Buco di bilancio a Roma / Il debito della Capitale e l’intervista a Ignazio Marino: “la mia ricetta non piaceva” (PresaDiretta, 9 gennaio 2017)

- La Redazione

Il Sacco di Roma: bocciato il bilancio di previsione proposto dall’amministrazione di Viginia Raggi: quale sarà il piano di rientro? (PresaDiretta, 9 gennaio 2017). 

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Foro Romano (LaPresse)

Nell’inchiesta di oggi a Presa Diretta sul buco di bilancio a Roma Capitale, importante sarà il ritorno in scena di Ignazio Marino: l’ex sindaco criticassimo sia dal suo ex partito, il Pd, che da tutte le opposizioni, torna sulla questione del bilancio capitolino dopo i recenti guai del sindaco Raggi e della giunta M5s che proprio sul bilancio comunale ha visto la bocciatura a fine 2016 dell’Oref. Nel “sacco di Roma”, come viene chiamata l’indagine della giornalista Giulia Bosetti, l’intervista di Marino farà discutere visto i suoi ripetuti attacchi a tutte le precedenti e attuali amministrazioni comunali. Eccone un estratto preso da Repubblica: «Roma e’ stata costruita dalla seconda guerra mondiale ad oggi sul debito, spendendo soldi che spesso non esistevano. Al termine delle amministrazioni di Francesco Rutelli e di Walter Veltroni, il debito di Roma era arrivato ad una cifra mostruosa: 22,4 miliardi di euro. A quel punto nessun sindaco avrebbe potuto governare la citta’, la citta’ e i suoi conti avrebbero dovuto essere commissariati. Berlusconi e Tremonti con Alemanno scrivono una legge che scarica il debito storico di Roma su tutti gli italiani». Ma come Marino si spiega la sua uscita di scena? Per lui proprio per “colpa” del buco di bilancio romano e non per la storia degli scontrini; «Il mio mandato e’ terminato con diciannove consiglieri del Partito democratico e sette consiglieri di altri partiti, alcuni eletti con le liste dell’estrema destra, che vanno da un notaio e fermano quel percorso. Immagino che un percorso di risanamento economico- finanziario cosi’ severo e determinato non piacesse».

Il debito le 2008 registrato da Roma è arrivato ormai a 13 miliardi dieuro, fra cui 8,8 dovuti a debiti di natura finanziaria, come i mutui e 3,2 di natura non finanziaria, quindi come debiti dovuti ad un ritardo nei pagamenti. Al vaglio della Gestione commisariale e di Silvia Scozzese, commissario straordinario dal 2015 su nomina del governo, il piano di rientro è stato stipulato quando il debito ammontava a ira 9,5 miliardi di euro. Una cifra che è arrivata quasi al radoppio solo due anni più tardi, a causa del ritrovamento di 2 mila pratiche di espropri applicati fra gli anni ’60 ed i ’90. Ogni anno, come ha spiegato in un’intervia a Il Sole 24 Ore Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario, viene versato un contributo di 300 milioni di euro che proviene dallo Stato, a cui si aggiungono altri 200 milioni ricavati da una addizionale Irpef pari allo 0,4% e dalle tasse sui diritti di imbarco sui velivoli che da Roma raggiungono le destinazioni più disparate. PresaDiretta approfondirà l’argomento nella puntata di oggi, lunedì 9 gennaio 2017, grazie all’inchiesta “Il Sacco di Roma” condotta da Giulia Bosetti. A fare storcere il naso ai contribuenti, proprio il fatto che il debito venga sanato interamente con le tasse dei cittadini o di coloro che risiedono a Roma. La campagna elettorale di Virginia Raggi, sindaco della Capitale, si incentrava anche su questo aspetto. La Prima Cittadina ha portato avanti lo scettro della legalità e della trasparenza, proprio perché i famosi conti sembrano non tornare, specialmente per l’influenza di Mafia Capitale e la corruzione che ha investito il Campidoglio. Il bilancio di previsione per il periodo 2017-2019, presentato nello scorso aprile, è stato tuttavia bociato dall’organo di revissione economico-finanziaria di Roma (OREF), senza considerare la tempesta che si è abbattuta sul Movimento 5 Stelle e sulla Giunta, compromettendo del tutto un equilibrio politico. 



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