Italia depressa/ Le “periferie esistenziali” si allargano: oggi duemila psicologi faranno consulenza gratuita

Martedì 10 ottobre, in concomitanza della Giornata Nazionale della Psicologia, circa duemila studi offriranno gratuitamente un consulto per combattere le “periferie esistenziali” del disagio

10.10.2017 - Raffaele Graziano Flore
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La depressione è una malattia in aumento

CONSULTI PSICOLOGICI GRATUITI 

Martedì 10 ottobre è in programma la seconda edizione della Giornata Nazionale della Psicologia, la campagna di sensibilizzazione promossa dal CNOP (Consiglio Nazione dell’Ordine degli Psicologi) e che quest’anno sarà incentrata sul tema delle “periferie esistenziali”: l’iniziativa che sarà celebrata in tutta Italia e cade in concomitanza anche con la Giornata della Salute Mentale, punta a riaccendere i riflettori su quello che pare essere un diffuso disagio che interessa vaste fasce della popolazione, specialmente in relazione a quelle che gli organizzatori hanno definito come delle aree periferiche -interiori, prima ancora che fisiche- e che sono alla base di gran parte dei conflitti che interessano non solo gli emarginati dalla società ma anche molti adolescenti. Per questo motivo, accanto a una serie di iniziative che vedranno in prima linea gli esperti in convegni e tavole rotonde sull’argomento, nella giornata di martedì più di duemila studi di psicologi saranno aperti per fornire una consulenza gratuita.

LE “PERIFERIE ESISTENZIALI”

Insomma, il “fil rouge” della seconda ricorrenza della Giornata Nazionale della Psicologia riguarderà la necessità di tendere idealmente una mano a tutti coloro che vivono delle gravi situazioni di disagio e solitudine e che, spesso, non hanno occasione di far sentire la propria voce: l’idea di aprire le porte degli studi di alcuni psicologi su tutto il territorio della penisola mira a dare un segnale concreto e a far percepire come meno lontana questa figura che conta quasi 105mila professionisti in Italia. Infatti, le cosiddette “periferie emotive” di cui hanno parlato gli organizzatori della campagna durante l’incontro di presentazione con la stampa oramai sono rintracciabili ovunque, anche nel cuore pulsante dei grandi centri metropolitani. “Quest’anno abbiamo voluto focalizzare l’attenzione non sulle patologie più strutturate, ma su quelle situazioni spesso sottovalutate e che, a volte, rischiano di trasformarsi in sofferenze più gravose” ha spiegato Fulvio Giardina ad Adnkronos, presidente del CNOP. Ovviamente, quella degli studi aperti sarà solo l’iniziativa di punta della Giornata del 10 ottobre, ma non l’unica dato che, attraverso una serie di incontri, si cercherà di riabilitare l’immagine dello psicologo, spesso visto sotto una luce negativa: “Quella del 10 ottobre sarà l’occasione per consentire a tutti di guardare dentro i nostri studi e capire meglio anche come funzione il nostro lavoro” ha concluso Giardina.

IN AUMENTO I CASI DI DEPRESSIONE IN ITALIA 

Peraltro, la celebrazione della Giornata Nazionale della Psicologia arriva proprio sulla scia della recente diffusione dei dati elaborati dalla Società Scientifica degli Psichiatri, secondo i quali è in costante aumento il numero degli italiani che soffrono di depressione. Infatti, sarebbero circa 4 milioni le persone afflitte da quello che è stato definito il “male di vivere”, con una incidenza quasi doppia tra le donne rispetto agli uomini, mentre sono invece 8 milioni gli individui che vivono situazioni-limite e che rischiano di sviluppare questo disturbo. “Questo è il tabù del nuovo secolo” ha spiegato Bernardo Carpiniello, presidente della Società Italiana di Psichiatria, sottolineandone la pericolosità dal momento che spesso “è confuso con uno stato d’animo e quindi non diagnosticato”. Sempre stando ai dati sopra menzionati, la depressione oramai “vanta” una incidenza persino maggiore delle patologie cardiovascolari tra quelle croniche; inoltre, non vanno nemmeno sottovalutati i suoi costi sociali, dato che ogni singolo paziente grava sul sistema sanitario per una cifra attorno ai 4mila euro e per un totale di 4 miliardi di euro in relazione a tutte le ore di lavoro perse da chi è affetto da depressione. Insomma, una vera e propria emergenza che, secondo Carpiniello, fa registrare dei trend di crescita proprio in quei Paesi europei colpiti dalla recessione degli ultimi anni.

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