TRIFONE RAGONE E TERESA COSTANZA/ Giosuè Ruotolo e gli inquilini Daniele e Sergio: l’astio nei confronti della vittima (oggi, 28 gennaio 2017)

- La Redazione

Trifone Ragone e Teresa Costanza: Rosaria Patrone in aula per la prima volta il 30 gennaio. Si vede con Giosuè Ruotolo per la prima volta dopo un anno (oggi, 27 gennaio 2017)

trifone_ragone_chilhavisto
Trifone Ragone e Teresa Costanza
Pubblicità

L’unico imputato per l’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza resta sempre Giosuè Ruotolo, l’ex commilitone di Trifone, accusato di aver ucciso a sangue freddo i due fidanzati di Pordenone il 17 marzo del 2015. Ma cos’avrebbe spinto il militare a compiere un’azione simile? Qual è il movente? Nel corso della puntata di ieri di Quarto Grado ci si è concentrati sulle abitudini della vittima nell’appartamento di via Colombo, quello condiviso con Giosué e altri due inquilini. Ed è proprio tra queste mura che sarebbe maturato l’astio che gli inquilini Daniele e Sergio avrebbero condiviso con Giosué nei confronti della vittima. In una chat denominata The Family, i tre parlavano di Trifone in modo dispregiativo, lamentandosi della sua scarsa collaborazione nelle faccende di casa, e soprattutto dell’abitudine di portare più donne in casa. Un atteggiamento che, dopo il trasferimento di Trifone a casa di Teresa, avrebbe convinto i 3 a dividere la spesa per l’acquisto di una telecamera nel caso in cui Trifone, ancora in possesso delle chiavi dell’appartamento, avesse deciso di utilizzare l’abitazione come rifugio d’amore.

Pubblicità

Rosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo, dovrà intervenire in aula come testimone al processo per la morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due ragazzi uccisi il 17 marzo 2015 mentre erano in macchina davanti il Palazzetto dello Sport di Pordenone. Rosaria Patrone risulta indagata per favoreggiamento, in quanto accusata di aver coperto il fidanzato Giosuè Ruotolo, a oggi unico indagato per il brutale omicidio. La ragazza avrebbe nascosto agli inquirenti che dal suo cellulare Ruotolo la contattava tramite dei profili social falsi fingendo di essere un’ex fidanzata di Trifone, e la perseguitava. I legali di Rosaria Patrone, avevano chiesto di ottenere il patteggiamento, che però gli è stato rifiutato dai giudici. Il 30 gennaio quindi, Rosaria Patrone sarà in aula e, secondo quanto dichiarato dai suoi avvocati al Gazzettino, vuole dire tutto quello che sa. Rosaria Patrone e Giosuè Ruotolo non si vedono da un anno.

Pubblicità

TL’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza è uno dei più efferati avvenuti negli ultimi anni. Il cerchio degli inquirenti sembra stringersi intorno a Giosuè Ruotolo: gli elementi per incriminarlo sembrano esserci tutti, l’unica cosa che manca è la confessione del ragazzo. Un elemento cardine per la sua condanna potrebbe essere proprio la testimonianza della sua fidanzata Rosaria Patrone che, secondo i suoi legali, avrebbe protetto Ruotolo non per l’omicidio di Trifone e Teresa, ma solo per il fatto che aveva usato Facebook in caserma (cosa che si configura come reato amministrativo e non penale). La ragazza, come rivelato da Il Giorno, era balzata all’occhio delle cronache per il fatto che si era finta pazza dopo aver scoperto dei messaggi che Ruotolo mandava a Trifone e Teresa: timorosa che scoprissero che era stato il ragazzo, ha mandato numerosi sms deliranti per salvare la sua carriera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori