Convivenza possibile fra fedi diverse?/ Il caso del Santo Sepolcro, conteso da cattolici, ortodossi, armeni…

- Silvana Palazzo

Convivenza possibile fra fedi diverse? Il caso del Santo Sepolcro, basilica contesa da cattolici, ortodossi, armeni… Utopia o occasione importante da non sprecare? Ma non è l’unico simbolo

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La chiesa del Santo Sepolcro

La convivenza tra religioni diverse è possibile? La risposta potrebbe arrivare dal Santo Sepolcro di Gerusalemme, considerato la chiave della pace. Chi vi si reca in pellegrinaggio nota due cose: due porte, di cui una murata, e una scala a pioli che poggia sulla balaustra al primo piano della facciata bizantina. È lì da oltre un secolo: era stata appoggiata per la riparazione di un vetro rotto, ma l’operazione venne interrotta per un motivo strano. Non era chiaro chi dovesse farlo. Questa basilica è, infatti, condivisa da diversi cleri: armeno, greco ortodosso, siriano, copto ed etiope. Ognuno di essi ha una propria giurisdizione sullo stesso edificio. Una bella dimostrazione di convivenza tra fedi diverse direbbe qualcuno, ma invece non sono mancate le liti, motivo per il quale nel 1852 le chiavi dell’unica porta vennero affidate ad un musulmano, da trasmettere di padre in figlio. L’ultima rissa – come racconta Il Giornale – risale al 2008, quando fu necessario l’intervento della polizia israeliana per sedare la lite. Ci sono regole precise, e scoppia il putiferio se non vengono rispettate. Pensate, ad esempio, alle pressioni sotto Pasqua, quando si arriva a programmare tempi e percorsi, perché il minimo sforamento provoca risse.

SIMBOLI DI CONVIVENZA O OCCASIONI SPRECATE?

Il Santo Sepolcro di Gerusalemme potrebbe essere la risposta a chi è convinto che chi professa religioni diverse non possa convivere pacificamente. Ma rischia di essere un’occasione sprecata, perché qui i rappresentanti delle diverse confessioni si parlano a stento. Ma ci sono anche casi nei quali le stesse regole di convivenza sono state messe in discussione: nel 1970, ad esempio, alcuni monaci copti si allontanarono per la veglia di Pasqua, così entrarono alcun monaci tipi che cambiarono le serrature e rivendicarono il monastero come loro. Il bilancio di quella rissa fu di 11 monaci in ospedale. Così si può comprendere quanto sia difficile la manutenzione di questo luogo sacro, visto che ci sono diverse comunità a dover decidere gli interventi. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme non è però l’unico simbolo di convivenza tra religioni diverse. Prendete, ad esempio, la basilica della Natività di Betlemme, dove l’apertura della porta spetta ai greco-ortodossi. La Grotta, però, è in comproprietà con i frati francescani, mentre le altre confessioni hanno solo diritto d’uso. I cattolici, ad esempio, possono dire messa solo sull’altare dei Magi e incensarne la Stella. Eppure nel 2011, come ricorda Il Giornale, in occasione della pulizia di Natale scoppiò tra armeni e greco-ortodossi una lite così violenta che intervenne la polizia di Abu Mazen per sedarla. Ecco, forse bisognerebbe partire dalla convivenza in questi luoghi sacri per insegnare al resto del mondo che è possibile davvero una convivenza pacifica.



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