TRIBUNALE ECCLESIASTICO E SEGNATURA APOSTOLICA/ Cosa sono e come funzionano gli organi rinnovati dal Papa

- Niccolò Magnani

Tribunale Ecclesiastico e Segnatura Apostolica: cosa sono e come funzionano gli organi giudiziari appena rinnovati da Papa Francesco. Tra le nuove nomine anche il Card. Leo Burke

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Venerdì scorso Papa Francesco ha provveduto a nuove nomine negli organi principali vaticani, in particolare al Tribunale Ecclesiastico della Città del Vaticano e al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Proseguendo il percorso di rinnovamento tra nuovi uomini di fiducia e sostituzioni per limiti di età raggiunti, Papa Bergoglio ha scelto come nuovo Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico della Città del Vaticano Monsignor Denis Baudot del Clero dell’Arcidiocesi di Lyon, già Officiale del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Questo importante organo vaticano presiede quello che in Italia potremmo definire il Tribunale di Primo Grado del sistema giuridico della Chiesa Cattolica. L’intero sistema vaticano viene nominato direttamente dal Papa e si divide in Tribunale di prima istanza, la Corte d’appello e la Corte di Cassazione, esattamente come nel nostro sistema in Italia. In particolare, il Tribunale Ecclesiastico esiste dal 1929 ed è composto da tre magistrati, un presidente e un notaro. Il secondo grado è invece gestito dalla Corte di Appello attraverso sei giudici, tre laici e tre ecclesiastici, e da un promotore di giustizia.

ANCHE IL CARD. BURKE TRA LE NUOVE NOMINE

È il terzo tribunale vaticano ad essere noto comunemente come il tribunale della Segnatura Apostolica, quello di ultima istanza che giudica nel nome del Papa ed è presieduto dal Cardinal Dominique Mamberti. Le nuove nomine del Papa hanno condotto cinque nomi importanti come nuovi membri della Segnatura apostolica: «Il Papa ha annoverato tra i Membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica i Cardinali Agostino Vallini, Edoardo Menichelli, Raymond Leo Burke e Monsignori Frans Daneels, Johannes Willibrordus Maria Hendriks», spiega la nota del Vaticano dello scorso 30 settembre 2017. In particolare, importante è la nomina del porporato americano Burke, uno dei quattro cardinali firmatari dei “Dubia” sull’Amoris Laetitia di Papa Francesco, in contrasto su molti punti degli ultimi Sinodi sulla Famiglia proprio con il Pontefice argentino. «È anche l’unico membro del Collegio cardinalizio ad aver ripetutamente e pubblicamente parlato di una «correzione formale» al Pontefice», spiega Vatican Insider. Il Papa invece lo nomina per la sua profonda preparazione canonistica in una posizione delicata e assai importante all’interno dei vari casi pendenti tra pedofilia e accuse varie ad alcuni membri importanti della Chiesa Cattolica – come per l’arcivesvovo di Guam Anthony Sablan Apuron. Tra gli altri, importante anche la nomina del Vicario Emerito di Roma, Agostino Vallini, al fianco di Burke e degli altri tre nel ruolo di nuovi membri della Segnatura Apostolica.

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