ULTIME NOTIZIE/ Di oggi, ultim’ora: Francia, Benoit Hamon ha vinto le primarie socialiste. Andrà alle presidenziali (29 gennaio 2017)

- La Redazione

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: il Messico reagisce al protezionismo americano; ammonta a 10 milioni di euro il budget speso da Silvio Berlusconi per le “sue” ragazze (29 gennaio 2017).

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Donald Trump (immagine d'archivio)
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Arrivano novità importanti dalla politica francese con Benoit Hamon che ha vinto le primarie socialiste e sarà quindi lui a partecipare alle presidenziali francesi per il suo partito. Erano sette i candidati tra cui alla fine p stato scelto proprio l’uomo con un grande vantaggio. Secondo i dati parziali comunicati da EuroNews.com infatti questi ha preso ben il cinquantotto per cento dei voti mentre Valls si è fermato al quarantadue. Benoit Hamon è stato in passato Ministro dell’educazione in Francia ed era uscito dal governo per dei problemi proprio con Valls all’epoca Premier. Una delle proposte più interessanti in caso di elezione è quella del reddito di cittadinanza. Staremo a vedere se arriveranno novità e magari anche i numeri ufficiali in questione.

Una scossa di magnitudo 3.8 gradi della scala Richter registrata stamane alle ore 6 e 10 nella zona di Amatrice, ha provocato il crollo della parte destra della chiesa di sant’Agostino. Resta ormai in piedi solo parte della facciata, a questo punto presumibilmente verrà interamente rasa al suolo. Nessuna persona è stata coinvolta nel nuovo crollo, ennesimo segnale di una situazione sismica mai placatasi da mesi e che sembra possa continuare non si sa quanto ancora a lungo. 

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Ann Donnelly, giudice federale di New York, ha emesso una ordinanza urgente benché temporanea che va contro quella del presidente Trump. L’ordinanza del giudice approvata con l’American Civil Liberties Union permette a tutti coloro che al momento si trovano bloccati negli aeroporti americani in seguito al divieto per i cittadini di sette paesi a maggioranza islamica di entrare o lasciare gli Stati Uniti nei prossimi quattro mesi, una ordinanza giustificata dal fatto che si tratta di paesi a rischio terrorismo islamico. Circa duecento persone si trovano al momento bloccate in diversi aeroporti americani con il divieto di entrare nel paese anche se hanno dei permessi di immigrazione validi. I paesi sottoposti al divieto sono Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Di fatto viene proibito l’ingresso a tutti i profughi e a chi scappa da guerre in corso. Migliaia le persone che stanno dimostrando in queste ore contro il decreto Trump.

Era nascosto in un appartamento a Gioia Tauro in Calabria, dove le forze di polizia lo hanno sorpreso e arrestato. Si tratta del reggente della cosca che fa riferimento al suo nome, Antonio Pesce, 34 anni. Le accuse sono associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti. Nel 2016 nei suoi confronti era stato emesso un provvedimento di fermo, ma lui si era reso latitante. Dopo lunghi appostamenti le forze dell’ordine lo hanno arrestato in un appartamento dove si crede fosse andato a trovare la moglie e i figli. 

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Stop immediato per 4 mesi per tutti i cittadini che vogliono raggiungere l’America, e che provengono dai 7 paesi considerati a rischio terrorismo. Questa la decisione del presidente Trump, che mantiene così le promesse fatte in campagna elettorale. I cittadini che provengono da Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen hanno infatti il divieto di entrare nel Paese a stelle e strisce. Immediate le ripercussioni: centinaia di viaggiatori sono stati bloccati agli aeroporti di partenza o rispediti indietro al loro arrivo negli aeroporti americani. Trump ha inoltre sospeso il rinnovo automatico del visto lavorativo per i cittadini dei Paesi a maggioranza islamica. Con un altro decreto immediatamente esecutivo, il Presidente ha rafforzato le forze armate americane, spostando dei fondi federali, che adesso saranno destinate alla costruzione di nuovi aerei da combattimento, e di nuove navi per la marina USA.

Appare al mondo come la lotta tra Davide e Golia, quella che in queste ore vede impegnati i governanti del Messico e l’America di Donald Trump. In tutto il Paese centroamericano impazza infatti la voglia di boicottare i prodotti a stelle e strisce, e a farne le spese sono i simboli dello strapotere americano a partire dalla Coca Cola, che nelle ultime ore ha visto dimezzare temporaneamente il proprio fatturato. Ma ad essere boicottati non sono solamente bevande o generi alimentari, ma i prodotti americani più disparati. Molti miliardari, non ultimo Carlos Slim, hanno infatti deciso di dire stop alla tecnologia Made USA, usata nelle sue industrie. La lotta commerciale cerca poi di interrompere anche lo “shopping oltre frontiera”, quella modalità d’acquisto che vedeva l’alta borghesia messicana recarsi in America allo scopo di acquistare gioielli e vestiti. Insomma una vera e propria guerra commerciale, che potrebbe comportare all’industria americana danni per miliardi di dollari.

10 milioni di euro, questa è la cifra spesa dall’ex premier Silvio Berlusconi per mantenere quella che in molti vedono come una “scuderia” di ragazze assetate di denaro. La cifra emerge dalle dichiarazioni del collaboratore storico dell’ex Cavaliere, quel ragionier Spinelli che si occupava dei pagamenti periodici, disposti e autorizzati dall’imprenditore meneghino. Ad analizzare le cifre, si nota come circa il 70% della spesa sia transitata nelle mani di Ruby, ragazza messinese di origini marocchine ed ospite fissa delle cene eleganti ad Arcore. I pagamenti che per la procura meneghina rientrano nel reato di corruzione, sono stati stigmatizzati dalla difesa di Berlusconi, che ironicamente chiede che nel codice penale sia contemplato il reato di “generosità”. 

Un’affermazione polemica, quella fatta ieri dal presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Piercamillo Davigo, che durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario della procura di Milano, ha accusato il ministro della Giustizia Orlando di violare l’indipendenza dei magistrati. La polemica sottolinea la tensione in corso tra l’esecutivo e il potere giudiziario e sono molti i magistrati che si sentono defraudati della loro indipendenza, un’indipendenza che come ha ricordato lo stesso Davigo è sancita dalla costituzione italiana. Nella stessa manifestazione, il Procuratore Generale di Milano Roberto Alfonso  ha sottolineato come la procura meneghina sia al collasso per mancanza di organico.

Dopo i primi due quarti di finale della coppa nazionale, squadre in campo per la 22^ di serie A. Ieri in campo per gli anticipi di giornata, Lazio – Chievo e Inter – Pescara, oggi tutte le altre: la Juventus è attesa all’esame Sassuolo, che nella scorsa stagione ha rappresentato lo spartiacque per la squadra di Allegri. Nella prima partita si è visto uno spettacolo che solo l’imprevedibilità del calcio può dare, La Lazio è stata padrona del campo per 90 minuti, ma è stata beffata sul finale da un goal del gialloblu Inglese. Estrema delusione per Inzaghi, che a fine partita ha sottolineato come il portiere avversario sia stato determinante almeno in 5 occasioni, soddisfazione invece da parte dell’allenatore veneto Maran, che ha ricordato la grande voglia a non mollare mai dei suoi giocatori.

Un mito, un supereroe, un uomo di altri tempi: si sprecano gli appellativi per Gianluigi Buffon, portiere della Juve e della nazionale che ieri ha compiuto 39 anni. Il super Gigi nazionale ha ricevuto gli auguri da tutto il mondo, con molti colleghi pronti a sottolineare non solamente la sua grande forza tra i pali, ma anche il carisma di un uomo che è riconosciuto come leader incontrastato. E non solamente tra i bianconeri ma anche nella Nazionale italiana. Il portiere, come al suo solito con l’umiltà che lo contraddistingue, non ha voluto commentare ed ha invece affidato il ringraziamento a quei social che lo vedono spesso protagonista. Bellissimo anche l’omaggio della sua squadra di club: la dirigenza della Juve che ha deciso di pubblicare un video in cui si vede il miglior Gigi di sempre. 

Un successo alquanto facile, sottolineato dal classico risultato di 2 a 0 (6-4 6-4) per Serena Williams, che agli Australian Open doma la sorella Venus e riconquista il primo posto nella classifica mondiale. Partita immediatamente iniziata bene dalla più piccola delle sorelle, che fa vedere una maggiore fisicità da fondo campo, fisicità che la porta a martellare la sorella senza soluzione di continuità. Venus prova a reagire ma troppo lo strapotere della congiunta, che in meno di un ora e mezzo di gioco, mette in carniere il suo settimo successo australiano. Con la vittoria di ieri, Serena conquista il suo 72° trionfo in carriera, e stacca la sorella nelle sfide ufficiali, sfide che adesso vedono indietro Venus per 17 a 11. 

Due belle gare quelle di Sofia Goggia e Peter Fill: entrambi gli atleti azzurri si sono accomodati sui secondi gradini dei rispettivi podi. L’azzurra ha mancato il bersaglio grosso dell’oro per soli cinque centesimi di secondo. Dinnanzi a lei infatti nella libera di Cortina d’Ampezzo la svizzera Lara Gut, protagonista al termine della gara di una polemica con la nostra portacolori, per una presunta litigata ai piedi del podio. L’italiano nel recupero della libera di Garmisch conquista il 17° podio in carriera, e si arrende solamente all’austriaco Hannes Reichelt, che scia in modo veramente perfetto. Due podi che non fanno altro che legittimare un annata d’oro dello sci italiano, un movimento che sembra essere tornato agli antichi splendori dei tempi di Alberto Tomba. 

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