ALESSANDRO VITALETTI/ Ancona, professore ucciso con 22 coltellate: la preside, “studenti sotto choc” (oggi, 31 gennaio 2017)

- La Redazione

Alessandro Vitaletti, il professore d’Ancona ucciso con 22 coltellate. La lettera commovente degli alunni della vittima: “Grazie di averci spinto a dare il massimo” (30 gennaio 2017).

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Sono sotto choc gli alunni di Alessandro Vitaletti, il professore ucciso a Sassoferrato, in provincia di Ancona, da Sebastiano Dimasi, detto “Nello” o “il calabrese”, che sabato lo ha ucciso al distributore di benzina con 22 coltellate. Stefania Sbriscia, dirigente scolastica dell’Istituto Cosentini dove Vitaletti lavorava, a Il Resto del Carlino ha confidato:”Oggi è stata una giornata non facile. Gli studenti sono sconvolti, in una realtà così piccola come la nostra la violenza sembra una realtà lontana ed invece ci ha toccato da vicino. Ora siamo al fianco dei ragazzi per aiutarli a superare lo choc, per tutta la settimana due psicologi ed un pedagogista saranno a disposizione dei ragazzi, per percorsi individuali o di classe, e dei genitori che ne faranno richiesta. In soli quattro mesi di insegnamento Vitaletti era riuscito a farsi amare e stimare da tutti per la professionalità e la profonda umanità, ci mancherà molto”.

Ha lasciato sgomenta un’intera comunità l’omicidio di Alessandro Vitaletti, il professore di Sassoferrato ucciso a coltellate da Fabrizio Dimasi, il muratore calabrese fermato dai carabinieri che secondo le prime ricostruzioni non avrebbe accettato il fatto che la sua ex compagna si frequentasse con il docente di Lettere, anche lui separato. La famiglia Vitaletti, molto conosciuta e stimata a Sassoferrato, è stata così raggiunta da una notizia terribile. Come riportato da Il Resto del Carlino, a commentare l’omicidio di Vitaletti è stato il figlio maggiore, il 19enne Daniele:”Non potevamo mai immaginarci niente di simile. Mio padre era una persona calma e generosa, quello che è successo è fuori da ogni logica”. L’ultima volta si erano sentiti al telefono poco prima dell’omicidio, avvenuto davanti un distributore di benzina. Daniele aveva informato il prof che avrebbe cenato fuori con alcuni amici:”Bene, ci sentiamo più tardi”, ha risposto Vitaletti, senza sapere che quella sarebbe stata l’ultima volta che parlava con il figlio.

Proseguono le indagini sull’omicidio del professore di Ancona, Alessandro Vitaletti, ferrato lo scorso sabato sera a Sassoferrato da un uomo che conosceva bene. Il 55enne Sebastiano Dimasi si trova ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio ed ha sostenuto il primo interrogatorio, affermando che il tragico evento sia accaduto perché tentava di difendersi. Secondo la sua ricostruzione, il professore gli si sarebbe avventato contro inveendo contro di lui, obbligandolo a proteggersi dal suo attacco. In base alle indagini degli inquirenti, risulta invece che Dimasi era stato denunciato più volte dall’ex moglie, per via della sua forte gelosia e perché non aveva mai accettato che la donna avesse iniziato una relazione con la vittima. Alessandro Vitaletti sarebbe stato ucciso inoltre con 22 o 23 fendenti ed è proprio su questo particolare che il muratore, difeso dall’avvoccato Enrico Carmenati, dovrà fornire chiare spiegazioni. Attualmente l’arma del delitto, sottolinea Il Resto del Carlino, non è ancora stata ritrovata. Ed in merito alla sua notte in fuga, Sebastiano Dimasi avrebbe dichiarato di aver agito per paura, cercando riparo nella sua abitazione di Scheggia, in provincia di Perugia. 

La comunità di Sassoferrato, paese in provincia di Ancona in cui viveva Alessandro Vitaletti, si trova ancora sotto shock per via della tragedia. Il professore era conosciuto ed apprezzato fra i residenti, per via del suo animo generoso con cui spesso apriva le porte di casa ai bisognosi, soprattutto durante le feste. Lo ricordano così i familiari, pensando a quel posto o due a tavola che riservava sempre alle persone in difficoltà, magari perché sotto pressione dalla solitudine. Una vita dedicato all’altro ed allo studio, passione che aveva in comune con tutta la famiglia, non ultimo con il padre Domenico, noto preside delle scuole medie della cittadina. In particolare gli alunni della 3A della scuola media di Serra San Quirico, una delle classi a cui aveva insegnato Alessandro Vitaletti, ha scritto una commovente lettera in memoria della vittima. “Grazie di essere stato la nostra fonte di cultura per il futuro”, scrivono, “grazie di averci spinto sempre a fare di più, a dare il massimo”. La lettera è stata riportata dall’Istituto Costantini all’interno del sito ufficiale, condividendo il dolore di familiari ed amici del docente tragicamente scomparso. 

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