DOINA MATEI / Omicidio della Metro: la sua nuova vita senza social network (Oggi, 29 gennaio 2017)

- La Redazione

Omicidio metro Roma, Doina Matei uccise la 23enne Vanessa Russo nel 2007, in seguito ad una lite avvenuta in metropolitana. La semilibertà era stata revocata nel 2015 (29 gennaio 2017).

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Immagini di repertorio (LaPresse)
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Doina Matei sta per iniziare una nuova vita dopo quanto avvenuto nel 2007, in seguito all’uccisione di Vanessa Russo avvenuta in metro dopo una lite. La vittima di appena 23 anni fu colpita in un occhio con un ombrello. La 31enne di origini romene è ora stata affidata in prova ai servizi sociali e, come riporta La Voce di Venezia online nel darne notizia, l’attuale regime è molto più simile alla libertà di quanto non si possa credere. Ad accogliere positivamente la richiesta avanzata dal legale della 31enne, l’avvocato Carlo Testa Piccolomini, è stato il tribunale di sorveglianza di Venezia. La donna, dunque, vivrà in una casa a Mestre messa a disposizione dall’Uepe, dove resterà fino al 2020, quando cioè è prevista la fine della sua pena. Tra i divieti imposti dal tribunale salta all’occhio quello legato all’utilizzo di social network (anche sotto falsa identità). Un obbligo, questo, che deriva da quanto avvenuto nell’aprile scorso, quando nel corso del regime di semilibertà Doina Matei aveva postato su Facebook alcune foto che la ritraevano sorridente al mare. Questo aveva fatto indignare non poco la famiglia della vittima scatenando i commenti negativi del popolo del web. Il tribunale in quell’occasione le sospese la semilibertà, salvo poi ripristinare il regime ritenendo che si fosse trattato sì di un errore, ma non così grave da incidere in modo importante nel processo rieducativo in corso.

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Sentenza inaspettata per Doina Matei, la donna di origini romene che nel 2007 uccide la giovane Vanessa Russo con un’ombrellata nell’occhio. Il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha infatti accolto la richiesta del legale della Matei, l’avvocato Carlo Testa Piccolomini: la donna verrà quindi affidata ai servizi sociali e trasferita in una casa dell’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna) sita a Mestre, in provincia di Venezia. Doina Matei dovrà rimanere nella casa fino al febbraio 2020 e sottoporsi ad una serie di prescrizioni da osservare nel dettaglio. Se così non fosse le regole parlano infatti chiaro e la donna verrà riportata in cella. Sarà previsto inoltre il rientro per le 22, fino alle 6 del giorno successivo, senza che possa allontanarsi dalla città o raggiungere l0calità estere. Vietato anche l’utilizzo dei social network, dato che fu proprio questa violazione della semilibertà, avvenuta lo scorso aprile, che spinse il Tribunale a sospendere il provvedimento. In quell’occasione, rivela La Repubblica, Doina Matei aveva postato una foto che la riprendeva al mare, sorridente, suscitando le reazioni della famiglia della vittima, Vanessa Russo. 

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