bellante, Campli, Teramo e Collurania, con la Provincia che ha coordinato anche il lavoro di dieci squadre di volontari della Protezione Civile inviati a Castelli, Fano Adriano, Villa Colle, Crognaleto, San Pietro, Poggio Umbricchio e San Giorgio. L’intero entroterra teramano si sta sbriciolando. Strade che non esistono più, crollate insieme a tratti di montagna o di collina. Una nuova emergenza, che prevede tempi di ripristino molto lunghi. In questi casi, infatti, servono vere e proprie opere di ricostruzione e nessun ente locale ha i soldi per effettuare gli interventi. Così rimangono isolati allevamenti in montagna e anche chi aveva insistito per rimanere nella propria abitazione ora si trova fuori dal mondo.

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A risolvere alcune questioni, nel comune di Crognaleto ci ha pensato il sindaco, non nella sua veste di primo cittadino ma di vigile del fuoco. Il suo lavoro. Da portare in salvo c’erano due fratelli, Valentino e Zemilde Fragassi, 73 e 92 anni, gli unici due abitanti rimasti della frazione Aiello di Crognaleto. Sono stati raggiunti e portati in sicurezza grazie al loro sindaco pompiere. Giuseppe D’Alonzo, primo cittadino di Crognaleto, era il caposquadra dei vigili del fuoco, a capo di una spedizione che ha tratto in salvo dopo otto giorni di isolamento, dentro una casa danneggiata dal sisma e circondata da oltre due metri di neve, l’anziana donna e il fratello. Una squadra mista di soccorritori, vigili del fuoco, corpo nazionale di soccorso alpino della Calabria e militari dell’Aeronautica è riuscita a raggiungere l’abitato della frazione montana. “Fosse calato anche il mondo io dovevo venire a prenderti”, le ha detto D’Alonzo che poi ha dovuto sudare non poco per convincere la coppia a lasciare la casa e raggiungere i figli a Palombara Sabina. Il sindaco ha promesso a Zemilde di riaccompagnarla nella sua abitazione in primavera, sperando che per allora la casa in montagna, 1.200 metri di quota, sarà ristrutturata.

Ma di storie come quella dei due fratelli adesso con le frane ce ne sono diverse. Anziani pronti a sfidare freddo e intemperie pur di non abbandonare i luoghi dove sono nati, cresciuti, incapaci di affrontare un mondo che, in molti, non hanno mai visto in vita loro. Ma le frane rendono fantasmi interi centri abitati, impossibile portare viveri, garantire la luce, i collegamenti telefonici. E con lo sciogliersi della neve alle abitazioni si avvicinano cinghiali e lupi, sempre più in cerca di cibo.

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