Francesca Chaouqui/ Suburra, la protagonista si ispira a me: ecco come funzionano i salotti del potere

Francesca Chaouqui, indagata e condannata al processo di Vatileaks, è intervenuta a Radio Cusano Campus per parlare della serie Suburra: “I salotti del potere esistono”

11.10.2017 - Carmine Massimo Balsamo
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Francesca Immacolata Chaouqui (LaPresse)

Francesca Immacolata Chaouqui, indagata e condannata al processo per Vatileaks a dieci mesi di reclusione con pena sospesa, è uno dei personaggi più controversi della storia recente. Membro della Cosea, la Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede, è stata arrestata per la fuga di documenti nel celebre scandalo legato alla Chiesa. Definita la Papessa, la Chaouqui ha ispirato il personaggio della serie tv prodotta da Netflix Suburra, interpretata da Claudio Gerini. Intervenuta a Radio Cusano Campus, l’ex membro della Cosea ha commentato così: “E’ stata una sorpresa: mi ha divertito molto leggere il filo conduttore che ha creato quel personaggio che più che a me personalmente, si ispira al prodotto di tutta quella campagna mediatica fatta su di me subito dopo il processo in Vaticano. Una donna pericolosissima che si muove tra i salotti romani e la Santa Sede, un potere a metà tra quello economico e quello finanziario, che tiene in pugno i vari personaggi”.

“I SALOTTI DEL POTERE ESISTONO DAVVERO”

Francesca Chaouqui è balzata all’onore delle cronache negli ultimi anni per il suo ruolo controverso, trasposto nella serie tv di Netflix: “Mi ha fatto effetto vedere questa cosa, come una campagna mediatica trasformi una persona in un’altra e come la televisione possa cristallizzare una immagine per sempre. La caratterizzazione del personaggio è tale che ad un certo punto fa proprie delle frasi uscite dalle intercettazioni del processo. Frasi che dicono cose che ho detto davvero, le ho lette in un paio di recensioni. Dubito che l’idea della Papessa verrà mai tolto dall’immaginario collettivo”. In Suburra, così come nelle inchieste giornalistiche, vengono raccontati i famosi salotti del potere. Dei salotti che, come sottolinea la Chaouqui a Radio Cusano Campus, non sono frutto di fantasie: “Esistono davvero, a Roma come da nessuna altra parte: forse solo Torino può essere paragonabile. Esistono due tipi di salotti: uno è quello delle chiacchiere, frequentato da un determinato target e in cui dove non si muovono le cose e si decide, l‘altro è quello vero, dove si decidono le sorti del Paese”.

POTERE E SESSO

Roma, i salotti del potere e le manovre dei potenti. Francesca Chaouqui ha evidenziato: “Quando c’è una cena importante, un cardinale deve sempre essere presente, così come un esponente delle forze dell’ordine, un politico, un magistrato ed un ambasciatore. Non sei nessuno se non riesci a mettere insieme queste anime”. Una sorta di potente lobby che controlla le sorti del paese, in particolare in periodi di transizione come quello attuale: “Il tavolo più ambito e riservato di Roma resta sempre quello della Contessa Pinto: è un periodo di potere fluido, si decidono le liste elettorali. E’ un periodo di transizione e nei salotti romani c’è un grande movimento”. Potere ma anche sesso, un connubio spesso presente, ma non nelle forme rappresentate: “A Roma esistono salotti di sesso e di droga, io non li frequento ma esistono. Cose del genere nei salotti dove si prendono decisioni non esistono. Il potere ed il sesso hanno un rapporto molto particolare, chi lo detiene tiene da parte il sesso, che è una componente che allontana il potere. Il sesso non verrà mai trovato nei salotti dove si decidono le cose davvero”.

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