TRIFONE E TERESA / News, Giosuè Ruotolo: udienza tecnica in corso, implementate nuove date del processo (Oggi, 30 gennaio 2017)

- La Redazione

Trifone e Teresa, ultime news: nuova udienza del processo a carico di Giosuè Ruotolo. In aula i due ingegneri autori della superperizia che incastrerebbe l’imputato.

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Trifone Ragone e Teresa Costanza
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Quella in corso in corte d’Assise a Udine, dove si sta svolgendo il processo per il duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, è da considerarsi un’udienza prettamente tecnica. L’unico imputato resta l’ex militare 27enne Giosuè Ruotolo protagonista assoluto dell’esame più importante e che potrebbe contribuire ad incastrarlo definitivamente, ovvero la perizia che lo colloca sul luogo del delitto proprio mentre Trifone e Teresa venivano freddati a colpi di pistola. I due ingegneri autori della perizia, Paolo Reale e Giuseppe Monfreda si sono alternati nel dare le loro spiegazioni, ricordando anche il problema degli orari non sincronizzati delle telecamere comunali. Quasi immediatamente però, all’inizio della nuova udienza, la Corte ha annunciato: “E’ inevitabile che si implementino le udienze”. La prossima del processo sulla morte della coppia uccisa a Pordenone nel marzo 2015 avrà luogo il prossimo lunedì 13 febbraio, mentre la successiva in programma per marzo sarà il 13 o il 17. La strada verso la verità su quanto avvenuto a Trifone e Teresa appare ancora lunga.

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Con la giornata odierna si chiuderà un mese denso di udienze nell’ambito del processo a carico di Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa. Oggi parleranno i due ingegneri che si sono occupati della realizzazione della superperizia e che potrebbe ora incastrare l’imputato. Dal lavoro dei due esperti, infatti, sarebbe emersa la presenza di Ruotolo, a bordo della sua auto, sul luogo del delitto nei momenti precisi in cui venivano esplosi i colpi di arma da fuoco che avrebbero ucciso Trifone e Teresa. Ma in aula la difesa di Giosuè è oggi pronta a dare battaglia. I due avvocati difensori del giovane ex militare 27enne, si sono infatti avvalsi di un proprio consulente di parte per dimostrare la propria tesi, come rivelato dal Messaggero Veneto. A loro detta, dunque, Giosuè Ruotolo aveva già lasciato il parcheggio quando furono esplosi i colpi di pistola. Eppure, stando alla superperizia dei due ingegneri nominati dal pm, si esclude che l’Audi A3 dell’imputato possa essersi messa in marcia prima del duplice delitto di Trifone e Teresa. Gli esperti hanno dimostrato, orario alla mano, come fosse impossibile la tesi difensiva di Ruotolo e come l’unica Audi A3 immortalata dalle telecamere fosse proprio la sua.

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Se in una prima fase dell’inchiesta, i coinquilini di Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa, avevano dato l’impressione di voler “coprire” l’amico, con le ultime udienze è emerso esattamente l’opposto. L’ex militare 27enne di Somma Vesuviana, infatti, si sarebbe sentito del tutto tradito, tanto da aver dimostrato non poca rabbia soprattutto nel corso della passata udienza, quando a parlare è stato Daniele Renna. Come riporta il sito Cronache della Campania, Renna avrebbe riferito di aver visto Giosuè, la sera del delitto di Trifone e Teresa, uscire di casa intorno alle 19:15. Il teste ha poi riferito che Ruotolo ha sempre sostenuto con loro di essere sceso quella sera per controllare il tagliando dell’assicurazione. “Non ci ha mai detto di essere andato in palestra”, ha aggiunto. E quando Daniele Renna lo vide nel tardo pomeriggio di quel maledetto 17 marzo 2015, mentre usciva di casa, alla domanda su dove stesse andando la risposta di Giosuè Ruotolo, oggi imputato, non sarebbe stata affatto tranquilla. “Fatti i c…i tuoi”, avrebbe replicato l’ex militare il quale, dopo l’ultima sentenza ed in attesa della prossima che si celebrerà nella giornata odierna, è tornato nel carcere di Belluno dove è detenuto da quasi un anno.

Questo lunedì 30 gennaio, andrà in scena l’ultima udienza del mese del maxi processo sul duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati uccisi a Pordenone il 17 marzo 2015. Unico imputato è l’ex militare 27enne Giosuè Ruotolo, che si prepara a quella che sembra essere la partita decisiva tra accusa e difesa, nell’ambito del nuovo appuntamento in Corte d’Assise a Udine. Le precedenti udienze non sono state meno importanti poiché, dando la parola agli ex coinquilini in qualità di testimoni, è stato possibile comprendere il contesto all’insegna di astio e rancori nel quale sarebbe maturato il progetto omicida del presunto assassino di Trifone e Teresa. Nell’ultima udienza di un mese piuttosto ricco di appuntamenti in aula, come rivela Il Messaggero Veneto, saranno chiamati a testimoniare i due consulenti tecnici nominati dai pm, nonché gli autori della super perizia che ha permesso agli inquirenti di collocare l’auto di Giosuè Ruotolo, l’Audi A3 grigia, sulla scena del delitto, ovvero nel parcheggio del Palasport di Pordenone dove Trifone e Teresa furono freddati a colpi di pistola qualche attimo dopo essere entrati nella vettura della ragazza. Si tratta di un lavoro complesso, quello compiuto dai due ingegneri, i quali sono riusciti a realizzare una ricostruzione spazio-temporale della scena del duplice delitto, grazie all’acquisizione delle immagini delle telecamere comunali e che hanno immortalato il tragitto compiuto dall’imputato con la sua auto, sia all’andata che al ritorno, proprio la sera in cui avvenne l’omicidio della coppia di fidanzati. L’allineamento delle telecamere che hanno permesso di ricostruire i movimenti di Giosuè Ruotolo è stato possibile grazie al Gps satellitare presente sulla Suzuki Alto bianca di Teresa, con il quale i periti sono risaliti all’orario preciso dei transiti dell’ex militare di Somma Vesuviana. Analizzando solo le telecamere, infatti, gli orari non combaciavano poiché i tre occhi elettronici, a detta degli esperti presentavano uno orario sfalsato di 4,23 minuti in meno rispetto a quello reale. Importante anche la presenza nelle immagini del runner Maurizio Marcuzzo, venti secondo dopo il passaggio dell’Audi A3 grigia. Una perizia che confermerebbe, secondo l’accusa, come sul posto, al momento degli spari, Giosuè Ruotolo fosse presente ma che non trova invece d’accordo la difesa dell’imputato, la quale invece ha annunciato battaglia in aula.

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