Meningite / L’Aquila, nuovo caso non contagioso: polemiche in Calabria dopo la morte di Vibo Valentia (ultime notizie oggi, 31 gennaio 2017)

- La Redazione

Meningite, ultime notizie 31 gennaio 2017: donna 56enne di Sassari è il primo caso di contagio in Sardegna. Ricoverato 17enne a Bari, non era vaccinato contro meningococco di tipo C.

sanita_virus_mediciR439
Immagini di repertorio (Fonte Lapresse)

Scatta un nuovo casa a L’Aquila di meningite batterica anche se i primissimi esami dell’ospedale smentiscono l prime voci uscite stamane per cui vi sarebbe il forte pericolo di contagio in tutta la Regione. Come sempre, di fronte ai vari casi di meningite occorre molta attenzione prima ri rivelare notizie false o tendenziose. In questo caso specifico, la paziente che si ritrova ricoverata in Abruzzo da domenica scorsa soffre di una forma di meningite ma non menigococcica, ovvero contagiosa per gli uomini. In una nota la Asl rassicura anche sulle condizioni della donna di 69 anni: «La paziente nei prossimi giorni verrà sottoposta a ulteriori esami, al fine di avere un quadro clinico più ampio e dettagliato; nel frattempo, viene sottoposta a terapie antibiotiche. Dal giorno del ricovero la donna presenta un netto miglioramento clinico. “Non vi sono motivi di allarme per la popolazione”, ha spiegato il dr. Grimaldi, “perché numeri e tipologia dei casi finora riscontrati, in provincia Aq e in Abruzzo, sono ampiamente nella norma». Intanto è forte polemica Calabria dopo la morte del ristoratore di Lamezia Terme ieri, spentosi nell’ospedale di Vibo Valentia dopo aver inutilmente tentato di applicare le cure anti-meningite. «Serve una forte presa di posizione della Regione sul caso di meningite: cosa dice la parte medica interessata che ha curato il nostro amico-concittadino a Vibo? cosa dicono gli organismi sanitari di Catanzaro? Nonostante il Direttore Generale si è espresso, sembra che le sue rassicurazioni non abbiano sortito grandi effetti nella città di Lamezia Terme e in tutta la provincia. Ecco perché sollecitiamo una presa di posizione della Regione, un tavolo di responsabilità», spiega in una nota la Uil Fpl Calabria.

Nuovo caso di meningite: è stato registrato in Veneto e riguarda una piccola bambina che è stata ricoverata sabato 28 gennaio nel Reparto di Pediatria dell’ospedale Pietro Cosa di Camposampiero. Non è ancora chiaro il tipo di meningite contratto dalla bimba, né l’Ulss 6 ha rivelato l’età della paziente, ma al momento si sa che le sue condizioni «non sono giudicate preoccupanti». Nella nota diffusa dall’azienda sanitaria è stato reso noto che è stata subito avviata la profilassi per i contratti ristretti, perché il quadro clinico suggerirebbe «un’infezione con possibile diffusibilità». Inoltre, l’intervento è stato ristretto al nucleo familiare perché la piccola non frequenta ancora la comunità, come l’asilo nido, a causa della sua giovane età. Proprio per questo comunque non era ancora concluso il ciclo vaccinale che stava seguendo. Piccoli segnali di miglioramento, invece, registra la donna di 56 anni colpita da meningite del sierotipo Y, ma le sue condizioni restano molto gravi. La donna, ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, è ancora sedata e intubata, tenuta in coma farmacologico dai medici, che le stanno somministrando una terapia antibiotica. 

Purtroppo si torna a parlare di meningite dopo gli ultimi tre casi segnalati oggi: la Sardegna con il primo caso certificato, la Puglia con un 17enne ricoverato in serie condizioni di vita, e ora purtroppo anche la morte di un 50enne a Vibo Valentia in Calabria, con il forte sospetto si tratti proprio del virus meningococco C. Come riporta Tg Com24, «L’uomo, Giuseppe Iannazzo, titolare di un ristorante a Lamezia Terme, era stato ricoverato 15 giorni fa nel reparto di rianimazione ed era stato successivamente trasferito nell’unità di Malattie infettive di Vibo». Purtroppo nonostante le terapie a cui è stato sottoposto, Iannazzo è deceduto venerdì ma la notizia si è appresa soltanto ad inizio settimana: ancora deve essere prodotta tutta la profilassi per comprendere se il virus sia stato sparso anche in altri conoscenti o parenti della vittima e se soprattutto si tratti con certezza di un altro caso di meningite in questi ultimi mesi

Si torna a parlare di allarme meningite in Italia, dopo che un 17enne di Bari è stato ricoverato all’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ per aver contratto una meningite di origine meningococcica. Come riportato dall’Ansa, a confermare l’avvenuto contagio dell’adolescente è stata la dottoressa Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico regionale. In questo momento il ragazzo versa in condizioni che sono state definite “discrete”, mentre un medico dell’Asl di Bari ha provveduto ad effettuare la profilassi sui familiari, sugli amici e sui compagni di classe venuti a contatto con lo studente in questi ultimi giorni. Maria Chironna, responsabile del laboratorio di epidemiologia molecolare dell’unità operativa di Igiene del Policlinico che ha diagnosticato il caso di meningite, riferendosi al mancato vaccino del 17enne, a La Repubblica ha commentato:”Sarà fatta la verifica da sierogruppo, se fosse confermato che si tratta di un meningococco di tipo C vuol dire che questo poteva essere un caso evitabile”.

Il primo caso di meningite in Sardegna è quello di una donna di 56 anni residente nel territorio dell’Anglona, in provincia di Sassari. La donna, come riportato dall’Ansa, è stata ricoverata tre giorni fa nell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari dopo una diagnosi di meningite di sierotipo Y. Le condizioni della paziente, a detta della direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria, restano stazionarie, con la donna che in questo momento secondo il bollettino medico diramato ieri “resta in stato di coma farmacologico e prosegue la terapia antibiotica”. Ricoverata nel reparto di Rianimazione, la 56enne presentava molti dei sintomi che caratterizzano lo “streptococcus pneumoniae”, una forma di meningite che si caratterizza per la comparsa di macchie rosso porpora e torpore accentuato. Sempre l’Ansa riferisce che il protocollo di profilassi è stato attivato a partire dall’arrivo della donna in ospedale con un’ambulanza del 118.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori