PRETE SFREGIATO A ROMA / Arrestato l’aggressore: il racconto dei testimoni (Oggi, 8 gennaio 2017)

- La Redazione

Prete sfregiato a Roma, ultime notizie: l’aggressore ha precedenti per droga e potrebbe soffrire di disturbi psichici. Movente ancora da accertare (oggi, 8 gennaio 2017). 

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Roma, Foro romano (LaPresse)

Fortunatamente sarebbero stati solo lievemente feriti i due preti sfregiati ieri da un senzatetto, Renzo Cerro, entrambi dimessi tra ieri sera e questa mattina. Mentre si attendono maggiori riscontri sul movente che avrebbe portato l’uomo ad aggredire i due religiosi nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, emergono le testimonianze dei presenti in chiesa. Repubblica.it ha riportato le parole di alcune delle 200 persone presenti, nessuna delle quali però avrebbe assistito al tragico ferimento. “Ho sentito gridare, poi ho visto uscire quell’uomo. Aveva ancora quel pezzo di vetro stretto tra le mani. Era sporco di sangue”, avrebbe raccontato. Dopo l’aggressione sono state udite in modo riconoscibile le urla di don Angelo e del giovane Adolfo Ralph, padre superiore dei Frati dell’Immacolata e dimesso ieri sera dopo essere stato medicato per una lieve ferita riportata. Il primo prete, invece, è tornato in basilica solo questa mattina.

Gli inquirenti che indagano all’aggressione a scapito di due preti della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, sono ancora alla ricerca del movente che avrebbe spinto il senzatetto Renzo Cerro a sfregiare i religiosi. Stando alle novità sulla vicenda rese note dal quotidiano Repubblica.it, l’aggressore avrebbe un trascorso di droga e reati di piccola entità ma quanto emerso, quando ha sfregiato il prete sarebbe stato lucido. La sua azione violenta per la quale ora è in carcere per lesioni gravissime, dunque, non sarebbe da attribuire ad un raptus. Intanto, dopo le dimissioni di Don Adolfo Ralph avvenute nella serata di ieri dopo aver riportato una ferita fortunatamente non grave, in mattinata di oggi sono giunte anche quelle del secondo prete sfregiato, Don Angelo Gaeta, in attesa di essere ascoltato dagli inquirenti nelle prossime ore. Entrambi i religiosi avrebbero dunque fatto ritorno nei rispettivi alloggi all’interno della basilica.

Brutta avventura, nella serata di ieri, per due preti della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, vittime di un’aggressione da parte di Renzo Cerro, senzatetto arrestato. Uno dei religiosi, Don Angelo Gaeta, dopo essere stato sfregiato al volto con un coccio di bottiglia era stato trasportato all’ospedale Umberto I della Capitale. Qui, come rivela Repubblica.it, è stato tenuto sotto osservazione per l’intera notte prima di essere dimesso questa mattina. Le sue attuali condizioni appaiono tutto sommato buone: il prete sfregiato a Roma avrebbe riportato una ferita fortunatamente non profonda dalla fronte al mento. Attualmente si trova presso il suo alloggio all’interno della Basilica, a Roma e nelle prossime ore sarà ascoltato dagli uomini del Comando di Piazza Dante, i quali stanno proseguendo con le dovute indagini sul caso che vede in arresto con l’accusa di lesioni gravissime l’aggressore Renzo Cerro.

Fermato Renzo Cerro, l’uomo che nella giornata di ieri ha aggredito due sacerdoti a Roma, mentre si trovavano all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore. Uno dei due religiosi è stato trasportato al policlinico Umberto a causa di una grave ferita al volto, mentre l’altro sacerdote ha riportato ferite più lievi. In base alle prime indiscrezioni, l’attentatore è originario di Roccasecca ed ha subito attaccato il sagrestano, padre Angelo Gaeta, colpendolo in pieno volto, per poi lanciarsi verso Adolfo Ralph, il padre superiore dei Frati dell’Immacolata. Immediato il blocco del 42enne alla stazione di Piazza Dante, sottolinea Adnkronos, grazie ad un’azione dei Carabinieri. Non si conoscono ancora in modo chiaro i motivi del suo gesto, ma a quanto sembra, il suo ingresso nella Basilica era dettato dalla ricerca di soluzioni ad alcuni problemi personali. Renzo Cerro, di 42 anni, soffrirebbe di disturbi psichici ed è già conosciuto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti per droga. Alle autorità avrebbe infatti riferito “la Chiesa non mi capisce”, giustificando così il suo folle gesto. Un’ipotesi non del tutto scartata dai Carabinieri, chee in queste ore stanno ancora accertando il movente. 

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